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  • venerdì 15 Giugno 2012

L’Italia e quella volta del 2004

Come andarono le cose tra Svezia e Danimarca agli Europei di otto anni fa, nel precedente che oggi ricordano tutti

Le partite
Entrambe le partite erano in programma alle 19.45 del 22 giugno. Svezia-Danimarca si giocava a Porto, solo una cinquantina di chilometri da Guimarães, dove giocava l’Italia contro la Bulgaria. Sia nella Danimarca che nella Svezia c’erano parecchi giocatori che avevano giocato in Italia o ci sarebbero andati a giocare negli anni successivi. Uno dei più famosi della Danimarca era l’attaccante Jon Dahl Tomasson, 27 anni, che era arrivato al Milan dopo aver giocato in Inghilterra e in Olanda. Il terzino danese Edman aveva giocato nel 2000 nel Torino, Thomas Helveg aveva appena finito il campionato con l’Inter dopo dieci anni in Italia, all’Udinese prima e al Milan poi.

Nella Svezia invece il giocatore più forte era un giovane Zlatan Ibrahimovic, attaccante allora 22enne, che aveva già segnato due gol nelle due partite precedenti e che giocava all’Ajax dal 2001 (quella stessa estate, dopo che in una partita Svezia-Olanda infortunò il compagno di squadra all’Ajax Van der Vaart, Ibrahimovic venne improvvisamente venduto alla Juve per 16 milioni di euro). L’arbitro dell’incontro era il tedesco Markus Merk: un arbitro espertissimo, che aveva già arbitrato la finale di Champions del 2003 ed era considerato tra i migliori del mondo.

Il campo di Porto, dove si giocava davanti a circa 29 mila spettatori, era molto scivoloso, il che creò qualche difficoltà ai giocatori. “È diventato chiaro molto presto che non era stato segnato alcun patto scandinavo, dato che la Svezia e la Danimarca hanno cercato di attaccare”: la cronaca della partita di BBC Sports, inglese e quindi forse più imparziale di altri resoconti, iniziava così.

Nella prima parte della partita la Danimarca giocò meglio della Svezia e andò in vantaggio al 28′ con Tomasson. L’Italia, intanto, era ancora sullo 0-0. Alla fine del primo tempo l’arbitro Ivanov assegnò un calcio di rigore alla Bulgaria, che fu segnato da Petrov. Le due partite andarono all’intervallo con l’Italia ben lontana dalla qualificazione.

All’inizio del secondo tempo, quasi in contemporanea, successero due cose: il portiere danese Sorensen (che nel primo tempo aveva fatto alcune ottime parate) fece fallo sull’attaccante Larsson in area, o meglio così decise Merk, perché in realtà, mostrarono i replay, l’attaccante svedese non era stato toccato. Ad ogni modo lo stesso Larsson segnò il calcio di rigore; nello stesso momento, a Guimarães, il centrocampista dell’Italia Simone Perrotta pareggiò. In quel momento Svezia e Danimarca erano prime del girone a 5 punti, mentre l’Italia non era ancora qualificata, ferma a tre punti. Poteva ancora sperare di qualificarsi battendo la Bulgaria, oppure con la vittoria della Svezia o della Danimarca.

Pochi minuti dopo, al 66′, il danese Tomasson segnò anche il secondo gol: la partita tra Danimarca e Svezia era sul 2-1 e quindi, se le cose fossero rimaste così, l’Italia si sarebbe qualificata insieme alla Danimarca. Dopo aver segnato la doppietta, Tomasson andò a festeggiare in segno di sfida, con il dito davanti alla bocca, sotto la curva dei tifosi svedesi.

Il resto successe negli ultimi minuti: sul campo di Porto, il portiere della Danimarca Sorensen non trattenne un cross di Christian Wilhelmsson (che qualche anno dopo sarebbe andato brevemente in prestito alla Roma), e il suo errore permise all’attaccante svedese Mattias Jonson di segnare.

Intanto l’Italia riuscì finalmente a vincere contro la Bulgaria, con un gol di Cassano al 94′. È molto celebre la scena del suo pianto dopo aver segnato, quando lo informarono del fatto che l’altra partita era finita con un risultato che eliminava l’Italia nonostante la vittoria.

Dopo la partita ci furono le prevedibili reazioni sdegnate di diversi giocatori e commentatori. “Qualcuno dovrebbe vergognarsi e non siamo noi”, dichiarò il portiere della Nazionale Gianluigi Buffon, e disse cose simili anche il presidente della FIGC Franco Carraro. La UEFA, ad ogni modo, respinse molto in fretta qualsiasi accusa e non aprì alcuna inchiesta.

Quella non fu, comunque, l’ultima sorpresa di quegli Europei: anche la Germania e la Spagna vennero eliminate ai gironi. La Francia, campione in carica, perse ai quarti di finale contro la Grecia, che arrivò in finale contro il Portogallo, che aveva battuto Olanda e Inghilterra (per coincidenza, Grecia e Portogallo erano le stesse due squadre che avevano giocato nella partita inaugurale del torneo). Vinse la Grecia, clamorosamente. Danimarca e Svezia uscirono entrambe ai quarti di finale.

Ce lo meritiamo, il biscotto, di Luca Sofri

foto: Alex Livesey/Getty Images

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