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  • venerdì 7 Giugno 2013

Le attività online controllate dagli USA

Le più grandi società di Internet, da Google a Facebook passando per Microsoft, sono coinvolte in PRISM: un piano di sorveglianza dei cittadini stranieri senza precedenti, dicono Washington Post e Guardian

Un portavoce di Apple ha detto di non avere mai sentito parlare di PRISM e ha ricordato che la società diffonde dati solo in seguito all’ordine di un magistrato. Anche Facebook ha confermato di non dare accesso diretto a nessuna organizzazione governativa, ribadendo che i dati sono forniti solo in caso di particolari indagini e in presenza di ordini da un tribunale.

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Secondo il Washington Post, più cauto su alcuni aspetti della vicenda rispetto al Guardian, ci potrebbe essere stato qualche errore di comunicazione nel documento top secret della NSA. In un altro rapporto, ottenuto dal giornale, si parla di un accordo che consente agli agenti che raccolgono informazioni di “inviare istruzioni sui contenuti direttamente ai sistemi installati in particolari luoghi da una società”, cosa che secondo il Washington Post indica procedure meno dirette e immediate rispetto alla semplice possibilità di entrare in uno o più server per la raccolta di dati.

Il documento della NSA ricorda anche che il segreto più importante per il buon funzionamento di PRISM è la riservatezza sulle società coinvolte nell’operazione: «Il 98 per cento delle cose fatte da PRISM è basato su Yahoo, Google e Microsoft; dobbiamo fare in modo di non danneggiare queste fonti». Il timore è che nel caso della diffusione di notizie sul programma, le principali società si possano tirare indietro, riducendo la loro partecipazione a causa delle pressioni dei loro iscritti e delle società che si occupano della difesa della privacy.

PRISM è stato reso possibile in buona parte grazie alle modifiche che sono state progressivamente applicate al Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA), l’insieme delle norme e delle procedure che devono essere seguite per la raccolta di informazioni di intelligence fuori dagli Stati Uniti. Le più recenti hanno sostanzialmente consentito alla NSA di non essere più obbligata a chiedere singole autorizzazioni ai tribunali o conferme oggettive sul fatto che le parti coinvolte siano fuori dagli Stati Uniti: è sufficiente che ci sia il ragionevole sospetto che una delle parti oggetto di indagini si trovasse fuori dagli Stati Uniti al momento della raccolta delle informazioni da parte della NSA. Le società che collaborano, inoltre, ricevono una sorta di immunità giudiziaria da eventuali cause legate al loro comportamento nel dare l’accesso o fornire i dati sugli utenti.

Le attività attorno a PRISM, sempre stando al documento top secret, sono aumentante notevolmente negli ultimi anni. Le comunicazioni intercettate su Skype sono aumentate in un anno del 248 per cento, su Facebook del 131 per cento e del 63 per cento su Google. La presentazione fa anche cenno alla possibilità di aggiungere DropBox, che offre un servizio per salvare e condividere file online, alle società partecipanti.

A dicembre del 2012, quando il FISA stava per scadere ed era in discussione il suo rinnovo con una serie di nuove integrazioni, diversi membri del Congresso dissero in aula di essere preoccupati per l’eccessiva segretezza intorno alla NSA, che di fatto impediva allo stesso ramo legislativo di sapere di preciso quali fossero le sue attività di controllo delle comunicazioni all’estero dei cittadini non statunitensi. Alcuni senatori membri del Comitato per l’intelligence del Senato erano a conoscenza di PRISM, ma vincolati al silenzio per motivi di sicurezza nazionale.

La stima della NSA è che circa 2mila rapporti basati sulle informazioni ottenute con PRISM siano realizzati ogni mese. Solo nel 2012, ne sono stati effettuati 24.005, con un aumento del 27 per cento rispetto all’anno precedente. Il Guardian dice che PRISM è fino a ora comparso in almeno 77mila rapporti dell’intelligence statunitense.

In seguito alla pubblicazione delle due inchieste, il direttore della NSA, James R. Clapper, ha definito gli articoli del Guardian e del Washington Post pieni di numerose inesattezze, senza fornire esempi degli eventuali errori commessi. Clapper ha ricordato che le informazioni raccolte con PRISM sono fondamentali per ottenere dati su persone attive all’estero ritenute una potenziale minaccia per la sicurezza nazionale. Ha spiegato che il programma è sotto il controllo dei principali organi federali dello Stato e che contiene garanzie, e sistemi di sicurezza, per controllare solo le persone non statunitensi che si trovano fuori dai confini nazionali. Secondo Clapper, la diffusione di notizie su PRISM sta mettendo a rischio la sicurezza degli statunitensi.

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