Che cos’è Goldman Sachs, davvero

Perché una banca d'investimento come molte altre, e meno grande di molte altre, è diventata sinonimo di “governo ombra del mondo”

di Davide Maria De Luca

È difficile comparare questi istituti come si fa con le squadre di calcio, ma osservando alcuni indicatori è possibile farsi un’idea delle loro dimensioni e dei loro volumi d’affari. Gli indicatori fondamentali sono l’utile netto, cioè quanto la banca guadagna a fine anno tolte tutte le spese e le tasse. Il patrimonio (o total asset) che è la somma di tutti gli attivi (il capitale, le azioni, le partecipazioni possedute in altre società, gli immobili, i crediti). L’indebitamento (come percentuale su capitale, che nel caso della banca è in genere un multiplo) e il Roe (il return on equity, ritorno sul capitale: cioè gli utili in percentuale sul capitale).

J.P. Morgan Chase è la più grande banca d’investimenti americana, ma non viene quasi mai additata come “governo ombra del mondo”. Nel 2011 il suo utile netto è stato di 18 miliardi di dollari, più di quattro volte quello di Goldman Sachs. I suoi asset sono più del doppio della concorrente e ammontano a 2.200 miliardi (400 miliardi più del Pil italiano). J.P. Morgan Chase supera la concorrente anche nel Roe e come minore indebitamento: 11,5 per cento contro 8.4 per cento e 1.5 contro 2.4 (che signifca che il debito di J.P. Morgan è una volta e mezzo il capitale mentre quello di Goldman è due volte e mezzo). Anche in Europa Goldman Sachs ha concorrenti con un giro di affari superiore. Deutsche Bank ha un utile netto di un miliardo di dollari più alto e 2.800 miliardi di asset, tre volte GS. In Italia non esistono grandi banche d’affari. Unicredit, per esempio, è una banca commerciale, che a differenza di GS opera con la clientela “retail”, cioè raccogliendo il risparmio dei privati. Le sue principali attività, come quelle di tutte le altre banche commerciali, sono l’erogazione di prestiti (finanziamenti alle imprese e mutui alle famiglie). Il gruppo di piazza Cordusio, nel 2011, aveva un total asset di 1.200 miliardi di dollari, trecento miliardi più di GS.

Perché sempre Goldman Sachs?
Goldman Sachs attira più attenzione anche delle banche di dimensioni maggiori per la sua efficiente attività di lobbying. In particolare GS è stata molto abile nel fenomeno cosiddetto delle “revolving doors”, porte girevoli. Si tratta del passaggio di un professionista dal ruolo di legislatore o regolatore a quello di membro dell’industria che prima regolava e viceversa. Il caso più celebre è quello di Hank Paulson, ex amministratore delegato di GS diventato nel 2006 ministro del Tesoro nel governo di George W. Bush. In Italia hanno fatto il percorso opposto, dalla politica alla banca, Gianni Letta e Mario Monti. Sedevano nell’Advisory Board: un lavoro non certo a tempo pieno che consisteva sostanzialmente nell’aiutare la società sfruttando la loro rete di relazioni. Sempre dalla politica alla banca è stato il percorso di Tony Blair. La banca che lo ha assunto come consulente è stata J.P. Morgan Chase e questo ha risparmiato all’ex primo ministro inglese parecchie critiche. Quello delle “revolving doors” è un fenomeno ritenuto poco salutare, ma molto diffuso. Corrado Passera, passato dal ruolo di amministratore delegato di Intesa San Paolo a quello di ministro per lo sviluppo economico, è un esempio italiano di porte girevoli.

Secondo alcuni commentatori c’è però un altro motivo per cui, tra tutte, proprio GS è la banca che viene più spesso additata come minaccia per la libertà dei popoli. Dai tempi di Marcus Goldman, la gran parte dei presidenti e degli amministratori delegati della società era di origine o di religione ebraica, così come l’attuale amministratore delegato, succeduto a Paulson, Lloyd Blakefein. L’accusa di essere una banca sionista arriva sia dall’estremismo di destra che da quello di sinistra. Questa tesi, Goldman Sachs come braccio armato del sionismo mondiale, è stata portata avanti con molto successo dallo scrittore cospirazionista David Icke. Il successo di questa tesi anche nel nostro paese è facile da verificare scrivendo su Google “Goldman Sachs sionismo”.

foto: Persone riflesse nelle pareti di vetro del palazzo di Goldman Sachs a New York. (Mario Tama/Getty Images)

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