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  • martedì 16 Aprile 2013

Le ultime sulle bombe a Boston

In una conferenza stampa le autorità hanno confermato 3 morti e oltre 170 feriti per le esplosioni, le indagini sono ancora all'inizio e ci sono pochi dettagli

Le nuove foto da Boston, dopo le bombe

Che cosa ha detto Barack Obama
A circa tre ore di distanza dagli attacchi, e dopo avere ricevuto aggiornamenti e dettagli dall’FBI e dalle autorità al lavoro a Boston, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha tenuto un breve discorso alla nazione dalla Casa Bianca, a Washington. Ha evitato di usare la parola “terrorismo” ed è stato molto cauto, ricordando che “non abbiamo ancora risposte, non sappiamo chi lo ha fatto e perché”. Obama ha detto che “andremo fino in fondo” per scoprire chi abbia organizzato gli attacchi e per consegnarlo alla giustizia. Il presidente non ha fatto ipotesi di alcun tipo, non ha risposto alle domande dei giornalisti e li ha invitati ad attendere gli aggiornamenti da parte delle autorità sulla vicenda. Martedì 16 aprile, Obama ha diffuso un ordine che impone a tutti gli edifici pubblici statunitensi di mantenere le bandiere a mezz’asta fino al 20 aprile in segno di lutto.

A che punto sono le indagini
Le indagini sulle esplosioni a Boston sono condotte dal Federal Bureau of Investigation (FBI), avvalendosi della collaborazione della Central Intelligence Agency (CIA) e del National Counterterrorism Center. L’FBI ha confermato di trattare il caso come un “atto di terrorismo”, ma è bene ricordare che negli Stati Uniti non c’è una definizione univoca di “terrorismo”. Per l’FBI, per esempio, rientra nella categoria l’”uso illegale della forza e della violenza contro persone o proprietà per intimidire o coartare un governo, la popolazione civile, o una qualsiasi parte di essa, a sostegno di obiettivi politici o sociali”.

La polizia di Boston ha confermato nel corso di una conferenza stampa che per ora non ci sono persone sospette nello stato di fermo. Diversi testimoni e persone che si trovavano nella zona delle esplosioni sono state ascoltate dagli agenti. Gli attacchi non sono stati rivendicati e circolano quindi molte ipotesi, tutte da confermare, dall’azione di un singolo individuo a quella di un gruppo organizzato, forse legato a movimenti radicali e antigovernativi.

In passato in questo periodo dell’anno, che tra le altre cose coincide con la scadenza per il pagamento delle imposte, si erano già verificati attacchi esplosivi. Il 19 aprile del 1995, l’attacco contro l’edificio federale Aldred P. Murrah nel centro di Oklahoma City causò la morte di 168 persone e il ferimento di almeno 800, diventando il più sanguinoso attentato negli Stati Uniti prima dell’11 settembre 2011. Fonti di intelligence e autorità locali hanno confermato che nei giorni scorsi non erano state rilevate particolari minacce, o pericoli per la sicurezza, per l’evento sportivo che si stava organizzando a Boston.

In città martedì sarà un normale giorno lavorativo, ma sono previste misure di sicurezza eccezionali, con la presenza per le strade del massimo numero possibile di pattuglie di polizia e di soldati della Guardia Nazionale. Particolare attenzione sarà dedicata al sistema dei trasporti metropolitano, con maggiori controlli soprattutto di pacchi e altri oggetti sospetti.

La maratona di Boston
È la più antica tra le maratone annuali che si svolgono nel mondo e fu organizzata per la prima volta nel 1897. Inizialmente era una manifestazione sportiva prettamente locale, poi nel corso del tempo ha visto la partecipazione di un crescente numero di atleti da varie parti degli Stati Uniti e successivamente del mondo. Ogni anno vi partecipano circa 20mila persone, molte provenienti dall’estero, cosa che ha reso la maratona un evento di rilievo internazionale.

L’edizione di quest’anno, che era dedicata ai sopravvissuti della strage nella scuola di Newtown, era stata vinta dall’etiope Lelisa Desisa Benti tra gli uomini e dalla keniana Rita Jeptoo tra le donne. La gara era iniziata a Hopkinton ed era terminata a Boston. Il 15 aprile nel Massachusetts era il “Patriots’ Day”, giorno di festa per ricordare la battaglia di Lexington del 1775, una delle prime battaglie della guerra di indipendenza americana, che avrebbe portato al riconoscimento degli Stati Uniti da parte del Regno Unito. Decine di migliaia di persone avevano quindi approfittato del giorno di vacanza per recarsi lungo il percorso della maratona a osservare il passaggio degli atleti.

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