Polverini non si dimette

Il Consiglio regionale ha approvato i tagli richiesti dal presidente del Lazio: "Se ve la sentite di andare avanti, io me la sento"

Il ruolo di Renata Polverini
A quanto se ne sa fino a ora, Renata Polverini non rispose mai alla lettera inviatale per conoscenza da Fiorito. Secondo l’ex capogruppo, anche in virtù della lettera, il presidente non poteva comunque non essere al corrente delle enormi quantità di denaro destinate ai gruppi consiliari. Su questo punto ieri sera, durante Piazza Pulita, Polverini è stata alquanto evasiva spiegando che non era del tutto al corrente di come il consiglio regionale gestisse le proprie risorse. Anche sui propri rapporti con Fiorito non ha detto molto, limitandosi a spiegare di averlo conosciuto in campagna elettorale, quando si rese conto che “da parte sua c’era un impegno economico importante, ma non mi feci altre domande”.

La versione di Fiorito
Ospite a Porta a Porta, ieri sera Fiorito ha sostanzialmente ripetuto quanto riferito in questi giorni ai magistrati, anche se con qualche contraddizione, difendendo il proprio operato da capogruppo del PdL. Ha ribadito che il sistema dei grandi fondi affidati al Consiglio non dipende da lui e che il problema interessa tutti i gruppi consiliari, non solo quello del suo partito. Fiorito era accompagnato dall’avvocato ed ex esponente del PdL Carlo Taormina, nominato come uno dei suoi difensori.

E le dimissioni?
Per giorni Renata Polverini ha minacciato le dimissioni dal proprio incarico di presidente della regione, cosa che ha messo in allarme i vertici del Popolo della Libertà, preoccupati da possibili ricadute sul piano nazionale nel caso di elezioni anticipate nel Lazio. Tra le condizioni che Polverini aveva posto per restare c’erano il taglio immediato dei fondi ai gruppi consiliari e le dimissioni di Francesco Battistoni, succeduto a Fiorito come capogruppo consiliare del PdL e al centro dello scontro di potere interno allo stesso. La prima richiesta non ha ancora avuto seguito, se ne discuterà oggi in consiglio, mentre per la seconda ci sono stati sviluppi. Dopo le forti pressioni ricevute dai vertici del PdL, Battistoni ha lasciato l’incarico di capogruppo, ma non quello di consigliere. Al suo posto è subentrata Chiara Colosimo: eletta all’unanimità, ha 26 anni ed è il consigliere più giovane.

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