Chi è il nuovo sindaco di Messina

Renato Accorinti è un attivista pacifista contrario al ponte dello Stretto, appoggiato solo da una lista civica, che ha vinto a sorpresa contro il candidato di PD e UdC

La prossima amministrazione di Messina ha davanti a sé diversi problemi da risolvere: in primo luogo i circa 400 milioni di debiti che pesano sul bilancio comunale e una gestione particolarmente disastrata di molte società come la locale azienda dei trasporti, che ha perdite per altre decine di milioni di euro e quasi seicento dipendenti per 16 mezzi pubblici. Accorinti ha detto di essere consapevole che i soldi sono “pochissimi” e ha definito la sua città “la più bloccata d’Italia”, ma il messaggio che ha voluto dare nelle sue prime dichiarazioni è di forte rottura con il passato: “Cittadini semplici hanno battuto i poteri forti”, è stato uno dei suoi commenti al risultato elettorale. Accorinti non vuole essere chiamato “sindaco”, ma solo “Renato”, e dice di “non essere abituato” a che gli si rivolga dandogli del “lei”.

Renato Accorinti è stato impegnato in molte battaglie pacifiste siciliane e non fin dagli anni Settanta: nel 1982 partecipò alle grandi manifestazioni che si opponevano all’installazione dei missili americani a Comiso (Ragusa), mentre quasi dieci anni dopo, durante la Guerra del Golfo, invitava i giovani siciliani a stracciare la cartolina di precetto che comunicava l’inizio del servizio militare. Per questa vicenda venne anche processato (e assolto) nel 1992.

Oltre al pacifismo, il nuovo sindaco di Messina si è impegnato in decine di altre cause a livello locale e nazionale – a volte all’interno di movimenti più ampi, altre in comitati molto ristretti – su temi come la lotta alle mafie, l’ambientalismo e i diritti civili. Il 25 giugno 2002, Accorinti salì sul pilone di Torre Faro – un’enorme struttura in acciaio alta circa 200 metri – e vi trascorse una notte per protestare contro la realizzazione del ponte sullo Stretto (il governo Berlusconi eletto un anno prima era fortemente favorevole al progetto, e anche il suo avversario Francesco Rutelli si era espresso a favore in campagna elettorale).

Nel 2005 e poi di nuovo nel 2012 ha proposto con una lettera aperta che i resti dell’auto su cui viaggiava il giudice Falcone al momento della strage di Capaci venissero esposti in modo permanente in una piazza di Messina.

Le due parole che ritornano più spesso nelle interviste di questi giorni sono “anarchico” – per descrivere il suo rapporto con i partiti tradizionali – e “spirituale” (anche se lui personalmente dice di non essere credente ma di “parlare con tutti” e progetta “un gemellaggio con Benares e uno con Assisi”). Ha detto ad esempio che «la politica buona è il gesto più spirituale che può fare l’essere umano». Per quanto riguarda i suoi interventi, ha sottolineato in tutte le occasioni la necessità di un forte coinvolgimento dei cittadini nel governo di Messina e ha esposto altri progetti come quello di chiedere al ministero della Difesa di riutilizzare le aree militari dismesse per farne parchi. Un’altra proposta è quella di creare una compagnia di traghetti comunali per abbassare le tariffe dell’attraversamento dello Stretto.

Renato Accorinti è nato a Messina nel 1954 e insegna dal 1977 educazione fisica nelle scuole medie della città. Ha detto di aver istituito “la stanza del silenzio e del respiro consapevole”, in modo da portare la “ricerca interiore” anche a scuola. È anche tecnico della Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) e sul suo sito sono elencati alcuni atleti che ha preparato e che hanno ottenuto risultati a livello nazionale. Non è sposato e non ha figli.

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