Quanto costa il Quirinale

È stato pubblicato il bilancio per il 2013, per la prima volta online, accompagnato da una "nota illustrativa"

La spesa per il personale in servizio e in quiescenza costituisce il 90,88% della spesa complessiva suindicata. La spesa per il personale in servizio (pari al 53,78%) ammonta a circa 131 milioni di euro, in calo di 1,8 milioni di euro rispetto all’iniziale bilancio di previsione per il 2012. Prosegue quindi la graduale linea di tendenza che ha visto – in seguito all’adozione di misure di blocco delle retribuzioni e del turn over – la spesa per retribuzioni scendere dai quasi 139 milioni di euro del 2008 ai livelli attuali.

La spesa pensionistica, che ammonta a circa 90,4 milioni di euro, registra un aumento di
2,2 milioni di euro rispetto al 2012 a causa del progressivo incremento del numero dei trattamenti di quiescenza e risulta pari al 37,10% della spesa rispetto al 30,3 % del 2007,
retribuzioni scendere dai quasi 139 milioni di euro del 2008 ai livelli attuali.
La spesa pensionistica, che ammonta a circa 90,4 milioni di euro, registra un aumento di
2,2 milioni di euro rispetto al 2012 a causa del progressivo incremento del numero dei trattamenti di quiescenza e risulta pari al 37,10% della spesa rispetto al 30,3 % del 2007, anche a causa della riduzione del personale in servizio per effetto del blocco del turn over. Come è stato sottolineato nelle precedenti note, questa voce resta a carico degli organi costituzionali e ovviamente ricomprende anche la corresponsione di trattamenti pensionistici risalenti nel tempo: in un quadro caratterizzato da un’elevata età media del personale in servizio, è inevitabile che l’incidenza percentuale della spesa per trattamenti di quiescenza assuma nel medio periodo un andamento crescente, nonostante il numero dei pensionamenti sia stato efficacemente contenuto con l’introduzione di requisiti più severi e stringenti per la generalità dei collocamenti in quiescenza e di rilevanti penalizzazioni per i collocamenti anticipati (destinati progressivamente ad esaurirsi) e sia stata bloccata ogni rivalutazione dei trattamenti in questione.

La spesa per beni e servizi, pari a 22,2 milioni di euro (9,12% del totale), risulta in calo di circa due milioni di euro rispetto al 2012, essendo da un lato venute a cessare alcune delle voci di spesa proprie degli esercizi 2011 e 2012 (quali quelle relative alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia) ed essendo state, dall’altro lato, intraprese azioni amministrative volte al contenimento dei costi – in primo luogo nel settore delle dotazioni informatiche – in grado di controbilanciare i maggiori oneri fiscali (IVA e tributi locali) e l’incremento del tasso di inflazione. Anche nel settore dei beni e servizi è possibile riscontrare una linea di progressiva riduzione della spesa – particolarmente impegnativa in un settore che negli anni ha per l’appunto visto sia incrementi dell’indice dei prezzi sia aumentati oneri fiscali – passando dai 25,8 milioni di euro dell’esercizio 2007 e dai 23,9 milioni di euro dell’esercizio 2008 per giungere ai livelli di spesa attualmente previsti.

Si deve peraltro sottolineare come le iniziative adottate per un incisivo contenimento delle spese, grazie ad una adeguata programmazione e ad una gestione molto attenta ad eliminare ogni fonte di possibili sprechi ed a ridurre i costi delle diverse forniture, non hanno impedito di realizzare significative spese di investimento e di garantire altresì la piena efficacia delle attività di supporto alle funzioni istituzionali della Presidenza della Repubblica. Si rinnova pertanto un sentito ringraziamento ai vertici dell’Amministrazione – che annovera tra l’altro ben sette donne, di cui cinque alla direzione di importanti Servizi e due titolari di incarichi individuali di livello dirigenziale -, alle rappresentanze sindacali e al personale tutto, che nei diversi livelli di responsabilità ha collaborato con lealtà ed intelligenza all’attuazione delle numerose riforme e si è impegnato con piena dedizione nell’assolvimento dei propri doveri.

5. Economie realizzate nel settennato
A partire dall’inizio del settennato, le economie conseguite con le misure adottate autonomamente dal Segretariato generale ammontano al 31.12.2012 a circa 67,9 milioni di Euro.
Le ulteriori economie derivanti dalle misure attuative delle manovre finanziarie adottate dai Governi nel periodo 2010-2012, ammontano complessivamente a 10,9 milioni di euro, dai quali occorre detrarre l’importo derivante dall’applicazione della sentenza della Corte autonomamente dal Segretariato generale ammontano al 31.12.2012 a circa 67,9 milioni di Euro.
Le ulteriori economie derivanti dalle misure attuative delle manovre finanziarie adottate dai Governi nel periodo 2010-2012, ammontano complessivamente a 10,9 milioni di euro, dai quali occorre detrarre l’importo derivante dall’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 223 del 2012.
Tali economie hanno consentito di accantonare avanzi di amministrazione, grazie ai quali si è innanzitutto riusciti, come già rilevato, da un lato a mantenere per l’intero periodo 2008 – 2013 la dotazione a carico del bilancio dello Stato al livello del 2008 (con la sola eccezione del 2009, anno nel quale si registrò un limitato incremento, per poi tornare nel 2010 al valore precedente) e dall’altro a procedere alla restituzione di quanto ancora dovuto al Ministero dell’economia e delle finanze per il periodo 2012-2013.

La progressiva riduzione di tali accantonamenti, unitamente alla necessità di un sia pur parziale recupero dell’inflazione maturata negli ultimi anni nonché all’esigenza di coprire alcune carenze di organico venutesi a creare in conseguenza del prolungato blocco del turn over, inducono a prevedere che – nonostante non si siano ancora completamente esauriti gli effetti delle misure di contenimento della spesa già adottate – potrebbero rendersi necessari nei prossimi anni limitati incrementi della dotazione a carico del bilancio dello Stato, anche al fine di conseguire l’obiettivo di un definitivo equilibrio tra entrate e spese.

6. Ripartizione funzionale della spesa
Al fine di rendere più significativa la lettura del bilancio di previsione
dell’Amministrazione della Presidenza della Repubblica e di fornire una sia pur sintetica
analisi dell’attività del Segretariato Generale, quest’ultima è stata suddivisa in sei aree funzionali così denominate: Funzioni istituzionali, Dotazione immobiliare e valorizzazione del patrimonio artistico, Servizi generali (intendenza, telecomunicazioni, sistemi informatici e sicurezza sul lavoro), Amministrazione (gestione del personale, compreso quello comandato presso altre amministrazioni, ragioneria e tesoreria), Sicurezza e Previdenza. Va ricordato che il bilancio è comprensivo degli oneri relativi all’intera dotazione, compresi quindi, oltre al palazzo del Quirinale, anche la tenuta di Castelporziano e Villa Rosebery.

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