Da dove viene Renata Polverini

E dove va, ora che si ri-parla di dimissioni: dal sindacato alla tv alla politica

Un altro episodio che la rese celebre fu nel marzo 2010. Durante una partita in casa della Lazio, ormai candidata alla carica di governatore per il centrodestra, Polverini andò in curva Nord, in mezzo al gruppo ultrà degli Irriducibili, e si fece fotografare di fianco allo squalificato Zarate, anche lui in curva. L’episodio ebbe due risvolti poco piacevoli: l’uno fu che il Bari battè la Lazio per 2-0 e l’altro che emersero, molto insistenti, le voci che la dicevano da sempre romanista (il mese prima era andata in visita a Trigoria, sede della Roma). La questione venne risolta, per modo di dire, quando il suo ufficio stampa disse che in realtà non era tifosa di nessuna squadra.

Alla fine, alle elezioni per la presidenza della Regione Lazio nel marzo 2010, Renata Polverini è stata eletta con circa il 51 per cento, superando Emma Bonino di poco più di 75 mila voti. Dopo di che ha continuato a far parlare di sé a livello nazionale, sia per i parecchi problemi avuti nella formazione della giunta (ci furono scontri e trattative laboriose con l’UdC, ad esempio) sia per qualche altro episodio in cui è emersa la sua anima impulsiva e i suoi toni a volte non proprio misurati. Prima e soprattutto dopo l’elezione, Polverini è diventata uno dei maggiori rappresentanti di quella categoria politica che rivendica la vicinanza alla gente e i modi bruschi come metodo e linguaggio politico.

Di esempi, Polverini ne ha forniti moltissimi. Per citare solo qualche episodio: una mattina dell’aprile 2011 salì sulla barca di un nuovo servizio regionale di pattugliamento del Tevere e disse «Salutatemi i tunisini», e si difese poi dicendo che si trattava di «una battuta» come fanno «le persone normali». Poco tempo prima, intanto, l’Espresso fece le pulci alle sue diverse proprietà immobiliari e accusò Polverini di abitare da decenni in una casa popolare senza averne i requisiti di basso reddito.

In un’altra occasione, poco più di un mese dopo, rispose ad alcuni contestatori a Genzano rivendicando con fierezza la sua origine popolare («So’ della strada come te») e invitò a rispettare l’esito delle urne e i modi democratici («Ve ne dovete fare una cazzo di ragione»), infine rimandò la discussione al seguito del comizio («Poi quando scendo discutiamo» e «con me caschi male»). Per restare sempre allo stesso periodo e allo stesso genere, ai primi di agosto di quell’anno attaccò i consiglieri di minoranza dando loro dei «berlusconiani» in una seduta parecchio agitata.

Al centro della sua azione di governo – che a parte un contestato piano edilizio regionale ha finora prodotto poco, però – c’è il risanamento dei conti pubblici e quindi il tema della sanità, dato che una parte importante del passivo regionale viene da lì. Il tema è stato uno dei principali anche della sua campagna regionale, e oggi Polverini è Commissario straordinario per la salute nel Lazio e non ha nominato un assessore alla salute, mantenendo la carica per sé. La sanità laziale è però notoriamente un campo minato di sprechi e inefficienze, e i piani di riorganizzazione tardano parecchio, tanto che il governo ha sospeso il trasferimento dei fondi dopo alcune relazioni tecniche negative. Insieme a questo, e almeno a parole, Polverini ha sempre usato espressioni come «l’epoca dei privilegi è finita» e altre simili, promettendo battaglie – l’ultima volta, ieri – contro gli sprechi nell’amministrazione pubblica e i fondi a disposizione della politica.

Nel lungo discorso all’assemblea regionale, e facendo riferimento ai suoi recenti problemi di salute (è stata operata alla gola all’ospedale Sant’Andrea di Roma il 25 agosto), Polverini ha ricordato che: «I tumori che stanno qua dentro, come nella mia gola, vanno estirpati. O usciamo di qui convinti che abbiamo voltato pagina, o usciamo convinti che siamo ex della Regione Lazio». Polverini ha anche detto che «Siamo come la Costa Concordia: ci siamo sfracellati».

Renata Polverini ha anche un sito ufficiale e un suo account Twitter: entrambi però hanno un tono molto istituzionale e si limitano a informare su attività e interventi pubblici del presidente di regione. Non c’è nessun intervento, per esempio, sugli ultimi scandali del PdL in Lazio. Né sul futuro del presidente della Regione.

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