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  • mercoledì 14 Novembre 2012

L’incredibile caso Petraeus, dall’inizio

Ogni giorno che passa la storia dell'amante dell'ex capo della CIA diventa più grottesca: ora sono arrivate due gemelle della Florida e un agente FBI che manda foto seminudo

L’agente dell’FBI
L’indagine dell’FBI sull’account di posta elettronica di Petraeus, come abbiamo detto, è partita dalla segnalazione di Jill Kelley. A maggio Kelley scrisse a un altro suo conoscente della Florida, un agente dell’FBI di cui non si conosce l’identità, a proposito di email di minacce anonime che le erano state mandate.

Qui la vicenda comincia ad assumere contorni tra il comico e il surreale: secondo il Wall Street Journal, che ha pubblicato lo scoop lunedì scorso, diversi agenti della sezione crimini informatici cominciarono a lavorare agli scambi di email di Kelley, ma il primo agente coinvolto venne estromesso dalle indagini perché i suoi responsabili si accorsero che stava diventando «ossessionato» dalla questione. Più in particolare, pare che stesse diventando ossessionato da Kelley, a cui aveva iniziato a mandare fotografie di se stesso a petto nudo e in altre pose sensuali.

L’agente messo da parte (e su cui è stata avviata un’inchiesta interna dell’FBI per i suoi comportamenti) si sarebbe allora rivolto a un membro del Congresso, il repubblicano David Reichert, temendo che la vicenda venisse insabbiata. Nel frattempo, infatti, il mittente dei messaggi di minacce a Kelley si era rivelata Paula Broadwell ed era venuta fuori la relazione extraconiugale della donna con Petraeus.

Alcune delle mail di questi scambi devono avere contenuti piuttosto espliciti. Una delle email anonime diceva di aver visto Kelley toccare “lui” in modo provocante sotto il tavolo, durante una cena. “Lui” si riferiva a Petraeus, come scoprirono gli agenti dell’FBI. Nelle ultime settimane l’indagine è diventata una questione di sicurezza nazionale, dato che l’FBI arrivò a sospettare che l’accesso all’indirizzo email del direttore della CIA potesse essere disponibile anche a Broadwell.

Aggiornamento, 15 novembre: I media americani hanno pubblicato l’identità dell’agente che ricevette le prime mail di Broadwell, girategli da Kelley: si chiama Frederick W. Humphries II, ha 47 anni e una lunga esperienza nell’FBI. Un membro di un’associazione di categoria delle forze dell’ordine ha detto che la famosa foto a petto nudo inviata a Kelley risale a anni fa ed era «parte di un contesto più ampio di quelle che chiamerei relazioni sociali, in cui le famiglie [di Kelley e di Humphries] si scambiavano parecchie foto gli uni degli altri.» Ha aggiunto che si trattava di uno scherzo e che non aveva un contenuto o un significato sessuale.

Che cosa sa Paula Broadwell
Broadwell venne interrogata alcune volte a partire da settembre. Durante una perquisizione a casa sua, sul suo computer gli agenti trovarono alcuni documenti riservati, di cui non si è riuscita a ricostruire la provenienza. I risultati dei mesi di indagine vennero presentati alla Casa Bianca il giorno dopo le elezioni presidenziali. L’FBI è stata accusata di aver aspettato troppo ad informare ufficialmente la CIA e il Congresso dell’indagine.

Più di recente, alcune dichiarazioni di Broadwell hanno fatto pensare che la donna avesse accesso a informazioni riservate: in particolare, alcune sue parole dette durante una conferenza all’Università di Denver lo scorso 26 ottobre, relativamente agli attacchi dell’11 settembre a Bengasi, in Libia. In quell’occasione, la donna disse:

«Non so se molti di voi lo sanno, ma la CIA aveva in realtà preso prigioniera una coppia di miliziani libici e pensano che l’attacco al consolato fosse un tentativo di liberare quei prigionieri. Lo stanno ancora verificando.»

Le circostanze sono state negate con forza dalla CIA, che ha ricordato tramite i suoi portavoce che la CIA non può tenere persone in custodia dal 2009.

Il generale John Allen
John R. Allen ha 58 anni ed è un generale dei marine. Anche lui è uno dei massimi comandanti militari americani, come Petraeus, di cui ha preso il posto nel luglio 2011 a capo dell’ISAF in Afghanistan. A partire dal 2013 dovrebbe diventare comandante supremo della NATO in Europa, carica per cui è già stato nominato ma che deve passare per la conferma del Senato americano.

Il ruolo di Allen in tutta la vicenda è meno chiaro ma probabilmente altrettanto centrale. Il generale avrebbe mandato, per motivi poco chiari, addirittura 30 o 40 mila pagine di email a Jill Kelley, con cui forse aveva una relazione (ma lui ha smentito decisamente). Alcuni funzionari della Difesa hanno detto ieri che Allen è indagato per “comunicazioni inappropriate” con Jill Kelley.

Il numero di email è probabilmente esagerato, ma il generale è stato coinvolto nella vicenda quando ha inoltrato a Jill Kelley – che conosceva bene e che era stata diverse volte ospite suo e della moglie – una delle mail rabbiose di Broadwell in cui si parlava di lei, secondo quanto ha scoperto l’Atlantic. E le altre migliaia di mail? Si tratta di diversi scambi avvenuti nel corso di diversi anni, che per la maggior parte sembrano riguardare richieste di informazioni e di contatti da parte della donna, molto inserita nella vita sociale di Washington. Un giornalista di NBC, Chuck Todd, ha detto che in moltissimi casi Allen era solo in CC nelle email inviate da Kelley alla moglie di Allen.

Reuters scrive che non è chiaro perché Petraeus e Allen, «due dei nomi più importanti nell’esercito statunitense», avessero questo genere di rapporti con Kelley e addirittura perché «si siano sentiti in dovere di interagire formalmente in una sgradevole causa sulla custodia minorile di una persona che caratterizzavano come amica di famiglia». Stando al livello del pettegolezzo, molti sembrano suggerire che Jill Kelley avesse una relazione con Petraeus o con Allen o con entrambi. Sicuramente però Paula Broadwell mandò alla donna diverse email “minacciose”, di cui non si conosce il contenuto: sappiamo che Jill le ha riportate a un agente dell’FBI, facendo partire l’indagine che ha portato alla scoperta della relazione e alle dimissioni di Petraeus.

Hollister “Holly” Knowlton
È la moglie di Petraeus, sposata nel 1974. La coppia ha due figli, Anne e Stephen: quest’ultimo, che ha studiato al MIT di Boston, è stato anche soldato in Afghanistan (per due volte) in un’unità di paracadutisti dell’esercito statunitense che ha base alla Caserma Ederle di Vicenza. Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno descritto la moglie come una sorta di casalinga silenziosa e all’ombra del marito: in realtà Holly Petraeus è una donna dalle riconosciute capacità, discendente di una famiglia di militari di carriera nell’esercito statunitense da almeno quattro generazioni, che è stata per sei anni direttrice di un’organizzazione che si occupa di assistenza finanziaria ai militari e alle loro famiglie.

Foto: Chris Hondros/Getty Images

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