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  • mercoledì 3 Luglio 2013

Morsi è stato deposto

L'esercito dell'Egitto ha annunciato la sospensione della Costituzione: il capo della Corte Costituzionale guiderà un governo tecnico, poi elezioni anticipate

La diretta in streaming di Al Jazeera

16.25 – Poco fa Richard Engel, inviato al Cairo di NBC News, ha twittato una foto di piazza Tahrir, quando mancano pochi minuti al termine dell’ultimatum dell’esercito al presidente Morsi.

 

16.20 – I vertici dell’esercito egiziano hanno confermato di essere a colloquio con alcuni esponenti dell’opposizione e con diverse autorità religiose del paese. Al termine dell’incontro, riferisce Reuters, diffonderanno una nota con eventuali decisioni.

16.05 – Intanto a piazza Tahrir, al Cairo, ci sono per il quarto giorno consecutivo moltissime persone che chiedono le dimissioni del presidente Morsi. Alcuni volontari hanno iniziato a formare delle “zone di sicurezza” per dividere in diverse aree della piazza gli uomini dalle donne, dopo che nei giorni scorsi c’erano stati diversi casi di aggressione e violenza sessuale. Di questi episodi se n’è occupata anche l’organizzazione Human Rights Watch, che ha realizzato un breve documentario in cui ha raccolto le testimonianza di molte donne egiziane vittime di violenze.

15.45 – Mancano 45 minuti alla scadenza dell’ultimatum dell’esercito al presidente egiziano Morsi. Da lunedì alcune persone hanno messo in Rete, in forme diverse, alcuni “countdown” che indicano quanto tempo rimane a Morsi prima che l’esercito gli tolga il potere (qui un esempio, il sito si chiama “MorsiTimer”). Come scrive al Arabiya, non è il primo “countdown” per Morsi: nei primi 100 giorni di presidenza c’era stato il “MorsiMeter” che, tra le altre cose, sondava il gradimento della popolazione egiziana sulle politiche del presidente

15.40 – L’agenzia Associated Press ha scritto che i militari si trovano ora all’interno della redazione della televisione di stato al Cairo, controllando i contenuti trasmessi prima della fine dell’ultimatum.

 

15.30 – L’agenzia Reuters ha scritto che il Partito Libertà e Giustizia, legato al movimento dei Fratelli Musulmani a cui appartiene anche Morsi, ha rifiutato un incontro con il capo dell’esercito. Intanto non è ancora chiara la situazione nell’edificio della televisione di stato al Cairo, comunemente noto come Maspero: alcuni dicono che l’esercito ha preso il controllo dell’edificio, altri dicono che non ci sia alcuna emergenza, e che in realtà alcune unità dell’esercito si trovano lì dalle grandi rivolte del 2011, quelle che portarono alla caduta di Hosni Mubarak.

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Mercoledì pomeriggio alle 16:30 ora del Cairo (la stessa ora in Italia) scadrà l’ultimatum di 48 ore che l’esercito ha dato al presidente dell’Egitto Mohamed Morsi per risolvere la grave crisi politica in cui si trova il paese. Dopo le 16:30, hanno detto i militari, l’esercito diffonderà una dichiarazione: non si hanno ancora informazioni su cosa dirà l’esercito, che tradizionalmente in Egitto è una delle forze politiche più potenti e decisive del paese.

In molti, comunque, da diverse ore stanno dando per certa le fine politica per Morsi. Per il momento la tensione nel paese rimane molto alta: nelle manifestazioni di stanotte sono morte almeno 16 persone, e oggi poco prima delle 15 l’inviato di BBC, Aleem Maqbool, ha scritto su Twitter che l’esercito ha preso il controllo di un edificio della televisione statale.

 

Un esponente dell’opposizione egiziana ha detto che uno dei leader dell’opposizione, Mohamed El Baradei, la massima autorità religiosa della moschea di Al-Azhar e il papa copto stanno incontrando il capo dell’esercito per discutere una “road map” politica per l’Egitto. Nel frattempo, scrive al Arabiya, fonti militari dicono che il ministro della Difesa sta incontrando il rappresentante dei Fratelli Musulmani, il movimento politico a cui fa riferimento Morsi, e i gruppi salafiti. Sembra che durante la mattinata si siano svolti diversi incontri al vertice tra maggioranza, opposizione e esercito, ma in questa fase le informazioni sono ancora piuttosto confuse e non è possibile confermare questi incontri con certezza.

La crisi politica in Egitto era iniziata domenica, quando milioni di persone si erano ritrovate in diverse città egiziane per chiedere le dimissioni di Morsi. Secondo alcune stime, in tre giorni di scontri sono rimaste uccise più di 20 persone e diverse altre centinaia sono rimaste ferite.

foto: AP Photo/Amr Nabil

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