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  • martedì 22 Ottobre 2013

Il testo della mozione di Giuseppe Civati

Per le primarie alla segreteria del Pd del prossimo 8 dicembre: il titolo è «Dalla delusione alla speranza. Le cose cambiano, cambiandole»

Già la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 138 del 2010, ha riconosciuto la rilevanza costituzionale delle Famiglie Lgbt, poiché siamo di fronte a una delle «formazioni sociali» di cui parla l’art. 2 della Costituzione. Da questa constatazione la Corte trae una conclusione importante: alle persone dello stesso sesso unite da una convivenza stabile «spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri». Sono parole impegnative: un «diritto fondamentale» attende il suo pieno riconoscimento. Non è ammissibile, dunque, la disattenzione del Parlamento, perché in questo modo si privano le persone di diritti costituzionalmente garantiti.

È compito quindi del partito farsi carico di promuovere alla riforma globale del diritto di famiglia, al fine di riconoscere nuove famiglie e regolamentarne le diverse forme di relazioni affettive, sposando cosi una nuova prospettiva culturale che ruota intorno al concetto di amore civile e garantendo a tutti quei soggetti esposti a discriminazioni sociali, giuridiche, politiche ed economiche i loro diritti di vivere ed esprimersi nella propria peculiarità.

In una società continuamente in evoluzione risulta essenziale ricontestualizzare e la famiglia nelle sue forme plurali, laddove le caratteristiche fondamentali che l’hanno contraddistinta per molto tempo (procreazione, legame di parentela e rapporto coniugale) sono messe in discussione, in quanto non più necessariamente coincidenti con la realtà del nostro Paese. E quindi si possono ridisegnare le situazioni familiari, aggiungendo alla situazione comunque maggioritaria di eterogenitorialità, altre forme quali la monogenitorialità – un genitore ed un figlio – l’omogenitorialità, ovvero quella famiglia in cui almeno uno dei genitori si definisce omosessuale ed altre possibili combinazioni di varianti familiare allargate.

In Italia, questo tema risulta complicato, se non incomprensibile e difficile da gestire anche per mancanza di qualsiasi regolamentazione giuridica in caso di coppie omosessuali col rischio di spingerle a vivere una clandestinità sociale. Quando all’interno della coppia esistono uno o più figli, la situazione si complica, contravvenendo anche a quanto affermato nella Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Attualmente in Italia secondo stime provenienti dall’Istituto Superiore di Sanità, sono circa centomila i bambini e i ragazzi cresciuti da genitori dello stesso sesso per le quali non c’è nessuna giurisprudenza né legislazione adeguata.

Genitori omosessuali che, ancora oggi, vivono l’omogenitorialità clandestinamente, si sentono ostacolati e boicottati nel diritto di costituire un nucleo familiare, umiliati nella loro condizioni ed esposti, loro e soprattutto i propri figli ad attacchi di varia natura. Al di là delle varie ricerche scientifiche che evidenziano quanto l’orientamento sessuale dei genitori non incide necessariamente sullo sviluppo “sano” ed equilibrato dei loro figli, risulta necessario sanare quindi il vuoto giuridico-normativo per difendere il diritto di amare la persona che si è scelti, per avere il diritto di creare una propria famiglia e per difendere la composizione “diversa” della stessa.

Per questo motivo il Partito democratico, per difendere il diritto ogni persona ad essere libera di vedere riconosciuto il proprio status e la propria autodeterminazione come individuo e nelle relazioni affettive), vuole impegnarsi a: estendere il matrimonio civile alle coppie formate da persone dello stesso sesso come sollecitato dalle sentenze 138/2010 della Corte Costituzionale e dalla 4184/2012 della Corte di Cassazione e a riconoscere pubblicamente delle unioni civili per coppie dello stesso sesso o di sesso diverso, attraverso una normativa differente da quella del matrimonio.

Il Pd vuole poi impegnarsi affinché sia prevista l’estensione al partner o al genitore non biologico della co-responsabilità sul minore e l’estensione della possibilità di adozione a persone singole o alle coppie formate da persone dello stesso sesso.

 

Autodeterminazione

È fondamentale dare attuazione al dettato costituzionale e in particolare a quanto stabilito dall’art. 9 e dall’art. 32.

Il nostro punto di riferimento devono essere questi ultimi in particolare quando si affrontano discorsi su autodeterminazione e su diritto alla speranza e/o all’ottenimento di cure. In particolare il diritto all’ottenimento delle cure – anche quando non garantiscano il risultato, ma lo sperimentano e pongono le condizioni per conseguirlo – non deve essere ignorato.

Vogliamo impegnarci a promuovere la ricerca sulle cellule staminali embrionali, entro i limiti e i controlli della legge, poiché solo attraverso la loro capacità di propagarsi, di generare ciò di cui l’organismo ha bisogno o riparare qualora esista un danno, possono conseguire importanti risultati nella ricerca di cure o nel miglioramento delle condizioni di vita di migliaia di malati. Pertanto, a proposito della legge n. 40 del 2004 il superamento di essa deve riguardare quindi l’utilizzo degli embrioni. Vogliamo che la scelta di campo del partito sia la tutela della salute.

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