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  • giovedì 28 Febbraio 2013

Che cos’è Castel Gandolfo

Breve storia del posto in cui Ratzinger è arrivato oggi pomeriggio e dove passerà i primi mesi da ex Papa o "Papa emerito" (e chi ha preso più voti alle elezioni, lì?)

Pochi anni dopo la costruzione del castello, intorno al 1221, i Gandolfi rinunciarono però alle terre sulle rive del lago Albano e queste entrarono in possesso di papa Onorio III, della famiglia Savelli. La famiglia Savelli mantenne castello e terreni per circa trecento anni con varie vicende (tra cui la distruzione del castello da parte delle truppe papali). Poi, alla fine del Cinquecento, si ritrovarono in gravi difficoltà economiche e con un debito di 150 mila scudi: lo stato pontificio tolse loro il feudo di Castel Gandolfo e altri terreni a pagamento del debito, che diventò definitivamente parte del patrimonio dei papi con un decreto del 27 maggio 1604.

Papi e poeti
Prima dell’acquisto di Castel Gandolfo, i papi soggiornavano a volte nelle ville dei dintorni di Roma delle grandi famiglie nobili della capitale (da cui spesso discendevano loro stessi). Ma Castel Gandolfo diventò presto la residenza preferita: il primo a soggiornarci fu papa Urbano VIII, che ai primi di maggio del 1626 partì da Roma con un corteo di centocinquanta persone a cavallo o in carrozza.

I papi fecero costruire ville e conventi nella grande area della loro residenza estiva. Ci furono pontefici che amarono particolarmente il luogo e ci soggiornarono a lungo e altri che non ci andarono quasi mai, lasciandola non utilizzata per decenni, anche perché molti pontefici nel corso dei secoli non si allontanarono mai dalla città di Roma. Sul sito ufficiale della Città del Vaticano c’è anche la lista completa dei soggiorni dei pontefici a Castel Gandolfo, dal 1626 a oggi.

Uno dei più assidui nelle visite a Castel Gandolfo fu papa Gregorio XIV (1831-1846), tanto che il grande poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli gli dedicò un sonetto nel maggio del 1836, intitolato Er viaggio all’estro. Il sonetto dice, a proposito di un viaggio del Papa a Belluno: “è ssempre mejjo che de stà a Ccastello / a ppescacce le tinche p’er diggiuno”. Un paio d’anni prima il Belli aveva fatto un’altra allusione a Castel Gandolfo, dicendo che a Roma durava il sole finché non tornava il Papa: “La gran raggione, e vve ne do le prove, / ch’er ber tempo d’istate ancora dura, / è pperché er Papa sta in villeggiatura”.

Dopo l’annessione di Roma al Regno d’Italia, nel 1870, i papi rimasero chiusi nel Vaticano e non andarono a Castel Gandolfo per molti anni: precisamente dal maggio 1869, ultima visita di Pio IX, al 1929, quando furono firmati i Patti Lateranensi che concedevano alla residenza papale di Castel Gandolfo l’extraterritorialità.

foto: Getty Images

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