La Seconda guerra mondiale, in Finlandia

La storia e le foto, appena pubblicate dall'archivio nazionale (con molte renne) del paese che in sei anni combatté tre guerre diverse

di Davide Maria De Luca – @DM_Deluca

Alla fine, la semplice massa dell’esercito sovietico ebbe la meglio sulle difese finlandesi. Nel marzo del 1940 il governo finlandese fu costretto a chiedere un armistizio e a cedere alle richieste degli invasori. Soltanto tre mesi di guerra erano costati ai sovietici oltre 320 mila tra morti e feriti. I finlandesi ne ebbero 70 mila.

La guerra di continuazione
Durante la guerra d’inverno le potenze alleate – Francia e Regno Unito – criticarono il comportamento di Stalin, ma non fecero niente per aiutare la piccola Finlandia. Contingenti di volontari, simili a quelli che erano partiti per difendere la Spagna repubblicana da Franco (ma molto meno numerosi) cercarono di arrivare in Finlandia, ma furono ostacolati dai loro governi e, in gran parte, bloccati dalla neutrale Svezia – che non desiderava provocare né il suo vicino sovietico né il suo alleato nazista.

In maniera più o meno inevitabile, la Finlandia, nonostante il suo governo democraticamente eletto, si avvicinò alla Germania nazista mano mano che i rapporti tra Hitler e Stalin divenivano più freddi. Un accordo segreto per attaccare l’Unione Sovietica venne sottoscritto nel maggio del 1941 tra alcuni membri del governo finlandese e ufficiali nazisti. Il 22 giugno dello stesso anno l’esercito tedesco lanciò un assalto a sorpresa contro l’Unione Sovietica, seguito poco dopo dall’esercito finlandese.

I primi mesi di guerra furono uno straordinario successo e vennero fatti centinaia di migliaia di prigionieri. Al centro dello schieramento il grosso dell’esercito tedesco cercò di raggiungere Mosca. A nord finlandesi e tedeschi cercarono di ricongiungersi per isolare completamente Leningrado.

Con l’arrivo dell’inverno del 1941 entrambi gli obbiettivi fallirono. Dopo i primi eclatanti successi l’Unione Sovietica cominciò a mobilitare tutto il suo potenziale industriale e, inesorabilmente, iniziò a respingere l’esercito tedesco verso le frontiere della Germania. Il fronte finlandese era secondario e rimase praticamente tranquillo fino al 1944.

Una nuova armata, più moderna e molto più preparata di quella del 1939, venne fatta avanzare e i finlandesi si ritirarono fino alle posizioni che occupavano all’inizio della guerra. L’attacco venne fermato, con le consuete sanguinose perdite per i russi, ma era ormai chiaro che la Germania aveva perso la guerra. Gli alleati erano sbarcati da poco in Normandia, mentre l’Armata Rossa era a poche centinaia di chilometri dalla frontiera tedesca. Senza più speranze di vincere, il 2 settembre del 1944 la Finlandia dichiarò un armistizio con l’Unione Sovietica.

La guerra di Lapponia 
L’Unione Sovietica impose severissime riparazioni di guerra alla Finlandia: una cifra pari all’intero PIL del 1939, ma al paese fu risparmiato il destino riservato alle altre nazioni sconfitti e occupate dall’Armata Rossa. La Finlandia rimase per tutta la guerra fredda una democrazia. Prima che finisse la guerra, Stalin impose un ultimo contributo al popolo finlandese. Nell’estate del 1944 i tedeschi avevano diverse forze ancora dislocate in Finlandia, oltre a diversi interessi nelle miniere di nickel nel nord del paese. Nel settembre del 1944 l’Unione Sovietica costrinse la Finlandia, che stava già smobilitando l’esercito, a dichiarare guerra alla Germania.

Quello che ne risultò fu un piccolo conflitto, comparato alle grandi battaglie combattute nei mesi precedenti. Piccole forze finlandesi si scontrarono con altrettanti distaccamenti tedeschi nell’area di Petsamo, in Lapponia, oltre il Circolo Polare Artico. Nell’aprile del 1945, poche settimane prima che terminasse la guerra, al prezzo di circa 4.000 tra morti e feriti da entrambe le parti, le ultime truppe tedesche si ritirarono in Norvegia lasciando la Finlandia.

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