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  • lunedì 30 luglio 2012

Otto Olimpiadi turbolente

Le cose non sono sempre state così tranquille: storie, foto e video di boicottaggi, proteste, manifestazioni, risse, attentati durante i Giochi

Montréal 1976 – Canada
Fu un’edizione caratterizzata da molte proteste e scontri politici. Gli atleti ucraini manifestarono contro l’Unione sovietica più volte e bruciarono la bandiera sovietica fuori dal Villaggio Olimpico. Gran parte dei paesi africani – trenta in tutto – boicottarono i Giochi accusando il Comitato internazionale di razzismo per non aver squalificato la Nuova Zelanda. All’epoca la Nuova Zelanda aveva acconsentito a disputare una partita di rugby in Sudafrica, che da dieci anni era escluso dalle Olimpiadi per le sue politiche di apartheid. Il Sudafrica venne riammesso alle Olimpiadi soltanto nell’edizione di Barcellona del 1992.

Mosca, 1980
Dopo l’invasione sovietica dell’Afghanistan nel 1979, gli Stati Uniti fecero pressioni sul Comitato Olimpico internazionale perché i Giochi che si sarebbero svolti a Mosca l’anno successivo venissero cancellati o organizzati in un’altra sede. Il CIO ignorò le richieste del presidente americano Jimmy Carter e il Comitato olimpico statunitense decise allora di boicottare i Giochi. Altri 65 paesi appoggiarono gli Stati Uniti riducendo il numero delle nazioni partecipanti a 80, il più basso dal 1956.

Los Angeles 1984 – Stati Uniti
L’Unione Sovietica si vendicò del boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca guidato dagli Stati Uniti e non si presentò ai Giochi insieme ad altri 14 paesi socialisti. L’altra grande polemica ruotò attorno all’atleta sudafricana Zola Budd, che all’epoca aveva 18 anni. Il Sudafrica era stato escluso dalle Olimpiadi a causa delle politiche di apartheid e per partecipare alle gare Budd fece richiesta di cittadinanza britannica. La ottenne in tempi molto brevi e il governo britannico venne accusato sia all’estero che dall’opinione pubblica di ingiustizia e favoritismo. Budd fu al centro di nuove polemiche durante la finale dei 3.000 metri femminile: a un certo punto superò l’americana Mary Decker tagliandole la strada, facendola cadere a terra e obbligandola a ritirarsi dalla gara. Alla fine Budd arrivò settima, mentre cercava di trattenere le lacrime per i fischi della folla. C’erano anche dei cartelli con scritto «Spazzatura bianca, vattene a casa».

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