Quanto costa il Quirinale

È stato pubblicato il bilancio per il 2013, per la prima volta online, accompagnato da una "nota illustrativa"

Sulla base di tale classificazione il totale della previsione di spesa, al netto delle partite di giro dei fondi di riserva e delle restituzioni di risorse al Ministero dell’economia e delle finanze, precedentemente indicato in 243,6 milioni di euro, è così distribuito: all’area delle funzioni istituzionali sono destinati 45,8 milioni di euro (18,80% della spesa complessiva), a quella dei servizi generali 43,2 milioni di euro (17,73%), a quella della dotazione e della valorizzazione del patrimonio artistico 34,7 milioni di euro (14,25%), all’area Sicurezza 15,8 milioni di euro (6,49%) mentre l’area amministrazione assorbe 13,7 milioni di euro (5,62%).

Si è infine attribuita ad una specifica area la spesa relativa ai trattamenti di quiescenza per il personale di ruolo, i cui oneri, come già rilevato, restano a carico di questa amministrazione: le risorse destinate a tale area sono pari a 90,4 milioni di euro (37,10%). Trovano in tal modo ulteriore conferma le considerazioni svolte a conclusione delle note illustrative dei precedenti bilanci di previsione sulle modalità di impostazione di un trattamento di quiescenza per il personale di ruolo, i cui oneri, come già rilevato, restano a carico di questa amministrazione: le risorse destinate a tale area sono pari a 90,4 milioni di euro (37,10%).

Trovano in tal modo ulteriore conferma le considerazioni svolte a conclusione delle note illustrative dei precedenti bilanci di previsione sulle modalità di impostazione di un confronto corretto e non fuorviante con i bilanci di analoghe amministrazioni di altri paesi. Il primo dato di cui si deve tener conto è quello relativo al crescente ammontare delle spese pensionistiche. Considerato che tali spese nella generalità degli altri paesi gravano sui bilanci di distinte gestioni previdenziali, il costo comparabile dell’amministrazione del Quirinale ammonta conseguentemente allo stato a 153,2 milioni di euro. Occorre poi detrarre gli extra costi derivanti dalla gestione, manutenzione e valorizzazione di un compendio immobiliare e naturalistico unico al mondo e aperto alla più ampia fruizione del pubblico, che alla luce delle risultanze di bilancio può essere stimato in circa 30 milioni di euro.

Si perviene così alla cifra di 123 milioni di euro, che è sostanzialmente in linea con i costi delle analoghe amministrazioni di altri paesi, specialmente se si tiene conto di fondamentali dati di fatto, non facilmente quantificabili con esattezza ma comunque rilevanti, quali la diversità delle funzioni dei Capi di Stato, spesso molto inferiori a quelle attribuite al Presidente della Repubblica dalla Costituzione italiana, nonché dei criteri contabili di imputazione delle spese, con particolare riguardo al personale comandato o distaccato da altre amministrazioni, che in altri ordinamenti è largamente prevalente rispetto a quello di ruolo ed il cui costo grava nella maggior parte dei casi esclusivamente sui bilanci delle amministrazioni di appartenenza del personale.

Tali differenze risultano particolarmente evidenti quando il confronto viene fatto con istituzioni titolari di poteri prevalentemente formali; inoltre, con riferimento alle forme di Stato monarchico non è agevole quantificare i criteri di ripartizione dei costi di funzionamento degli apparati delle Case reali, che gravano solo in parte su una dotazione specifica (appannaggio, civil list), mentre per la parte restante sono assunti direttamente a carico del bilancio dello Stato o sono fronteggiati con i proventi del patrimonio della Corona.

7. Criteri di redazione del documento di bilancio
Le voci di bilancio sono redatte seguendo, laddove possibile, il criterio generale della natura della spesa, con una struttura sostanzialmente analoga a quella del bilancio dei due rami del Parlamento.
Il titolo I delle entrate comprende i trasferimenti da parte dello Stato, costituiti per la quasi totalità dalla dotazione annuale a carico del Ministero dell’economia. Il titolo II delle entrate comprende le altre voci di entrata, tra le quali particolare rilevo assumono gli interessi attivi sulle giacenze bancarie di tesoreria (Categoria 2, Cap. 20), le entrate da servizi di varia natura (Categoria 3, Cap. 31), i contributi versati dai dipendenti all’amministrazione per i trattamenti di quiescenza (Categoria 4, Cap. 40) e i contributi perequativi trattenuti ai pensionati (Categoria 4, Cap. 41).

Il titolo III non costituisce entrata in senso proprio (ed ha una totale corrispondenza con le voci riportate al Titolo III della spesa), essendo costituito esclusivamente da partite di giro con pubbliche amministrazioni o altri soggetti, in primo luogo quelle relative alle ritenute fiscali sugli all’amministrazione per i trattamenti di quiescenza (Categoria 4, Cap. 40) e i contributi perequativi trattenuti ai pensionati (Categoria 4, Cap. 41). Il titolo III non costituisce entrata in senso proprio (ed ha una totale corrispondenza con le voci riportate al Titolo III della spesa), essendo costituito esclusivamente da partite di giro con pubbliche amministrazioni o altri soggetti, in primo luogo quelle relative alle ritenute fiscali sugli emolumenti del personale dipendente e in quiescenza, da trattenere su tali emolumenti e versare poi all’amministrazione finanziaria dello Stato.

Le voci di spesa sono ripartite, secondo il principio generale, tra spese in conto corrente e spese di parte capitale. Il Titolo I della spesa comprende le spese di parte corrente. La Categoria 1 comprende gli oneri retributivi concernenti il personale di ruolo, distaccato, comandato o a contratto nonché gli oneri previdenziali relativi al personale non di ruolo che vengono versati a terzi. La Categoria 2 comprende gli oneri relativi ai trattamenti diretti e indiretti (reversibilità) del personale in quiescenza. La Categoria 3 è riferita alle spese, a carico del Quirinale, per l’organizzazione di cerimonie, incontri e udienze pubbliche, sia a Roma sia fuori sede, nonché alle spese per la concessione di onorificenze, per i doni protocollari e per le commemorazioni ufficiali.

La Categoria 4 attiene alle attività di comunicazione ed informazione, mentre la Categoria 5 comprende l’insieme degli acquisti di beni e servizi, all’interno della quale assumono particolare rilevanza il capitolo sulle utenze (capitolo 50) e quello sulle manutenzioni degli immobili dei giardini, degli arredi, dei sistemi informatici, degli impianti e delle attrezzature (capitolo 53). Il capitolo 57 assume carattere in qualche modo residuale e di chiusura della categoria, convogliando al suo interno spese di natura diversa (in primo luogo quelle relative alla gestione dell’autoparco e quelle relative agli accessi e alle connessioni informatiche).

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