Storia minima dei dibattiti tv in Italia

Quali sono i precedenti di confronti politici all'americana, con riferimenti a ubriachi, utili idioti e auto rubate

Cinque anni dopo il centrosinistra schierò Francesco Rutelli contro Berlusconi, ma il dibattito non si fece. Il leader del centrodestra era in vantaggio e non aveva nessun interesse a confrontarsi in televisione con un candidato più giovane e alla ricerca di ulteriore visibilità per colmare le distanze. A dieci anni dal loro primo confronto televisivo, Berlusconi e Prodi si ritrovarono in uno studio televisivo per confrontarsi prima del voto alle politiche. Il primo era alla guida della Casa delle Libertà, il secondo dell’Unione. I dibattiti per i principali leader furono due: uno condotto da Clemente Mimun e uno da Bruno Vespa. Andarono in onda entrambi su RaiUno con un regolamento molto rigoroso, che non prevedeva che i due candidati potessero parlarsi direttamente o scambiarsi battute. Le regole in alcuni momenti saltarono, ma nel complesso contribuirono a rendere i due dibattiti di una noia mortale.

I dibattiti del 2006 tra Prodi e Berlusconi sono ricordati per un battibecco sugli ubriachi e gli utili idioti.

E per la promessa all’ultimo secondo di Berlusconi, che come in una televendita promise rassicurante guardando in camera che, «avete capito bene», avrebbe abolito l’ICI.

Sempre per le politiche del 2006 furono organizzati altri dibattiti tra gli esponenti minori dei due schieramenti. Ci furono Fausto Bertinotti (Rifondazione) vs Roberto Maroni (Lega Nord-MPA), Pierferdinando Casini (UDC) vs Francesco Rutelli (Margherita) e Piero Fassino (DS) vs Gianfranco Fini (AN).

Alle ultime elezioni politiche, quelle del 2008, non ci fu un dibattito tra i due schieramenti, guidati rispettivamente da Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. Secondo i sondaggi, Berlusconi era in vantaggio e quindi non aveva particolare interesse a confrontarsi in televisione con Veltroni, che in più occasioni aveva comunque chiesto al “principale esponente dello schieramento a noi avverso” di fare un confronto televisivo. L’anno seguente, in seguito anche alla sconfitta elettorale e per evitare ulteriori lacerazioni nel partito, Veltroni si fece da parte e scattarono le primarie di partito per l’elezione del nuovo segretario. Si sfidarono Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino. Prima del voto parteciparono a un dibattito televisivo per confrontarsi sui loro programmi, con uno schema simile a quello dei dibattiti statunitensi.

Nel corso degli ultimi anni sono stati organizzati diversi confronti diretti per le elezioni amministrative. Nel 2010 ci furono quelli tra Mercedes Bresso e Roberto Cota per la presidenza del Piemonte, Roberto Formigoni e Filippo Penati in Lombardia, Luigi De Magistris e Gianni Lettieri per il comune di Napoli nel 2011 e nello stesso anno Marco Doria contro Enrico Musso a Genova. Il dibattito più ricordato per le amministrative rimane probabilmente quello dello scorso anno tra Giuliano Pisapia e Letizia Moratti per l’elezione a sindaco del Comune di Milano. Nel suo appello conclusivo, quindi senza possibilità di replica da parte del suo oppositore, accusò Pisapia del “furto di un veicolo”, un’accusa che non stava molto in piedi e che era già stata smontata con due sentenze.

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