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  • martedì 6 novembre 2012

Obama o Romney, liveblog

Si sta votando in tutti gli Stati Uniti, ci sono notizie, immagini e storie in attesa dei risultati - Le foto

Guida alla notte elettorale americana, ora per ora, stato per stato

17.33 – Dopo le inondazioni causate dal passaggio della tempesta Sandy, sono molti i problemi nei seggi di alcune città nello stato del New Jersey dove, per la mancanza di elettricità, le sedi dei seggi sono state spostate, anche nella giornata di oggi.

17.24 – La BBC ha raccolto una serie di foto di Obama e Romney messi a confronto, dalla passione per il baseball, le foto del matrimonio, fino ai giorni della campagna elettorale.

17.21 – Per seguire il voto in diretta, stato per stato, con una mappa interattiva.

17.15 – Negli Stati Uniti non esiste il silenzio elettorale e c’è un motivo: comunque ieri è stato l’ultimo giorno della campagna elettorale, tra slogan, abbracci e i concerti di Bruce Springsteen.

Negli Stati Uniti non esiste il nostro “silenzio elettorale”: soltanto l’area dei seggi e intorno ai seggi è inibita alla propaganda, mentre la Corte Suprema ha stabilito nel 1992 che divieti più vasti sarebbero violazioni del principio della libertà d’espressione.

17.08 – Barack Obama è rientrato a Chicago e nelle ultime dichiarazioni fatte ai giornalisti si è congratulato con il suo rivale, Mitt Romney, per «la campagna vivace» e ha detto di essere fiducioso «di avere i voti» per vincere.

17.00 – Le elezioni documentate via Instagram.

16.45 – Paul Ryan, il candidato alla vicepresidenza del partito repubblicano, ha votato nella sua città natale di Janesvill, nello stato del Wisconsin. Oltre ad essere candidato alla vicepresidenza, Ryan è candidato anche ad essere rieletto al Congresso. E dopo aver votato ha preso un aereo per gli ultimi due comizi della campagna a Cleveland (in Ohio) e a Richmond, (in Virginia). Poi andrà a Boston per seguire lo spoglio elettorale insieme a Mitt Romney.

16.30 – Il percorso dei due candidati, dalla campagna elettorale fino al voto di oggi, sotto forma di graphic novel.

16.25 – Le lunghe file che si sono create fin da questa mattina per votare, soprattutto negli stati in bilico dove ci sono controlli specifici, come in Virginia.

16.20 –  I momenti più importanti di questa campagna elettorale, dal discorso di Clint Eastwood con la sedia vuota alla convention repubblicana, ai dibattiti televisivi, fino al voto di Obama, che è stato il primo candidato nella storia delle elezioni a votare anticipatamente.

***

In attesa della chiusura dei seggi, che sarà intorno alla mezzanotte italiana, e dell’inizio dello spoglio delle schede nei singoli stati, decine di milioni di cittadini americani hanno già iniziato a votare per scegliere il presidente dei prossimi quattro anni: Barack Obama, candidato del Partito Democratico, ha già votato il 26 ottobre scorso a Chicago e come ha fatto per le precedenti elezioni, oggi pomeriggio giocherà a pallacanestro nel sobborgo di Kenwood, tra amici, per scaramanzia. Mitt Romney, che ha votato con sua moglie Ann questa mattina a Belmont, ha preso poi un aereo per gli ultimi eventi della sua campagna elettorale a Cleveland (in Ohio) e Pittsburgh (Pennsylvania), due degli stati che potrebbero risultare fondamentali per arrivare a ottenere i 270 grandi elettori. Obama ha chiuso ieri la sua campagna, con il suo ultimo discorso da candidato e oggi sarà intervistato sugli stati in bilico in alcune radio e televisioni locali. La notte di oggi sarà scandita dagli orari di chiusura dei seggi nei vari stati: in molti si sono già create lunghe file per votare e in alcuni stati c’è stato qualche disagio, come in Ohio, dove già ieri pomeriggio (ultimo termine per il voto anticipato) ci sono stati problemi e lunghe attese dovute alle procedure elettorali. Tutti i seggi saranno chiusi quando saranno le 5 del mattino in Italia, mentre già da ora è possibile seguire la situazione in tempo reale, stato per stato su questa mappa. Tra tutti gli scenari possibili per le elezioni, esiste anche la possibilità, seppur remota, di un pareggio: in quel caso, a norma di legge, il presidente verrebbe scelto dalla Camera e il vicepresidente del Senato. Inoltre, in queste elezioni non si vota soltanto per eleggere il presidente, ma anche per la Camera, un pezzo del Senato, tredici governatori e molti referendum.

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