• mini
  • martedì 22 Ottobre 2013

Il testo della mozione di Giuseppe Civati

Per le primarie alla segreteria del Pd del prossimo 8 dicembre: il titolo è «Dalla delusione alla speranza. Le cose cambiano, cambiandole»

Essenziale è favorire l’ibridazione tra filiere produttive. Uno dei tratti distintivi dell’ultima ondata di attività e di innovazione nei settori culturali e creativi è la capacità di mettere in dialogo filiere produttive tradizionalmente appartenenti ad ambiti settoriali differenti e tipicamente non comunicanti. Queste forme di ibridazione possono dare luogo a nuove forme di aggregazione distrettuale caratterizzate non dalle forme classiche di integrazione di filiera, ma da un comune orientamento verso l’innovazione a base culturale e creativa.

Incoraggiare la sperimentazione è necessario per stimolare gli operatori culturali a elaborare e implementare modalità progettuali innovative, che utilizzino in modo originale ed efficace le molte possibilità oggi disponibili per raggiungere obiettivi qualificanti come: a) assicurare elevati livelli di partecipazione e di condivisione delle singole comunità; b) privilegiare l’impiego e l’occupabilità di competenze (come quelle umanistiche) ritenute meno spendibili in altri ambiti professionali e produttivi.

Infine, non si può non preservare e implementare il patrimonio intangibile. La grande abbondanza di patrimonio tangibile che caratterizza la maggior parte dei territori italiani porta spesso a trascurare il ruolo sempre più importante del patrimonio intangibile, fatto di saperi, di narrazioni, di pratiche che spesso affondano le proprie radici in epoche storiche lontane, e che non vanno semplicemente individuate e preservate ma messe a disposizione delle comunità per poter continuare a svilupparsi e dare quindi contributi potenzialmente importanti alla competitività di territorio, alla sua coesione sociale, alla costruzione di un immaginario collettivo. Occorre quindi incentivare la creazione di un archivio del patrimonio intangibile dei territori italiani, anche attraverso l’uso efficace delle nuove tecnologie che permettono di conservare e riconfigurare le molte dimensioni di questo patrimonio.

 

 

PER UN’ECONOMIA POSITIVA

Per il Pd, la centralità del lavoro ha sempre rappresentato un tratto identitario forte, sin dalla fondazione. Certo, il ruolo del lavoro per l’economia, per lo sviluppo della persona, per la coesione sociale è da ripensare e aggiornare, ma non se ne può smarrire l’importanza centrale. Eppure non si può dire che si siano raggiunti risultati notevoli. Anzi. La Ue si pone l’obiettivo di più occupazione, di migliore qualità. Aver scelto la via della compressione dei salari e delle retribuzioni in genere (la “svalutazione interna” a fronte della moneta unica) non ha reso il paese più competitivo ma più povero e sempre più ingiusto. La Costituzione ci indica la strada, inquadrando l’attività di impresa in finalità sociali che la politica promuove e indirizza. È ora che la politica torni a puntare sulle imprese che compiono le scelte più utili alla ripresa economica e a sostenere gli sforzi delle aziende proiettate verso produzioni competitive, per qualità e originalità dei prodotti, per innovazione e efficacia dei processi.

La politica farà la sua parte proponendo opzioni precise: “via alta”: l’innovazione, la valorizzazione della componente lavoro, la sostenibilità; produzioni di beni e servizi che presentano caratteristiche di unicità (“non replicabili”); misure per crescita dimensionale, cooperazione territoriale e cluster innovativi; affiancare i giovani che avviano nuove iniziative imprenditoriali; rivisitando le strutture che dovrebbero farlo, destinando maggiori risorse e disboscando l’intrico di norme che ostacolano la creazione di impresa e facilitare lo startup di impresa (incentivi per i primi 3 anni di attività); sostenere le Pmi nell’accesso al credito dove i tassi sono più onerosi, alleviare il rischio di impresa (con strumenti finanziari: microcredito, fondi rotativi); promuovere il ricorso a venture management; fronteggiare le crisi aziendali, associando misure di emergenza e sostegno alla riconversione con responsabilizzazione delle imprese.

« Pagina precedente 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 Pagina successiva »