Che cos’è Italia Futura

Quali uomini e idee sono dentro l'associazione di Luca di Montezemolo che a novembre forse diventa partito, o forse no, o forse forse

di Francesco Costa – @francescocosta

Parte dell’incertezza riguardo l’eventuale impegno politico diretto di Italia Futura o dello stesso Montezemolo ha a che fare anche con gli eventuali compagni di strada, diciamo. Le abitudini giornalistiche di cui sopra, infatti, nel tempo hanno associato Montezemolo a praticamente ogni scenario politico possibile. Si è parlato di possibili alleanze con il PdL, con il Terzo Polo, con il PD, e ognuna di queste volte Montezemolo o Romano hanno inviato smentite, richieste di rettifica, comunicati stampa per dissociarsi. Con ciascuno di questi soggetti, infatti, in modi e con toni diversi, i rapporti di Italia Futura non sono buoni.

I rapporti di Montezemolo con Berlusconi sono logori da quando il primo era presidente di Confindustria e il secondo presidente del Consiglio: e più volte, specie negli ultimi anni, Italia Futura ha espresso forti critiche e scetticismo rispetto alle capacità del governo Berlusconi di fare cose buone per il paese.

Con il PD in teoria le cose dovrebbero essere più facili e complici: sia Andrea Romano che Marco Simoni, Irene Tinagli e Nicola Rossi, tra gli altri, hanno alle spalle anni di militanza, incarichi anche rilevanti e rapporti consolidati nei partiti della sinistra italiana. In pratica, però, ciascuno di loro a un certo punto ha interrotto quel legame in modo brusco o polemico: Tinagli si dimise dalla direzione del PD dopo essere stata nominata da Veltroni, Simoni è stato il principale ideatore della candidatura “anti-sistema” di Ivan Scalfarotto nel 2005, Romano ha scritto un libro sull’inamovibilità del gruppo dirigente della sinistra italiana, Nicola Rossi ha lasciato il PD un anno e mezzo fa. La situazione è ulteriormente complicata dalla svolta socialdemocratica che il PD ha intrapreso negli ultimi due anni, più volte criticata da Italia Futura e da Romano, Rossi, Tinagli e Simoni.

Resta quindi il Terzo Polo e soprattutto l’UdC di Casini, col quale sembra esserci stato qualche interesse in più relativamente a un’unione di forze e risorse in vista delle elezioni. Forse anche per questo, dopo la recente convention dell’UdC a Chianciano, in assenza di qualsiasi convincente svolta rinnovatrice – nei temi o nelle persone – da parte di Casini, Italia Futura ha pubblicato online un testo molto duro, accusando l’UdC di fare “buona pesca” nella società civile “subalterna alla politica” ma di schierare “in prima fila” persone come “Cirino Pomicino, De Mita, Buttiglione, La Malfa, Pisanu e financo Renata Polverini (addirittura portata ad esempio da Casini come avversaria degli sprechi e dei privilegi!)”, e di rappresentare un “fritto misto” che “rischia di essere una pietanza indigesta per gli elettori e per il paese”.

L’unico soggetto esterno col quale fino a questo momento Italia Futura ha avviato una collaborazione concreta si chiama “Fermare il declino” e ruota attorno a un manifesto liberista diffuso lo scorso luglio e promosso dal giornalista economico Oscar Giannino, da Michele Boldrin, Andrea Moro e Sandro Brusco, docenti universitari e autori del popolare blog Noisefromamerika, da Luigi Zingales, editorialista del Sole 24 Ore e docente di economia a Chicago, da Carlo Stagnaro, direttore del dipartimento studi e ricerche dell’Istituto Bruno Leoni, da Alessandro de Nicola, professore di business law all’università Bocconi e collaboratore di Repubblica. Italia Futura e Fermare il declino hanno indetto una convention per novembre – quella di cui ha parlato Irene Tinagli a Ballarò – “per definire le modalità di costituzione di un fronte per la crescita riformatore, popolare e liberale” e “per cambiare le politiche e la classe dirigente del paese”.

È capitato altre volte in passato che “discese in campo” di Italia Futura e Montezemolo date per imminenti venissero poi smentite o ritrattate, l’ultima volta con una convention che era stata annunciata per lo scorso 14 luglio e poi non si è mai tenuta. Ed è indubbio che l’incertezza della fase politica italiana – non si sa ancora con quale legge elettorale si voterà, quali saranno le coalizioni, quali i candidati, eccetera – non favorisce progetti e azioni che non contengano una certa parte d’improvvisazione. Ma a tre anni dalla sua fondazione, per Italia Futura è arrivato forse il momento di decidere cosa fare da grande.

– Luca Sofri: Futura Italia (una proposta per Montezemolo)

« Pagina precedente 1 2