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  • venerdì 12 Aprile 2013

40 anni di sponsor sulle maglie da calcio

La storia dello stratagemma con cui fu usato il primo, Jägermeister, e molte foto storiche di maglie significative

D’Attoma decise infatti di fondare un maglificio con lo stesso nome del pastificio, la “Ponte Sportwear”, che figurava così come sponsor tecnico ma che di fatto promuoveva un marchio commerciale. Nella stessa stagione, Cagliari, Genoa e Torino inserirono il marchio dei rispettivi sponsor sulle tute dei giocatori in panchina e sulle maglie dei raccattapalle. La sponsorizzazione sulle maglie venne definitivamente consentita dalla federazione e dalla Lega nel 1981, con un’esposizione massima di 100 centimetri quadrati.

Oggi la federazione consente alle squadre di Serie A di avere marchi commerciali sulle maglie di 350 centimetri quadrati, e consente anche l’inclusione di un secondo sponsor. Il 28 settembre 2012 la federazione ha invece firmato una delibera che potrebbe consentire, a partire dalla stagione 2013-2014, alle squadre di Serie B, Lega Pro e serie inferiori, di mettere uno sponsor commerciale anche sul retro della maglietta, sotto al numero.

Soldi e sponsor
La società che ha guadagnato di più quest’anno con le sponsorizzazioni sulle maglie è stata il Barcellona, con i 30 milioni di euro pagati dalla Qatar Foundation. Quello del Barcellona è un caso particolare, però: prima della Qatar Foundation, infatti, non aveva mai avuto uno sponsor commerciale sulla parte frontale delle magliette. Questo principalmente per una questione identitaria, visto come la Catalogna si identifica con la squadra. Dal 2006 la maglia del Barcellona ha mostrato invece il marchio dell’UNICEF, caso più unico che raro di sponsorizzazione “al contrario”: invece che essere il marchio a pagare il Barcellona, era il Barcellona a devolvere all’UNICEF ogni anno lo 0,7 per cento del ricavato annuale. L’accordo con la Qatar Foundation è del 2010: prevede un trasferimento di 30 milioni di euro a stagione per cinque stagioni, il marchio appartiene a una società no-profit di proprietà del governo del Qatar.

La seconda squadra a guadagnare più soldi dal proprio principale sponsor è il Real Madrid, che però ha giocato la sua ultima partita di Champions League senza marchio sulle magliette. Si giocava a Istanbul, in Turchia, contro il Galatasaray, e la legge turca impedisce alle società di scommesse sportive di farsi pubblicità: lo sponsor del Real Madrid è la società di scommesse Bwin, quindi niente. Camiseta blanca nel vero senso della parola.

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