La sindrome di Stoccolma

Quella degli ostaggi che solidarizzano con i rapitori: prende il nome da una rapina iniziata il 23 agosto del 1973

In realtà la sindrome di Stoccolma non è classificata in nessun manuale di psicologia ed è stata nominata soltanto in un ridotto numero di studi scientifici. Gli psicologi sono d’accordo sul fatto che la sindrome di Stoccolma rappresenta un “caso particolare” di un fenomeno più ampio: i legami traumatici. Si tratta di quei legami, spesso molto forti, che possono nascere tra due persone quando una delle due gode di una posizione di potere nei confronti dell’altra e, a intermittenza, la intimidisce, la picchia o usa altri tipi di violenza nei suoi confronti.

Altri casi famosi
Uno dei casi più recenti e famosi di sindrome di Stoccolma – o meglio: di legame traumatico – è quello che si sviluppò tra la statunitense Jaycee Lee Dugard e i suoi rapitori. Nel 1991 Dugard fu rapita a una fermata dell’autobus quando aveva undici anni. Per 18 anni rimase nella casa dei suoi rapitori, Phillip Craig Garrido e sua moglie Nancy Garrido. Partecipò alla vita sociale della coppia, andando a feste e a cene a casa di amici.

Nonostante sia stata spesso violentata e avesse avuto numerose occasioni di fuggire, non tentò mai di scappare. Quando, per un caso fortunato, fu interrogata dall’agente di sorveglianza di Garrido – che era già stato condannato per abusi sessuali – non rivelò la sua vera identità. Disse che era scappata dal marito che la picchiava e che i suoi rapitori l’avevano ospitata in casa perché non aveva un posto dove stare. L’agente si insospettì e chiamò la polizia. Interrogato, Garrido confessò il rapimento. Negli interrogatori immediatamente successivi alla sua liberazione, Jaycee Dugard difese i suoi rapitori sostenendo che erano persone «meravigliose».

Il caso più famoso di “sindrome di Stoccolma” è probabilmente quello di Patricia Hearst, rapita da un gruppo di terroristi nel 1974, quando aveva 19 anni. Patricia era la figlia di un’importantissima famiglia di editori – suo nonno, William Randolph Hearst, il personaggio a cui è ispirato il protagonista del film Quarto Potere di Orson Welles. Patricia venne rapita dalla Symbionese Liberation Army (SLA), una delle numerose formazioni terroristiche di estrema sinistra che agivano negli Stati Uniti in quegli anni.

In cambio del suo rilascio i rapitori chiesero la liberazione di alcuni membri del gruppo incarcerati. Quando il governo si rifiutò di accettare la richiesta, chiesero al padre di Patricia di donare 70 milioni di dollari in cibo agli abitanti più poveri della California. Pochi mesi dopo il rapimento Patricia annunciò con una registrazione audio spedita alla stampa di essersi unita alla SLA. Nell’aprile del 1974 venne ripresa da una telecamera di sorveglianza mentre, armata di fucile, rapinava una banca insieme ad altri membri del gruppo.

Nel settembre del 1975, poco più di un anno dal suo rapimento, venne arrestata a San Francisco e condannata a sette anni di prigione per rapina a mano armata. Dopo 22 mesi di prigione il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter commutò la sua pena in modo che non dovesse più scontarla in carcere. Il 20 gennaio del 2001 il presidente Bill Clinton le garantì il perdono completo.

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