Il giorno di Boldrini e Grasso

Sono i due nuovi presidenti di Camera e Senato, entrambi del centrosinistra: la cronaca della giornata in Parlamento

10.20 – Tra le ipotesi circolate ieri per la presidenza del Senato c’era quella di eleggere Mario Monti. Il presidente del Consiglio dimissionario ne ha parlato con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che però ha detto di non essere d’accordo. Sotto, il comunicato del Quirinale pubblicato questa mattina, in cui Napolitano spiega la sua decisione, annunciando che le consultazioni per la formazione del governo inizieranno mercoledì 20 marzo.

Mi auguro ancora che sia possibile giungere oggi all’elezione dei Presidenti della Camera e del Senato, e successivamente all’attribuzione di tutti gli incarichi istituzionali, in un clima di condivisione della responsabilità di favorire – dopo le elezioni del 24 febbraio e sulla base dei risultati che ne sono scaturiti – l’avvio di una costruttiva dialettica democratica e di una feconda attività parlamentare.
Oggi si pone comunque il primo punto fermo della nuova legislatura, nell’interesse generale del paese; così come resta un punto fermo – in una situazione che vede l’Italia esposta a serie incognite e urgenze – l’impegno del governo dimissionario rimasto in carica e in funzione sia pure con poteri limitati. È importante che in sede europea, e nell’esercizio di ogni iniziativa possibile e necessaria specie per l’economia e l’occupazione, il governo conservi la guida autorevole di Mario Monti fino all’insediamento del nuovo governo (per la cui formazione inizierò le consultazioni di rito mercoledì 20). L’abbandono, in questo momento, da parte del presidente Monti, della guida del governo, genererebbe inoltre problemi istituzionali senza precedenti e di difficile soluzione. Apprezzo pertanto il senso di responsabilità e spirito di sacrificio con cui egli porterà a completamento la missione di governo assunta nel novembre 2011.”

10.15 – Il tweet di Matteo Renzi dopo l’annuncio dei nomi scelti dal PD per le presidenze delle Camere.

 

10.10 – Il PD proporrà alla presidenza del Senato Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia. Grasso, 67 anni, è stato eletto senatore come capolista del Partito Democratico nella regione Lazio, dopo il pensionamento anticipato ratificato dal Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) il 16 gennaio 2013. Qui, trovate un’ampia descrizione delle sue attività e di cosa ha detto riguardo ad alcune proposte di riforma della giustizia.

Alla Camera, il PD proporrà invece Laura Boldrini, anche lei come Grasso neoeletta al Parlamento: Laura Boldrini si è candidata con Sinistra Ecologia Libertà ed è stata eletta nella circoscrizione Sicilia 2: la sua candidatura era stata fatta dall’assemblea nazionale del partito senza passare dalle primarie. Laura Boldrini, 51 anni, è una giornalista ed ex portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Ha cominciato la sua carriera all’ONU nel 1989 e tiene un blog su Repubblica a cui ieri, tra l’altro, ha inviato una lettera in cui ha descritto la sua prima giornata in Parlamento

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Oggi è il secondo giorno del nuovo Parlamento e continueranno le votazioni per l’elezione dei presidenti delle due camere: la Camera si riunisce a partire dalle 11 e i lavori si possono seguire in streaming qui. Il Senato si riunisce a partire dalle 11 e i lavori si possono seguire in streaming qui. Il Post seguirà la giornata con un liveblog.

Ieri si sono insediate le nuove camere della XVII legislatura della Repubblica italiana, elette nelle elezioni politiche dello scorso febbraio. Nella prima seduta sono iniziate le votazioni dei presidenti di Camera e Senato: nessuno ha ottenuto però la maggioranza assoluta dei voti.

I nomi che il Partito Democratico probabilmente proporrà nelle sedute di oggi saranno quello di Laura Boldrini, di Sinistra Ecologia Libertà (SEL), per la Camera e di Pietro Grasso, del PD, per il Senato. La notizia delle candidature è stata confermata da Dario Franceschini, capogruppo alla Camera del PD nella scorsa legislatura.

Nella prima giornata del nuovo Parlamento non è stato trovato un accordo tra i partiti: la maggior parte dei deputati e dei senatori, a partire da quelli del PD e del PdL, hanno votato scheda bianca. In serata, con una nota ufficiale, Silvio Berlusconi ha detto che il PdL si chiama «fuori da ogni trattativa di spartizione delle principali cariche istituzionali», per il mancato accordo politico con il PD nel «garantire un governo al Paese».

Solamente il Movimento 5 Stelle ha votato ieri, come aveva preannunciato, i propri candidati: al Senato Luis Alberto Orellana e alla Camera Roberto Fico.

Foto: Roberto Monaldo/LaPresse

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