• Mondo
  • martedì 9 Luglio 2013

Jeff Bauman, dopo le bombe

La vita del ragazzo della foto simbolo dell'attentato alla maratona di Boston, tre mesi dopo (e la storia pazzesca dell'uomo che lo ha salvato)

di Francesco Costa – @francescocosta

Quando esce lo riconoscono in molti. Quando mangia fuori praticamente non paga più il conto. Fa molta fatica a guardare le foto degli attentati, e in particolare quelle che lo riguardano, ma è consapevole dell’effetto che la sua storia – e la sua foto – ha avuto su Boston. È stata mostrata sul maxischermo del Fenway Park, lo stadio dei Red Sox di Boston, prima che lui e Carlos Arredondo – tutti adorano rivederli insieme – facessero il tradizionale e cerimoniale primo lancio.

Bauman

Ogni tanto qualcuno chiede a Bauman un autografo, dicendogli che la sua storia e la sua forza sono motivo di ispirazione per tutti. Il giorno dopo la partita dei Red Sox, Bauman e la sua fidanzata andarono alle prove di un concerto di beneficenza: avrebbe suonato James Taylor, i fondi raccolti sarebbero andati alle vittime degli attentati. Bauman suonava la chitarra, Taylor evidentemente lo aveva letto da qualche parte e così gli fece un paio di battute sul tema. Bauman annuì ma non gli disse che ormai suona pochissimo, dato che non sente bene.

Alla stessa altezza
Prima degli attentati Bauman – che ha 27 anni – lavorava da Costco, una grande catena di ipermercati. Intende tornare a lavorare lì quando starà meglio, anche se lo spaventa un po’ l’idea di stare in piedi tutto il giorno. La sua assicurazione sanitaria ha coperto quasi tutte le spese mediche, che sono considerevoli: soltanto le protesi costeranno 100.000 dollari l’una. Senza contare anni di fisioterapia, manutenzione, sostituzioni. Potrà permettersele solo grazie alle donazioni raccolte – 800.000 dollari soltanto quelle online – e a una fondazione che si chiama “Wiggle Your Toes“.

Bauman ha indossato le protesi per la prima volta il giorno dopo il concerto di James Taylor, alla fine di maggio. Durante le visite precedenti, che servivano principalmente per prendere le “impronte” delle sue cosce, i medici gli avevano spiegato che sono prodotte da Ottobock, un’azienda tedesca, e che grazie a un microprocessore sono programmate per seguire i suoi movimenti. Prima Bauman ha preso le protesi in mano, notando come fossero più pesanti di quanto credeva. Poi le ha indossate, lo hanno aiutato a tirarsi su. Nel video del New York Times lo si vede muovere pochi passi – “ognuno più cauto del precedente” – e poi finalmente guardare, baciare e abbracciare Erin, la sua fidanzata: entrambi in piedi, per la prima volta dal giorno della maratona.

baumaninpiedi

Il 24 giugno, due settimane fa, Jeff Bauman e Carlos Arredondo hanno salutato i tifosi dei Boston Bruins prima della finale della Stanley Cup di hockey contro i Chicago Blackhawks. Jeff Bauman è entrato in campo sulla carrozzina insieme alla fidanzata, e poi si è alzato in piedi.

Bauman

« Pagina precedente 1 2 3