Cosa ha detto Fornero sugli esodati

I dati, le spiegazioni e le risposte del ministro del Lavoro al Senato hanno messo un po' di concretezza - discutibile - in una discussione finora caotica e superficiale

di Elsa Fornero

La strada che era stata indicata nel decreto milleproroghe di finanziare l’intervento soltanto ricorrendo ad un aumento dell’aliquota contributiva a carico delle imprese, per esempio, determinerebbe un aumento del costo del lavoro, in Italia già strutturalmente troppo elevato, e quindi si porrebbe in contrasto con l’obiettivo di aumentare l’occupazione. Il Governo si è già ripetutamente espresso manifestando l’intenzione di salvaguardare innanzitutto i lavoratori interessati da accordi collettivi, in specie sottoscritti con l’ausilio dello stesso Governo, attraverso il Ministero del lavoro e quello dello sviluppo, dato che l’approdo alla pensione al termine della mobilità era in questi accordi considerato elemento essenziale per la loro stessa conclusione. Per altre categorie la salvaguardia potrebbe riguardare coloro che maturano il diritto entro il 2014 o che hanno superato una certa soglia di età.

Per quanto riguarda i lavoratori meno anziani, il mix delle soluzioni può muovere dall’estensione del trattamento di disoccupazione a formule di sostegno dell’impiego di queste persone: per esempio, con incentivi contributivi e fiscali nella direzione indicata dallo stesso disegno di legge di riforma del mercato del lavoro. Non vanno esclusi la partecipazione su base volontaria a lavori di pubblica utilità, che possono essere gestiti dagli enti territoriali, utilizzando loro fondi, né, previo accordo con le parti sociali, l’uso dei fondi interprofessionali. Da ultimo, sempre nella valutazione del costo collettivo e dell’impatto sul trattamento previdenziale del singolo lavoratore, si potrebbe considerare di ricorrere ad una norma per estendere il contributivo pieno anche per gli uomini – già in vigore per le donne – come opzione di scelta da demandare a lavoratore e azienda. Si tratta di ipotesi di lavoro su cui il Governo vuole confrontarsi con il Parlamento e con le parti sociali.

Confermo pertanto l’esigenza di un confronto serrato con i diversi interlocutori per individuare gli interventi più appropriati, ma anche per istituire una sede permanente di monitoraggio sui dati quantitativi e sulle situazioni di criticità che possano emergere, così da approntare misure tempestive che prevedano anche interventi di ordine finanziario modulati nel tempo. Vorrei svolgere, in conclusione, alcune considerazioni che vanno oltre la contingenza di cui ci stiamo occupando. La riforma delle pensioni prevede l’allungamento della vita lavorativa dei cittadini di questo Paese, coerentemente con la dinamica della speranza di vita e del miglioramento del benessere e delle condizioni di vita delle famiglie. La nuova cultura del lavoro deve liberarsi dall’idea che, superati i cinquant’anni, ci si avvicini verso un declino progressivo delle capacità e dell’impegno lavorativo, e che pertanto sia impossibile per un sessantenne trovare un lavoro, anche solo part-time. A tal fine occorre fare funzionare meglio il nostro mercato del lavoro, e in tal senso la riforma, ora in discussione alla Camera, è un tassello fondamentale di questo disegno e della nuova cultura che lo deve accompagnare.

Il problema dei lavoratori ultrasessantenni in attività può e deve essere affrontato con interventi articolati che accompagnino questo mutamento di cultura, anche a vantaggio delle imprese e della loro competitività. Queste prospettive erano già presenti nelle mie considerazioni al varo della riforma pensionistica, dei cui effetti sui rapporti di lavoro e sulla vita lavorativa degli italiani non ero certo ignara. La stessa riforma, infatti, prevede che entro la fine dell’anno sia istituita una Commissione per valutare forme di gradualità nell’accesso al pensionamento. A questi strumenti e soluzioni intendo dedicare il massimo impegno nel corso dei prossimi mesi.

Nel ringraziarvi per l’attenzione, lasciatemi da ultimo evidenziare come da alcune parti si vorrebbe che la traduzione di questi principi in cifre, scaglioni e decorrenze su un arco di numerosi anni venisse quasi magicamente fuori entro pochi giorni. Il Governo e io per prima siamo invece molto impegnati a trovare una soluzione e siamo certi che il Parlamento e le parti sociali non faranno mancare il loro convinto e responsabile sostegno

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