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  • martedì 22 Ottobre 2013

Il testo della mozione di Giuseppe Civati

Per le primarie alla segreteria del Pd del prossimo 8 dicembre: il titolo è «Dalla delusione alla speranza. Le cose cambiano, cambiandole»

UN PARTITO SEMPLICE E ACCESSIBILE

Anche nei documenti prodotti in nome della trasparenza si richiede un linguaggio semplificato, meno tecnico, molto più dettagliato di quanto non sia stato fatto finora.

Il conflitto d’interessi va superato perché il partito sia sempre e comunque al di sopra di ogni sospetto: nessun doppione nelle cariche, no a incarichi che si sovrappongono, anagrafe di tutti coloro che per conto del Pd amministrano il bene pubblico, anche nelle società controllate.

I cittadini devono poter ricevere un’informazione chiara: nome e cognome – o sigla di riconoscimento – di chi dona al partito, di chi dal partito riceve, quanto il partito spende, quando, come e perché. Un’informazione semplice aiuta a diffondere più fiducia tra i cittadini.

 

PER UN BILANCIO COMPLETO, APERTO, COMPRENSIBILE, PARTECIPATO

Crediamo che la completa trasparenza dal punto di vista contabile e finanziario sia una scelta non più rimandabile nel panorama attuale, vista la sfiducia totale dei cittadini nell’istituzione partito. Dobbiamo ripartire proprio dalla trasparenza più completa se vogliamo avvicinare di nuovo i nostri concittadini a una partecipazione attiva e aperta nel nostro partito. Non dobbiamo avere segreti, e dobbiamo essere aperti alle innovazioni che i nostri elettori e iscritti ci proporranno. Per un PD che sia sempre più aperto alla partecipazione e alla “mobilitazione cognitiva” dei nostri simpatizzanti.

Il nostro PD deve rendere fattibile quel controllo di tipo diffuso (pubblico, inteso come possibile per tutti) che è certamente superiore a qualsiasi tipo di controllo privato: un bilancio che tutti possano leggere, capire, discutere e partecipare.

Nessuna opacità. Tutti i soggetti, locali e nazionali, le associazioni e le fondazioni che fanno riferimento a personalità del Pd devono attenersi.

Vogliamo sapere tutto, insomma. Perciò alcune azioni sono indispensabili:

Aprire gli open data già esistenti per le forme di finanziamento, anche alle forme di spesa, con il massimo livello di dettaglio raggiungibile, perché chiunque lo voglia possa essere sempre e velocemente informato su dove vengono, dove vanno e come vengono usati i soldi del nostro partito. In particolare porremo la massima tensione verso la trasparenza su spese di personale dipendente, spese di collaborazione e consulenza, spese per costi e servizi, dettagliate per fornitore/tipo di fornitura, in base agli importi.

Definire e impostare un bilancio consolidato del partito (che includa i bilanci regionali e provinciali, per avere una situazione complessiva e comprensibile delle finanze del nostro partito). Il nostro è un partito federale, e quindi le diverse regioni e province costituiscono soggetti autonomi anche dal punto di vista contabile, nel rispetto dei propri statuti territoriali. Non esiste, a oggi, la possibilità di avere una “visione d’insieme” sui conti del Pd, ma soltanto visioni separate (e spesso non completamente comparabili e conciliabili) del nazionale-regionali-provinciali. Dal 2013 dovrebbe essere disponibile l’integrazione con i regionali. Per il 2014 chiediamo di integrare anche i provinciali, per avere un quadro complessivo del partito, sotto questo profilo.

Siamo a conoscenza che il tema delle fondazioni sia quanto di più oscuro ci sia, e non perché ci sia necessariamente qualcosa da nascondere, ma perché semplicemente la normativa lo consente e «è sempre stato fatto così». E stiamo parlando sia delle fondazioni “immobiliari” sia di quelle di tipo politico (e che spesso corrispondono a correnti). La nostra proposta è di superare il «sistema delle fondazioni» anche attraverso l’impegno solenne di massima trasparenza e di redazione e comunicazione (ed eventuale certificazione) del bilancio annuale, così come chiediamo direttamente al nostro partito, così richiediamo a tutti gli organismi collegati (associazioni, fondazioni, imprese), direttamente e indirettamente.

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