• Mondo
  • martedì 16 Aprile 2013

Le ultime sulle bombe a Boston

In una conferenza stampa le autorità hanno confermato 3 morti e oltre 170 feriti per le esplosioni, le indagini sono ancora all'inizio e ci sono pochi dettagli

Le nuove foto da Boston, dopo le bombe

Lunedì 15 aprile due esplosioni alla maratona di Boston, negli Stati Uniti, hanno ucciso tre persone e ne hanno ferite almeno altre 140. Le autorità locali e quelle federali sono al lavoro per capire chi abbia organizzato gli attacchi, che probabilmente avrebbero dovuto portare all’esplosione di altri dispositivi lungo il percorso dell’evento sportivo. A distanza di quasi 12 ore molte notizie continuano a essere poco chiare e circolano versioni contraddittorie, con dichiarazioni non ufficiali e informazioni ancora in attesa di conferme.

Gli attacchi
Due bombe sono esplose a circa 12 secondi di distanza l’una dall’altra nei pressi del traguardo della maratona di Boston, che era stato collocato lungo Boylston Street, storica via della città a ovest del centro. Le due bombe erano collocate a circa 170 metri di distanza e sono esplose alle 14:50 locali, le 20:50 in Italia. La prima era stata probabilmente collocata in un cestino per i rifiuti. I vincitori della maratona avevano già tagliato il traguardo almeno da un paio di ore, ma c’erano ancora diverse ondate dell’ultimo terzo di corridori attesi alla linea del traguardo.

grafica: Boston Globe

Le esplosioni si sono verificate lungo i marciapiedi, transennati per consentire al pubblico di assistere all’arrivo degli atleti. Sul posto c’erano decine di telecamere e di fotografi per realizzare immagini della maratona. Le esplosioni sono state quindi trasmesse in diretta televisiva e diverse persone hanno realizzato video e scattato fotografie dei momenti immediatamente successivi con i loro cellulari. L’onda d’urto delle bombe ha distrutto le vetrine di alcuni negozi nella zona e ha ferito decine di persone che si trovavano in prossimità dei due ordigni. Nella zona erano di servizio poliziotti e operatori sanitari per la sicurezza della maratona, che si sono dati subito da fare, insieme con gli atleti, soccorrere ai feriti.

Morti e feriti
Stando alle informazioni finora disponibili, tre persone sono morte poco dopo le esplosioni. Una di queste era un ragazzino di otto anni. Nei minuti successivi alle bombe decine di persone sono state trasportate negli ospedali di Boston con gravi ferite. Le autorità locali non hanno diffuso nelle prime ore una stima ufficiale sui feriti, ma stando ai calcoli di diversi giornali locali, sulla base delle informazioni date dagli ospedali, le esplosioni avrebbero causato il ferimento di circa 140 persone. Almeno 15 di queste sono in condizioni critiche. I più gravi hanno subito amputazioni a causa di ferite molto estese agli arti. Tra i ricoverati ci sono diversi bambini tra i due e i 12 anni.

Le bombe
Le informazioni sugli ordigni che hanno causato le esplosioni continuano a essere poco chiare, anche perché si stanno ancora conducendo indagini per studiarne le caratteristiche e ricondurle quindi a possibili autori. Le bombe erano alquanto rudimentali, costituite da una parte in grado di esplodere e forse da un’altra contenente palline di metallo (o materiale simile), che si sono trasformate in proiettili durante la propagazione dell’onda d’urto, rendendola molto più pericolosa. È bene comunque ricordare che diversi medici, che hanno trattato i feriti delle esplosioni, non escludono che molte ferite siano state causate da detriti, proiettati ad alta velocità dall’onda d’urto, e non da palline di ferro o altri materiali contenuti negli ordigni.

Nei minuti successivi alle due esplosioni le forze dell’ordine hanno trovato molti altri pacchi sospetti lungo il percorso della maratona: proprio la loro presenza ha reso fino a ora difficile il calcolo esatto del numero di ordigni collocati nella zona. Gli artificieri hanno fatto brillare uno dei pacchi sospetti trovato sempre su Boylston Street. Giornali e televisioni nelle ore successive hanno dato stime contraddittorie sul numero di ordigni non esplosi trovati, parlando ora di due, tre o cinque bombe. Il Wall Street Journal ha spiegato che la polizia dubita che gli altri pacchi sospetti trovati e fatti brillare potessero contenere effettivamente esplosivo. Alcune fonti di polizia dicono che c’erano altri ordigni oltre ai due esplosi, mentre altre sembrano escludere che ve ne fossero. Durante una conferenza stampa martedì 16 aprile, il governatore Deval Patrick e il responsabile in comando dell’FBI hanno chiarito che gli ordini esplosi sono stati solamente due, e che gli altri pacchetti sospetti fatti brillare o disinnescati non contenevano esplosivo (vedi aggiornamento in testa all’articolo).

« Pagina precedente 1 2 3 Pagina successiva »