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  • domenica 6 ottobre 2013

La questione dei migranti, in Spagna

Che è ancora più vicina all'Africa dell'Italia e dove le cose sono molto simili, ma anche parecchio diverse

Questa situazione sta lentamente cambiando. Un piccolo partito anti-immigrati ha visto crescere i suoi voti nelle elezioni locali catalane, mentre il Partito Popolare, attualmente al governo, nell’ultima campagna elettorale ha promesso di rivedere alcune delle politiche permissive in fatto di immigrazione varate dai precedenti governi socialisti.

Al momento, però, alcuni fattori rendono la Spagna un paese relativamente aperto e tollerante anche per gli standard europei. L’immigrazione in Spagna è ancora molto giovane e non esiste una vera e propria “seconda generazione” di stranieri nati nel paese. Negli anni della grande crescita economica i migranti hanno fornito un’importante risorsa per la forza lavoro e costituiscono ora circa un quinto di tutti i lavoratori attivi. Infine, il fatto che la Spagna sia uscita da una dittatura da appena 30 anni, rende piuttosto impopolare fare pubbliche dichiarazioni che potrebbero essere percepite contrarie ai valori di democrazia, uguaglianza e libertà per tutti.

Come ha reagito la Spagna
Un altro fatto che probabilmente differenzia l’Italia dalla Spagna sono i programmi adottati da quest’ultima per tenere sotto controllo l’immigrazione.Tra il 2006 e il 2007 la Spagna ha varato una serie di programmi Frontex, l’agenzia europea che promuove la sicurezza e la gestione dei confini. I pattugliamenti in mare sono stati intensificati ed è stata installata una rete di telecamere a infrarossi lungo quasi tutta la linea costiera della Spagna. Dal record di 40 mila sbarchi nel 2006, la Spagna è passata a 3.800 nel 2012. In Italia, tra il primo agosto 2012 e il 10 agosto 2013 gli sbarchi sono stati più di 24 mila.

Questo apparente insuccesso italiano può essere causato non soltanto da una mancanza di efficaci investimenti. Anche la situazione geopolitica ha certamente influito. Dopo la guerra civile il governo libico non è probabilmente in grado di gestire, anche con i metodi brutali utilizzati in questi casi, il flusso di migranti che arrivano nel paese dall’Africa sub-sahariana. Il Marocco invece, che è stato appena sfiorato dalla primavera araba, ha ancora questa capacità.

Quello che invece sembra non contare troppo è la situazione economica di Italia e Spagna. Con il 27 per cento di disoccupazione la Spagna dovrebbe scoraggiare qualsiasi tipo di immigrazione. Questa è stata la tesi anche di alcune forze politiche in Italia, che hanno sostenuto che i recenti sbarchi sono causati dall’impressione che l’attuale governo sia “permissivo” nei confronti dell’immigrazione (anche se in realtà le leggi in vigore sono quasi tutte quelle varate dai governi di centrodestra).

Come ha raccontato un immigrato maliano al New York Times, per quanto la situazione possa essere grave a causa della crisi dell’eurozona «non può essere più grave che in Mali. Gli europei ci vogliono spaventare per mandarci via, ma non hanno idea di che razza di problemi ci lasciamo alle spalle».

Foto: AP Photo/Andy Ragel

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