• Mondo
  • martedì 23 ottobre 2012

Il dibattito Obama-Romney in 10 punti

Meglio Obama, Romney sulla difensiva, qualche buona battuta di entrambi, "cavalli e baionette": video, foto, racconto e sondaggi

di Francesco Costa – @francescocosta

6. Cavalli e baionette
Un tema su cui Romney ha attaccato molto Obama è il sostegno economico alle forze armate. Romney ha detto che l’amministrazione Obama ha esageratamente ridotto le dimensioni delle forze armate, dando un messaggio preoccupante alla comunità internazionale. Romney ha detto che la marina statunitense non era così piccola dal 1917 e che l’aeronautica non è mai stata così piccola fin dalla sua nascita, nel 1947. Obama gli ha ricordato che la sua amministrazione ha aumentato la spesa militare ogni anno – per quanto arriveranno molti risparmi in futuro dalla fine delle guerre in Iraq e in Afghanistan – e che la forza di un esercito moderno non si calcola più a partire dal numero dei suoi mezzi.

«Credo che Romney non abbia passato abbastanza tempo a studiare come funziona l’esercito. Lei ha detto, per esempio, che la Marina ha meno navi di quante ne aveva nel 1916. Beh, se è per questo abbiamo anche meno cavalli e meno baionette. La natura delle nostre forze armate è cambiata. Abbiamo queste cose chiamate “portaerei” sulle quali facciamo atterrare gli aerei. Abbiamo navi che vanno sott’acqua, sottomarini nucleari. Non è una partita di battaglia navale, in cui conta quante navi hai. Contano le nostre capacità»

7. Iran e Israele, stessa storia
Sul programma nucleare iraniano si è osservata la stessa dinamica, con Romney ad accusare Obama di non aver fatto prima e di più, ma senza grande efficacia. Obama ha ricordato gli effetti devastanti che le sanzioni economiche stanno avendo sull’economia iraniana, ha promesso che l’Iran non otterrà la bomba atomica finché lui sarà alla Casa Bianca e ha smentito le voci, riportate in settimana dal New York Times, secondo cui si starebbe preparando una trattativa col governo iraniano da avviare dopo le elezioni. Romney ha detto che restringerebbe ulteriormente le sanzioni e che proseguirebbe nell’isolamento diplomatico di Ahmadinejad. Qualche scaramuccia in più è arrivata su Israele, quando Romney ha accusato Obama di aver messo in piedi un “apology tour”, un “giro di scuse”, dopo il suo insediamento compiacendo i regimi del Medioriente ma tralasciando Israele.

Obama ha risposto rinfacciando a Romney le raccolte fondi organizzate dal suo staff in Israele in occasione del suo viaggio recente, ricordando il suo viaggio in Israele compiuto durante la campagna elettorale del 2008.

8. Le conclusioni
Entrambi i candidati hanno parlato molto di economia anche nei loro appelli finali, che sono stati tra l’altro l’ultima occasione per ciascuno di rivolgersi a così tanti elettori tutti insieme prima del voto. Obama ha dato il suo solito messaggio di ottimismo e speranza, dicendo che il paese è sulla strada giusta e una presidenza Romney rimetterebbe in piedi le stesse politiche che lo hanno messo nei guai. Anche Romney ha detto di essere ottimista – correggendo un po’ il tiro rispetto al tono avuto fino a qualche settimana fa – ma ha insistito sulla necessità per gli Stati Uniti di cambiare corso rispetto a quello degli ultimi quattro anni.

9. E quindi?
Obama ha vinto il dibattito secondo tutti i sondaggi diffusi dopo il voto: lo hanno preferito il 53 per cento degli elettori indecisi secondo CBS e PPP, il 48 per cento secondo CNN. Anche la gran parte degli osservatori e degli analisti concorda nel considerare Obama più convincente e padrone della situazione, mentre Romney in certi passaggi è sembrato addirittura remissivo, sudando e ricordando l’atteggiamento indolente di Obama nel primo dibattito. È vero però che Romney, anche grazie a una certa cautela, è riuscito a evitare errori e a mostrarsi quantomeno competente, citando un gran numero di luoghi, nomi, fatti, anche senza differenziarsi significativamente dalle policy dell’amministrazione Obama.

(9 storici dibattiti americani)

Quanto questo dibattito possa influire sull’andamento generale della campagna è tutto da vedere. Nelle ultime tre settimane Romney ha molto rimontato e oggi, stando ai sondaggi, è in vantaggio nel voto nazionale – che però ai fini elettorali non conta – e in leggero svantaggio nella situazione stato per stato. Degli stati ancora in bilico, sono fondamentali soprattutto Florida e Ohio: a Romney con ogni probabilità serve vincere entrambi per arrivare alla Casa Bianca, a Obama potrebbe bastarne uno solo. Il fatto che i sondaggi non abbiano subito scossoni dopo la schiacciante vittoria di Obama al precedente dibattito, ma solo aggiustamenti, fa pensare che questo confronto sulla politica estera non riuscirà a smuovere l’attuale situazione di stallo.

10. Foto, video, testo
Di seguito alcune foto dal dibattito di stanotte. Qui, invece, il video e la trascrizione integrale.

« Pagina precedente 1 2

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.