• Italia
  • lunedì 28 maggio 2012

Come funziona il Vaticano

Chi fa le leggi? E chi giudica i cittadini? E che cosa dicono i Patti Lateranensi? Una guida per capire come vanno le cose in una monarchia assoluta elettiva

di Emanuele Menietti - @emenietti

Ordinamento
Lo Stato della Citta del Vaticano è una monarchia assoluta elettiva. Il papa, che viene eletto nel conclave dai cardinali, detiene in pieno i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Per quanto riguarda la Santa Sede, l’azione di governo è gestita e coordinata dal cardinale segretario di Stato – attualmente è Tarcisio Bertone – che viene solitamente considerato come il primo ministro. Il suo incarico dura fino a quando è in carica il papa che lo ha nominato, salvo non decida di dimettersi. Presiede la Segreteria di Stato, l’organismo che insieme con il Papa guida la Chiesa e coordina i diversi uffici della Santa Sede (sezioni Affari generali) e i rapporti con gli altri stati (sezione Relazione con gli Stati).

Il Vaticano è regolamentato da un insieme di leggi raccolte nel “Codice di norme vaticane” e nelle “Leggi e disposizioni dello Stato della Città del Vaticano”. Queste norme stabiliscono, tra le altre cose, la suddivisione dei tre principali poteri per quanto riguarda lo Stato della Città del Vaticano, fermo restando il ruolo di sovrano assoluto del papa.

La Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano detiene il potere legislativo e amministra il Vaticano. Dura cinque anni ed è composta da un cardinale presidente e da altri cardinali, nominati direttamente dal papa. La Commissione è affiancata da un gruppo di consiglieri, nominati sempre dal papa. I progetti di legge vengono, invece, elaborati dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che detiene il potere esecutivo. È composto da un segretario generale, da un suo vice e dal Governatore, che è anche il presidente della Commissione.

Potere giudiziario
Il sistema giudiziario per quanto riguarda lo Stato della Città del Vaticano ricorda per diversi aspetti quello italiano. Il personale giudiziario viene nominato direttamente dal papa ed è a suo nome che agiscono il Tribunale di prima istanza, la Corte d’appello e la Corte di Cassazione. Il Tribunale esiste dal 1929 ed è composto da tre magistrati, da un presidente e da un notaro. Il secondo grado è gestito dalla Corte d’appello attraverso sei giudici (tre laici e tre ecclesiastici) e da un promotore di giustizia. È competente sia per le cause civili sia per quelle penali e si occupa anche di stabilire i risarcimenti danni. La Corte di cassazione è il tribunale di ultima istanza, suo presidente è il prefetto del tribunale della Segnatura Apostolica mentre gli altri suoi due membri sono designati all’inizio di ogni anno giudiziario.

Il sistema giudiziario della Santa Sede è costituito dai tribunali della Curia Romana. La Penitenzieria Apostolica è competente per le assoluzioni dei peccati, per le pene riservate alla Santa Sede, la commutazione dei voti e l’uso e la concessione delle indulgenze. Il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica è il tribunale supremo della Santa Sede. È diviso in due sezioni: la prima tratta le cause assegnate dal Codice di diritto canonico (l’insieme di provvedimenti che regolano il funzionamento della Chiesa cattolica), la seconda si occupa dei contenzioni in ambito amministrativo. Infine, c’è il Tribunale della Rota Romana (Sacra Rota), che oltre a essere un dicastero della Curia Romana agisce come tribunale ordinario della Santa Sede. In primo grado è competente nelle cause civili che coinvolgono vescovi o altre realtà dipendenti dalla Santa Sede. In secondo grado agisce nelle cause su cui si sono espressi i tribunali delle diocesi, e in terzo grado nelle cause già decise dagli stessi tribunali ma non ancora passate in giudicato.

La Città del Vaticano non riconosce i poteri della Corte internazionale di giustizia. Se un reato viene commesso in territorio vaticano e il suo autore fugge in Italia, la competenza passa alla giustizia italiana come stabilito dai Patti Lateranensi. La concessione di amnistie, indulti e condoni spetta al papa. La pena di morte è rimasta in vigore fino al 1969 ma non è stata mai applicata. Era prevista solo nel caso di assassinio del papa e fu abolita definitivamente nel 2001. Stando alle statistiche, un processo penale in Vaticano dura mediamente un anno. I procedimenti riguardano quasi sempre illeciti commessi dai 18 milioni di turisti che annualmente visitano lo Stato.

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