• Italia
  • mercoledì 30 maggio 2012

Le città del terremoto

Storia, informazioni e vite dei posti di cui vediamo le rovine da una settimana

Concordia sulla Secchia
È un comune di circa novemila abitanti con una estensione di 41 chilometri quadrati nell’estremo nord della provincia di Modena, a pochi chilometri dal confine con la Lombardia. La città è attraversata dal fiume Secchia e conta molti canali per l’irrigazione nel proprio territorio.

Occupata inizialmente dai Celti, la zona fu poi utilizzata in epoca romana per alcuni insediamenti. A partire dal quattordicesimo secolo, e per circa quattro secoli, Concordia fece parte della signoria dei Pico. Nell’area furono costruiti numerosi mulini fluviali, che sostennero buona parte dell’economia locale per secoli. Il paese subì grandi danni in seguito alle operazioni militari volute da papa Giulio II nel Cinquecento e in seguito fu al centro delle continue lotte per il potere dei Pico. Nel Settecento passò sotto il dominio estense e nell’Ottocento partecipò attivamente al processo di unificazione nazionale.

I mulini continuano a essere uno dei simboli del paese. La “Passeggiata dei Mulini” lungo gli argini del Secchia consente di vedere diversi edifici storici e di avere un panorama del centro di Concordia. La chiesa di San Paolo del XVI secolo ha dipinti del pittore modenese Adeodato Malatesta, mentre la chiesa di Santa Caterina ha un soffitto a cassettoni del XVI – XVII secolo. In seguito alle nuove scosse di ieri, il centro storico è stato chiuso per il timore di nuovi crolli. Nel paese ieri è morto un uomo a causa del crollo di un comignolo per strada.

Finale Emilia
A Finale vivono 16mila persone in una porzione di territorio con una estensione di 104 chilometri in provincia di Modena. È il comune più a oriente della provincia e dista circa 42 chilometri dal capoluogo. I primi insediamenti in zona risalgono all’età del bronzo e l’area, strategicamente importante, fu occupata in epoca romana a partire dal secondo secolo. Per la nascita ufficiale dell’abitato occorre invece spostarsi in avanti di un millennio: nel 1213 gli abitanti di Ponteduce si unirono ai soldati dell’accampamento militare di Finale, cosa che portò alla fondazione del comune vero e proprio, che fu poi legato al dominio estense. La città rimase sotto il controllo degli Estensi, a parte un breve passaggio napoleonico, fino alla sua incorporazione nel Regno d’Italia.

Il lungo dominio estense è testimoniato dal Castello delle Rocche, costruito con il tipico corpo a quadrilatero e relative torri. Il cortile è costituito da un notevole loggiato. Parte della struttura è crollata ed è stata lesionata dal terremoto del 20 maggio scorso. Finale Emilia è diventato conosciuto in tutto il mondo per la foto della sua Torre dell’Orologio (Torre dei Modenesi) rimasta in piedi a metà dopo la prima forte scossa del 20 maggio. La parte restante della costruzione è crollata in seguito a un secondo violento terremoto sempre nella stessa giornata.

Nella zona ci sono diverse aziende che producono prodotti in ceramica, alcune hanno subito gravi danni a causa del terremoto e hanno dovuto sospendere o rallentare la produzione. Ieri una persona è morta a causa del terremoto.

Cento
È in provincia di Ferrara, conta circa 35mila abitanti e si estende per 64 chilometri quadrati. Il suo territorio è pianeggiante e denso di corsi d’acqua, che lo rendono una zona ideale per l’agricoltura. La città è sostanzialmente equidistante da Ferrara, Bologna e Modena. Un tempo quelle terre erano invase dalle acque e la zona era molto pescosa, non a caso sullo stemma di Cento c’è un crostaceo. La città fu separata da Pieve di Cento verso la fine del XIV secolo. Dopo un breve periodo di cessione ai Borgia nel Cinquecento, tornò sotto il dominio dello Stato Pontificio e a metà Settecento fu elevata a rango di città. Partecipò ai processi di unificazione nazionale in epoca risorgimentale.

Cento ha un impianto medievale con portici lungo le vie principali del centro. Nella Pinacoteca Civica ci sono diversi quadri del Guercino, che trascorse buona parte della propria vita nella zona. Tra gli edifici storici ci sono il Palazzo del Governatore e l’antica Rocca, dove si organizzano manifestazioni durante il periodo estivo. Oltre all’agricoltura, ci sono diverse aziende meccaniche come la VM Motori, specializzata nella produzione dei motori diesel. A Cento ci sono cinque squadre di calcio: tre che giocano nel Girone C di Promozione, una nel Girone F di Prima Categoria e un’altra nel Girone A ferrarese di Terza Categoria.

Sant’Agostino
Ha 6.750 abitanti, una estensione di 35 chilometri quadrati e si trova in provincia di Ferrara. Il paese fino al 1767 si trovava in prossimità del vecchio argine del Reno ed era sottoposto a frequenti inondazioni, che rendevano anche difficile la coltivazione dei campi nel suo territorio. La modifica del percorso del fiume consentì al paese di stabilizzare la propria economia, basata principalmente sulle colture intensive. Ancora oggi la zona è tra le più floride dell’intera provincia di Ferrara. Nell’area industriale di Sant’Agostino sono morte quattro persone a causa dei terremoti dei giorni scorsi e una porzione del palazzo comunale, in centro, è crollata.

Rovereto sulla Secchia
È una frazione di Novi di Modena, conta quasi 4mila abitanti e si estende su una superficie di otto chilometri quadrati. Il nome del paese compare in alcuni documenti a partire dalla fine del nono secolo. Nell’undicesimo secolo la zona era conosciuta per un grande accampamento militare a difesa del territorio, che confinava con il reggiano. Dopo diversi passaggi di potere, Rovereto fu a lungo sotto il dominio dei Pico tra XV e XVI secolo e passò poi sotto il controllo estense. Divenne per la prima volta frazione di Novi durante il periodo napoleonico e poi definitivamente nel Risorgimento durante il processo di unificazione.

La chiesa di Santa Caterina di Alessandria risale alla seconda metà del XV secolo ed è uno degli edifici storici più importanti del paese. La costruzione è parzialmente crollata in seguito al terremoto di ieri. Il parroco, don Ivan Martini, è morto sotto le macerie perché si è attardato mentre stava eseguendo un sopralluogo con alcuni vigili del fuoco. Nel paese c’è anche il Palazzo Estense (Palazzo delle Lame), costruito in epoca prerinascimentale.

Medolla
È un comune di circa 6.300 abitanti in provincia di Modena e si estende per 27 chilometri quadrati. Il suo nome deriva probabilmente dalla parola “Medulla”, una storpiatura del termine “midolla”, che veniva usato per indicare le abitazioni costruite con la paglia nella zona, prima che fosse bonificata. Le prime notizie su Medolla risalgono al 776, anno in cui Carlo Magno donò alcuni territori della zona all’abbazia benedettina di Nonantola, all’epoca un importante centro di potere. Trovandosi in un’area di confine, Medolla divenne un importante centro di scambi e seguì la storia e gli avvicendamenti al potere degli Estensi. Divenne comune in periodo risorgimentale.

La zona è particolarmente fertile e sono attive diverse aziende agricole, anche per la viticoltura del Lambrusco. Nella zona ci sono anche alcune imprese specializzate nella produzione di prodotti biomedicali, parte del vicino distretto industriale di Mirandola. Nel 2002 il paese fu inserito nella nuova mappa sismica del Servizio Sismico Nazionale con classificazione sismica 3, sismicità bassa. Nella zona ieri sono morte quattro persone, erano tutti operai della Haematronic.

« Pagina precedente 1 2

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.