Rembrandt van Rijn, pittore fiammingo

Il pittore e incisore olandese è il protagonista del doodle di Google di oggi per ricordare i 407 anni della sua nascita

Negli anni Trenta del Seicento, Rembrandt si spostò ad Amsterdam, città in rapidissima espansione grazie ai successi commerciali del suo porto. Divenne un apprezzato ritrattista e nel 1634 si sposò con Saskia van Uylenburgh, cugina del mercante d’arte che gli stava dando una mano a piazzare i propri quadri. Si trasferirono in una nuova e costosa casa, che in teoria Rembrandt si sarebbe potuto permettere senza particolari problemi, se non fosse stato abituato a spendere quasi sempre tutto ciò che guadagnava.

Le complicate e dolorose vicende familiari avrebbero condizionato parte dello stile e dell’opera di Rembrandt. Insieme con la moglie ebbe un figlio nel 1635, che però mori appena due mesi dopo la nascita. Tre anni dopo ebbe una figlia, che morì dopo appena tre settimane di vita. E successe lo stesso con la seconda figlia, morta dopo un mese dalla nascita nel 1640. L’anno seguente nacque Tito, l’unico figlio di Rembrandt che sopravvisse fino all’età adulta. Nel 1642, poco dopo la nascita di Tito, Saskia morì probabilmente a causa della tubercolosi. Rembrandt realizzò diverse illustrazioni dedicate alla moglie malata, considerati tra i suoi disegni più commoventi e comunicativi.

Negli anni seguenti, Rembrandt ebbe altre relazioni e nel 1654 ebbe una figlia con Hendrickje Stoffels, cosa che non piacque alla Chiesa riformata, che accusò la sua compagna di “avere commesso atti di prostituzione con il pittore”. Fu bandita dalla chiesa, mentre Rembrandt non ebbe conseguenze perché non faceva formalmente parte della Chiesa riformata.

In quel periodo, Rembrandt proseguì a vivere ben al di sopra delle proprie possibilità acquistando opere d’arte e stampe. Nel 1656 fu costretto a stringere un accordo giudiziario per evitare la bancarotta, cosa che gli costò la vendita di buona parte dei suoi quadri e degli oggetti preziosi che aveva collezionato. Fu poi costretto a vendere la propria casa e a trasferirsi in un quartiere più economico di Amsterdam. Continuò a dipingere e a lavorare, ricevendo diverse commissioni, fino agli ultimi anni della propria vita. Il figlio Tito morì nel 1668, lasciando una figlia. Rembrandt morì nell’ottobre dell’anno seguente, dopo una vita trascorsa a dipingere e raccontarsi attraverso i suoi autoritratti.

rembrandt

Il doodle di Google ricorda Rembrandt attraverso uno dei suoi autoritratti più celebri, quello realizzato nel 1659 quando lo stile del pittore era già notevolmente cambiato rispetto a quello degli inizi. Parti del quadro, come le mani, sono appena abbozzate, il vestito si confonde volutamente con lo sfondo, a parte l’area delle spalle messa in risalto da una luce obliqua, che illumina anche il viso, reso con pennellate più decise e nette per mostrare le rughe e l’espressione del soggetto.

Tra i quadri più conosciuti e apprezzati di Rembrand, oltre ai suoi autoritratti e alla Ronda di notte, ci sono il Concerto di musici in costume, la Lezione di anatomia del dottor Tulp, la Deposizione dalla Croce, il Ritratto di Saskia con cappello, Mosè con le tavole della legge e il Ritorno del figliol prodigo. Alcuni dei suoi quadri più famosi sono conservati presso il Rijksmuseum di Amsterdam, restaurato di recente e che possiede la più grande e grandiosa collezione di opere d’arte del periodo d’oro dell’arte fiamminga.

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