• Media
  • venerdì 27 aprile 2012

Perché abbiamo pubblicità invadenti

Il responsabile di un sito americano di informazione spiega ai lettori come funzionano le cose con gli annunci molesti, molto nel dettaglio

di Dustin Rowles

Beh, non esattamente. Ripeto, escludendo il traffico internazionale, quello mobile (dove non sono previsti gli annunci invadenti) e gli utenti che bloccano la pubblicità, rimangono alla fin fine forse 60mila pagine viste al giorno. Tuttavia, questi annunci invasivi teoricamente spuntano solo una volta al giorno per ogni visitatore. Ma nonostante questo, sarebbe comunque eccezionale se quel messaggio invadente spuntasse che so, 20-30mila volte al giorno. Ma anche qui le cose non sono così semplici: quell’annuncio può essere sul sito solo in alcuni giorni del mese o solo un certo numero di volte al giorno perché il network pubblicitario deve ripartire gli annunci nei vari siti da lui coperti.
Alla fine, dopo tutte queste premesse, quanto guadagna al giorno da questi annunci invasivi un sito come Pajiba che genera circa 3,2 milioni di pagine viste al mese (una cifra che credo sia nella media per un sito come il nostro)? Bene, vi do la cifra esatta: ieri, da questi annunci ad alta visibilità e da quelli di Olay, abbiamo guadagnato 42 dollari.
Ricchi!

E in totale, per tutta la pubblicità invadente, se facciamo il calcolo e siamo fortunati da averla tutti i giorni, guadagniamo circa 1.500 dollari al mese, che vanno divisi tra me e lo staff di autori. Sommiamo questa cifra ai 1.800 dollari al mese (900 per i redattori e 900 per me) e arriviamo a circa 1.600 dollari (1200 euro, ndr) al mese per il mio staff e 1.600 dollari per me. Si può vivere con 1.600 dollari al mese? Si possono pagare lavoratori con 1.600 dollari al mese? Non tanto, no. Allora si aggiungono altri annunci nel rullo per poterci permettere più collaboratori. Uno lavora quante più ore possibili per far generare più traffico sul proprio sito e cercare di trovare il giusto equilibrio tra le entrate monetarie e la pazienza dei lettori. E allora scrivi anche su un altro sito per poter coprire i costi di altri collaboratori eccezionali (anche se la maggior parte di loro hanno altri lavori, regolari e non, nessuno campa solo con Pajiba, come me).

Questi odiosi annunci invasivi che pagano 42 dollari al giorno quindi sono l’unico modo per un sito come il nostro di rimanere in vita. Il giorno che siamo stati incorporati in un network pubblicitario invasivo è stato uno dei più felici della mia vita, perché questo voleva dire che il sito non avrebbe chiuso. Così, ricevere una mail o un commento come quelli che ho riportato sopra mi fa stare molto ma molto male, dannazione. Perché significa che le persone non riescono ad aspettare 5 secondi al giorno per leggere dei contenuti gratuiti. Così ho pensato che se avessi spiegato il meccanismo che c’è dietro la pubblicità, i lettori avrebbero capito che non facciamo cose del genere per tormentargli o rovinargli la vita, ma solo perché si tratta di una scelta necessaria alla sopravvivenza del sito.

Capisco del tutto i lettori quando un browser fa casini e gli annunci spuntano più di una volta al giorno o se per qualche ragione questi annunci appaiono sugli iPhone, anche se non dovrebbero. Non va bene, lo so, e farò di tutto per evitarlo in futuro, nonostante i miei limiti in materia. Neanche a me piace la pubblicità invasiva: ma la ringrazio maledettamente. Anzi, quando visito un altro blog di cinema e irrompe un mostro di un videogame nel mio browser che mi blocca, non mi dà mica fastidio. I contenuti sono sicuramente migliori quando si ricevono soldi da queste pubblicità. Mi fa piacere quando i miei colleghi hanno successo, specialmente quando capita a quelli più simpatici.

Insomma, ecco perché abbiamo questa pubblicità invasiva. Spero che la mia spiegazione non vi sia sembrata goffa o autoassolutoria e che sia stata utile a coloro che stanno pensando di lanciare online un sito web. Abbiamo sempre cercato di essere il più onesti e trasparenti possibile nei confronti dei nostri lettori. Spero che questo articolo non sia andato oltre certi limiti o vi abbia fatto pensare in qualche modo che io sia un piagnone petulante o uno stronzo che se ne compiace. Giuro che faccio il più bel lavoro che potessi mai desiderare e lo staff che lavora con me per me è una seconda famiglia. Spero di poter continuare il nostro lavoro per altri anni a scovare modi migliori e meno intrusivi per monetizzarlo, col minimo disturbo. Nel frattempo, ci scusiamo in anticipo per il disagio.

(foto Hulton Archive/Getty Images)

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