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  • mercoledì 17 Ottobre 2012

Il dibattito Obama-Romney in 10 punti

Obama si è preso una gran rivincita: video, foto, racconto e sondaggi

di Francesco Costa – @francescocosta

6. La Cina e i fondi pensione
Romney ha criticato Obama dicendo che le imprese americane soffrono la concorrenza sleale della Cina, con cui la Casa Bianca ha avuto un atteggiamento debole e subalterno. Obama ha risposto prima ricordando gli interessi economici privati dello stesso Romney in Cina – «Lei è l’ultima persona che potrà fare il duro con la Cina» – e poi, quando Romney gli ha chiesto se controlla gli investimenti del suo fondo pensione, alcuni dei quali vanno a finire in Cina, ha risposto sorridendo: «Non controllo spesso la mia pensione, non è alta quanto la sua».

7. La domanda su Bengasi
La questione degli attentati dell’11 settembre a Bengasi era la più attesa e, benché fosse probabilmente la più temuta da Obama e i suoi, si è rivelata il loro momento migliore della serata, in assoluto. Romney ha criticato la Casa Bianca per aver capito tardi che quanto accaduto non era la degenerazione di una protesta ma un attacco terroristico in piena regola. Obama si è assunto la responsabilità di quanto accaduto ma ha ricordato, in modo molto credibile e intenso, che gli uomini uccisi erano suoi uomini, persone che lui aveva mandato in Libia, persone di cui conosceva le famiglie e le cui bare ha accolto personalmente negli Stati Uniti. E ha accusato Romney con grande fermezza di aver voluto strumentalizzare quanto successo. Poco dopo Romney ha replicato insistendo che Obama non aveva capito che non era una semplice protesta e per questo ha parlato di terrorismo in relazione ai fatti di Bengasi solo 14 giorni dopo gli attacchi. Obama ha detto di aver parlato di terrorismo già il giorno dopo. È intervenuta allora la moderatrice, la molto apprezzata Candy Crowley, per fare fact-checking in diretta: dare ragione a Obama, smentire Romney e prendere un applauso. (poi ha aggiunto che l’amministrazione ci ha messo due settimane a capire esattamente come andarono le cose a Bengasi, dando parzialmente ragione anche a Romney.)

8. La risposta finale e il 47 per cento
La domanda finale rivolta ai due candidati era: qual è la vostra caratteristica, come persone e come candidati, che di più viene fraintesa o distorta nella vostra vita pubblica? La risposta di Romney è stata fiacca: ha detto di avere a cuore gli interessi del cento per cento degli americani, anticipando così ogni riferimento alla sua famosa dichiarazione sul “47 per cento”, ed è sembrato improvvisare, non avere una chiara idea di dove andare a parare. Obama invece è andato dritto al punto e, contrariamente a quanto aveva fatto nel primo dibattito, ha sollevato proprio quella dichiarazione.

«Quando Romney ha detto, a porte chiuse, che il 47 per cento degli americani si considerano vittime che rifiutano di prendersi responsabilità, pensate alle persone di cui stava parlando. Pensionati che hanno lavorato tutta la vita. Veterani che si sono sacrificati per questo paese. Studenti che stanno cercando di realizzare i loro sogni, che poi sono i sogni del paese. Soldati che sono all’estero e combattono per noi. Persone che lavorano sodo ogni giorno»

Obama ha detto invece di non riconoscersi nell’etichetta che gli hanno appiccicato i repubblicani, secondo cui è un presidente nemico delle imprese, dalle idee socialisteggianti, convinto che sia il governo e non i cittadini a creare posti di lavoro.

«Credo che la libera impresa sia più il grande motore di prosperità che il mondo abbia mai conosciuto. Credo nell’autosufficienza delle persone, nell’iniziativa individuale e nel ripagare adeguatamente chi si prende dei rischi. Ma credo anche che tutti dovrebbero avere le stesse opportunità, che tutti dovrebbero fare la loro parte e che tutti dovrebbero giocare con le stesse regole. È così che si fa crescere l’economia. È così che abbiamo costruito la più grande classe media del mondo»

9. Chi ha vinto
Tutti i sondaggi diffusi dopo il dibattito, realizzati da CBS, Google, PPP e CNN hanno dato Obama vincitore su Romney, con percentuali variabili ma nette. I sondaggi sono effettuati su campioni di elettori indipendenti. Anche la grandissima parte degli osservatori e analisti concorda con questa tesi, tant’è che gli stessi analisti repubblicani non parlano di vittoria di Romney ma di pareggio, e riconoscono che stasera si è visto un altro Obama rispetto al primo dibattito («lo avranno riempito di Red Bull e caffè», ha detto il governatore della Louisiana, Bobby Jindal, alla CNN). Obama è apparso in forma, spigliato, pronto ad affrontare Romney frontalmente – senza gli occhi bassi dell’altra volta, insomma – e a non lasciar passare nessuna delle affermazioni del suo avversario. Tra sei giorni si terrà il terzo e ultimo confronto televisivo tra i due, ma si parlerà solo di politica estera: per questo molti considerano il confronto di ieri notte come l’ultimo in grado di incidere profondamente sulla campagna elettorale, salvo sorprese. Negli Stati Uniti si vota tra venti giorni.

10. Tutto insieme
Di seguito le foto migliori scattate durante il confronto televisivo tra Obama e Romney. Qui la trascrizione integrale del dibattito, qui invece il video integrale.

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