Il giorno di Boldrini e Grasso

Sono i due nuovi presidenti di Camera e Senato, entrambi del centrosinistra: la cronaca della giornata in Parlamento

13.39 – Nel discorso dell’insediamento Laura Boldrini ha ringraziato il presidente Giorgio Napolitano e Gianfranco Fini, ultimo presidente della Camera, augurando un buon lavoro a tutti, in particolare ai deputati più giovani. Ha detto che è un momento difficile per il paese e dopo aver rappresentato per tanti anni i diritti degli ultimi nel mondo porterà la sua esperienza al servizio della Camera, facendo un richiamo, in particolare, delle persone morte nel Mediterraneo. «Questo luogo sarà di cittadinanza per chi ha più bisogno» ha detto, spiegando che «quest’aula dovrà ascoltare le sofferenze dei giovani, costretti a emigrare in alcuni casi»: disoccupazione ed esodati «che non dimentichiamo», saranno temi principali di questa legislatura.

Laura Boldrini ha parlato della situazione degli imprenditori, «schiacciati» dalla crisi e spiegato che bisogna farsi carico della violenza subita dalle donne: l’aula si è alzata in piedi per applaudirla. Laura Boldrini ha parlato anche della situazione «disumana e degradante» dei detenuti nelle carceri e della situazione delle vittime del terremoto. Ha ricordato inoltre la manifestazione in corso a Firenze dell’associazione Libera, per i morti provocati dalla mafia e il sacrificio di Aldo Moro e della sua scorta, di cui oggi ricorre il 35esimo anniversario della morte. Laura Boldrini ha detto che sarà presidente di tutti, anche di chi non l’ha votata. Ha chiuso dicendo che la politica deve tornare a essere «un servizio e una passione».

13.28 – È iniziato il discorso di Laura Boldrini, nuovo presidente della camera dei deputati.

13.23 – Una sintesi “politica” di Andrea Sarubbi, ex deputato e giornalista, sull’elezione di Laura Boldrini e su quello che potrebbe accadere al Senato.

Per sbloccare lo stallo degli ultimi giorni, il Pd rinuncia a far eleggere alla presidenza delle Camere i propri dirigenti (Franceschini e Finocchiaro erano i favoriti della vigilia) e sceglie due profili civici: alla Camera Laura Boldrini, candidata da SeL e già portavoce italiana dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati; al Senato Piero Grasso, ex pm antimafia. Al Senato, dove il Centrosinistra non controlla la maggioranza assoluta dei voti, la situazione è ancora piuttosto ingarbugliata. Alla Camera, invece, l’elezione di Laura Boldrini avviene secondo le previsioni della mattina. Per quanto riguarda Montecitorio, la mossa del Pd non fa smuovere di un millimetro il M5S, che vota compatto per il proprio candidato; alcuni deputati Cinquestelle applaudono comunque alla proclamazione di Laura Boldrini, evidentemente riconoscendo in lei un profilo adeguato. Ma è solo al Senato, nel pomeriggio, che si capirà qualcosa di più su possibili convergenze: anche perché, speculare all’atteggiamento del M5S, sembra esserci quello di Scelta civica, intenzionata a correre da sola con la candidatura di Monti.

13.12Europa scrive che nell’elezione di Laura Boldrini sarebbero mancati 18 voti tra Partito Democratico e SEL. Tra poco, Laura Boldrini pronuncerà il discorso di insediamento. Raccontano i cronisti presenti in aula su Twitter che al momento dell’annuncio i deputati del PdL non hanno applaudito.

13.07 – È iniziato lo scrutinio nell’aula del Senato.

13.01 – Il nuovo presidente della Camera, Laura Boldrini, ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. È stata candidata da Sinistra Ecologia Libertà ed eletta nella circoscrizione Sicilia 2. Si tratta della terza donna eletta alla presidenza della Camera nella storia della Repubblica Italiana, dopo Nilde Iotti del Partito Comunista Italiano, che lo fu per tre legislature dal 1979 al 1992, e Irene Pivetti della Lega Nord che lo fu nel 1994-1996.

Laura Boldrini 327 voti
Roberto Fico 108
schede bianche 155
voti dispersi 18
schede nulle 10
assenti 12

12.57Laura Boldrini sarà il nuovo presidente della Camera dei deputati: tutta l’aula ha applaudito Laura Boldrini una volta superato il numero dei voti utili per l’elezione.

12.40 – Andrea Sarubbi, ex deputato e giornalista, cita un tweet del giornalista Fulvio Paglia sulla candidata alla presidenza della Camera del centrosinistra, Laura Boldrini.

 

12.34 – È finita la votazione alla Camera, inizia lo scrutinio. Intanto in Senato è ancora in corso la votazione con chiamata nominale.

12.25 – Oggi in aula parlano tutti di lui: Pietro Grasso, questa mattina al Senato.

12.18 – Il post pubblicato ieri da Pippo Civati, neodeputato del PD, sul proprio blog, in cui aveva previsto, in parte, quanto sta accadendo oggi dopo l’annuncio dei candidati alle camere del PD.

Quello che pensa un deputato qualsiasi

Che non possiamo votare come presidenti delle due Camere i capigruppo uscenti del Pd (in un caso capogruppo da più di una legislatura).
Che non possiamo votare senza prima discutere tutti insieme, e non corrente per corrente e teatro per teatro e trattoria per trattoria.
Che non possiamo considerare il voto a Monti come un segnale di discontinuità. Anzi.
Che sull’Aventino si sono messi gli eletti del M5S, purtroppo, non Berlusconi. E che così è un po’ difficile discutere.
Che così è il Pd che deve uscirne, tenendo insieme autorevolezza e cambiamento, come dice di voler fare anche per il governo, per altro. Facendo due proposte di alto profilo, che tengano conto dei risultati elettorali e dell’aria che si respira nel Paese.

12.12 – Il giornalista Christian Rocca cita il mancato accordo tra il PD e la Lega Nord, per la formazione di un governo guidato da Pier Luigi Bersani.

 

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