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  • lunedì 4 Novembre 2013

I cani di San Francisco

Le carceri della California, Abu Ghraib e altre storie dal libro di Enrico Deaglio La felicità in America

Il bestialismo? Non è poi una cosa così terribile

Poi successero diverse cose strane. Per esempio molti furono turbati dal fatto che il mondo carcerario fosse arrivato fino alla soglia di un buon appartamento, invadendo una conquistata libertà di scelte di vita. E altrettanti furono schifati di come i due imputati non dicessero mai una parola di scusa o di pentimento, quasi rivendicando le loro azioni e dichiarandosi esponenti di un mondo potente e dalle nuove regole. Intervistati più volte dalla tv, Bane era sempre il loro idolo e punto di riferimento. Quando, fotografie alla mano, la coppia venne accusata di “bestialismo”, Robert Noel rispose tranquillo: “In questa città, non molti anni fa, anche la convivenza tra due persone dello stesso sesso era considerata uno scandalo”. A suo modo, poneva anche lui un problema della sfera delle libertà individuali.

I due imputati, comunque, fecero a tutti una pessima impressione. Noel, un omone di 60 anni coi capelli e i baffi rossi, era quel tipo di avvocato puntiglioso e pomposo che aveva conosciuto tempi migliori. Marjorie Knoller, 48 anni, appariva stralunata e impaurita. E così il processo, che occupò i media per moltissimi mesi, dimenticò il carcere da cui aveva avuto origine il delitto per concentrarsi sulla bizzarria dei suoi protagonisti.

Il procuratore distrettuale era Terence Hallinan, un ex gesuita che da tempo aveva scelto un aperto stile di vita gay; sua assistente era la bellissima Kimberly Guilfoyle, ex modella per la biancheria intima di Victoria’s Secret, che venne messa sotto protezione perché minacciata di morte dalla Fratellanza ariana, moglie di Gavin Newsom, facoltoso e brillante politico democratico e all’epoca sindaco della città; a sostenere la causa dei due imputati, la quasi sconosciuta avvocata Nedra Ruiz che in aula si produsse in latrati e si mise a camminare a quattro zampe per ricostruire la scena dell’assalto; giudice era James Warren, nientemeno che il nipote del giudice della Corte suprema Earl Warren che quarant’anni prima aveva firmato il discusso rapporto sull’omicidio di John Kennedy.

Spostate le udienze a Los Angeles per incompatibilità ambientale (Warren disse apertamente che i due imputati erano la “coppia più disprezzata di tutta San Francisco”), il processo mise da parte il lato carcerario della vicenda e si concentrò sulla possibile volontarietà dell’assalto omicida. Robert Noel ostentatamente si presentò alle udienze con la tuta arancione dei detenuti di Guantánamo, prendendo ossessivamente appunti; Marjorie Knoller ebbe invece un clamoroso crollo psicofisico, con macchie e bubboni che le crescevano sulla pelle e una forma di paralisi nervosa che la costrinse spesso in carrozzella. La giuria popolare si espresse per una pena pesante – da quindici anni all’ergastolo, intendendo che il modo in cui i cani erano stati allevati fosse una causa sufficiente a spiegare l’assalto – ma il giudice Warren ribaltò il verdetto (“non avrebbe retto in Appello”) e condannò Noel e Knoller a soli quattro anni.

Il segreto delle prigioni californiane

Jaxon Van Derbeken è il giovane giornalista che per il “San Francisco Chronicle” ha seguito tutto il caso. Mi diede appuntamento nel suo ufficio, accanto a quello del procuratore, nel grande edificio di Bryant Street in cui sono ospitati il tribunale e la prigione della contea. All’ingresso del palazzo c’era una coda di almeno tre isolati che si muoveva molto lentamente. Gli chiesi chi fossero quelle persone. “Parenti di detenuti. La coda è lenta per le perquisizioni. Dopo l’11 settembre, le procedure si sono molto allungate.”

Parevano più di 1000 persone. Era una giornata particolare? “Oh, no. Anzi, oggi sono pochi. La polizia qui in media arresta 2000 persone a settimana. Ma, tutto sommato, San Francisco è una cittadina. A Los Angeles viaggiano sui 6000 a settimana. Il mio giornale si occupa praticamente ogni giorno di abusi: perquisizioni corporali, detenzioni in posti orribili. Il lavoro non manca. Noel e Knoller, per dirla in breve, erano due avvocati fuori dal circuito delle grosse cause. Certo, facevano finta di essere dei tipi chic, con un bell’appartamento ma, in realtà, l’unico posto dove raccattavano qualche cliente era il sistema carcerario. Un po’ difendevano le guardie, un po’ i detenuti. Tutta robetta, comunque, roba che si può risolvere con una transazione di qualche migliaio di dollari. Che io sappia, non hanno mai vinto un processo, ma erano sempre lì, si davano da fare. Non hai idea di quante cause si facciano intorno alle prigioni: è un lavoraccio, ma diventerà l’affare del secolo. Già ora ci sono avvocati che prendono assegni da milioni di dollari, per difendere sia le guardie che i detenuti. Noel cercava clienti, ecco tutto. E probabilmente l’affare dei cani e dell’adozione di Cornfed gli era sembrato vantaggioso.”

Dov’è Cornfed, adesso? “Non si sa di preciso. Non è più a Pelican Bay, comunque. C’è una grossa indagine sulla Fratellanza ariana, c’è stata una spaccatura al loro interno con delatori e pentiti. Credo che sia a Chicago, comunque. L’ultima volta che l’hanno portato in aula, qui hanno bloccato per un’ora il Golden Gate per paura che i suoi organizzassero un’evasione.”

Mentre Jaxon – auricolare fisso, piedi sul tavolo – telefonava e mi faceva segno di avere pazienza, feci un rapido calcolo dell’ingresso annuale di cittadini della California nelle locali prigioni: veniva fuori qualcosa come mezzo milione di persone. Chiesi a Jaxon se era davvero possibile.

“Più o meno, forse più che meno. Naturalmente poi la maggioranza esce, ma è anche vero che circa il 40 per cento ritorna. È una porta girevole e tutto dipende dalla legge che qui si chiama third strike: hai commesso un reato e vai in galera; poi ti rilasciano; ne commetti un altro, idem. Ma se ne commetti un terzo, anche solo se passi col rosso, se mandi affanculo un vigile o se rubi un cioccolatino al supermercato, ti fanno scontare tutto. Chi ha inventato il third strike doveva essere un genio! Tanti dicono che gli uomini nuovi della California sono i dot.commer, i geni di internet. Per me, il genio è stato Don Novey, il fondatore del sindacato delle guardie carcerarie. Lo chiamano ‘l’uomo dal cappello floscio’. Lui ha fatto i soldi su tutto ciò. Ma dubito che ti concederà un’intervista.”

Che cosa succederebbe se qui, di colpo, tutti diventassero virtuosi? Voglio dire, se non ci fosse più la droga eccetera? “Un disastro. Dovrebbero licenziare un sacco di guardie, per prima cosa. Poi chiuderebbero gli hotel vicino alle prigioni. Poi intere zone che vivono sulle carceri andrebbero in crisi. Sarebbe una crisi pesante, più pesante di quella che ha colpito la new economy.”

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