Una risposta da Matteo Renzi

Su chi finanzia la sua campagna e su Comunione e Liberazione, dopo la domanda di Massimo Mantellini (e i commenti di Ugo Sposetti)

Massimo Mantellini ha posto domenica sera una domanda a Matteo Renzi, sindaco di Firenze e candidato alle prossime primarie del centrosinistra per il candidato premier, a proposito dei finanziamenti della sua campagna elettorale. Mantellini sottolineava la necessità di una totale trasparenza su questi finanziamenti, che corrisponda alla presa di distanza di Renzi dai metodi consueti della politica, e chiedeva informazioni sulle notizie ricevute a proposito di rapporti di Renzi con Comunione e Liberazione. Renzi ha mandato lunedì al Post e a Mantellini questa risposta.

Caro Mante,
la domanda di trasparenza è sacrosanta.

CL ha mai pagato qualcuno per la campagna elettorale? Non credo, mi suonerebbe strano. Si tratta di un’esperienza religiosa che io rispetto pur appartenendo – nel vasto universo dei movimenti cattolici – a un’area decisamente diversa. Insomma, chi mi conosce sa che io vengo dai boy scout e che mi sento molto debitore del pensiero del Cardinal Martini. Che non era propriamente l’icona di CL, diciamo così. Che paghi qualcuno non credo. Sicuramente non paga me e trovo quasi ridicolo doverlo scrivere. Ma domandare è legittimo e per un politico rispondere un dovere.

La Compagnia delle Opere invece interviene spesso in politica. Alle ultime primarie, ad esempio, appoggiava Bersani secondo ciò che scrivevano allora i giornali, anche alla luce del consolidato rapporto che il segretario del mio partito ha sempre avuto con quelli del Meeting. Ma non so se ha mai preso una posizione pubblica sul PD. Per le amministrative di Firenze, invece, la CDO ha fatto esplicita dichiarazione di voto per il mio avversario Giovanni Galli e oggi viene da quel mondo un consigliere comunale, Emanuele Roselli – bravissimo ragazzo, sia chiaro – che però sta con il PDL. Del resto il segretario cittadino del PDL è l’onorevole Gabriele Toccafondi, un altro giovane amico, che non perde occasione di attaccarmi ogni giorno. E per carità, fa bene: è il suo mestiere. Bravissime persone, penso. Ben diverse da certi faccendieri lombardi, sono certo. Ma sono i miei avversari e basta prendere una rassegna stampa di qualche quotidiano fiorentino per verificarlo.

Sulle illazioni di Sposetti invece non cado nella trappola. Noi mettiamo online tutti i denari che riceviamo e tutti quelli che spendiamo entro novanta giorni. Se Sposetti ha qualcosa da dire lo dica. Altrimenti usi il suo modo allusivo con persone come lui, con persone abituate a questo stile, se di stile vogliamo parlare. Del resto quando proposi l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, Sposetti propose di espellermi dal partito. Si può condividere o meno quello che dico ma certo non mi si dirà che io usi giochi di parole o stili allusivi: quando parlo, parlo chiaro – anche troppo – e dico in faccia quello che penso. E sono per la trasparenza massima: non a caso ho messo online tutte le fatture del Comune di Firenze. Spero che saranno online presto tutte le fatture degli ultimi cinque anni di qualsiasi pubblica amministrazione, dallo Stato agli Enti Locali. Ma anche dalla Rai ai partiti politici. Per me Internet ha un potere maggiore persino della Corte dei Conti: metti tutto chiaramente online (in modo leggibile, non in burocratese puro) e vedrai che lo smart power dei cittadini diventerà un freno morale alle pazze spese.

Un abbraccio,
Ciao
Matteo

– Massimo Mantellini: Una domanda per Matteo Renzi

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.