• Mondo
  • martedì 10 Aprile 2012

Guida alle presidenziali in Egitto

Si è conclusa la fase di presentazione delle candidature: chi sono i favoriti, con quali regole si vota e perché oggi un tribunale ha sospeso l'Assemblea Costituente

di Antonello Guerrera - @antoguerrera

Omar Suleiman
È il candidato più legato al regime di Mubarak. Ex capo dei servizi segreti, vicepresidente nei giorni delle rivolte e generale dell’esercito, la sua candidatura annunciata all’ultimo momento è stata considerata da molti suoi avversari un affronto a causa del suo passato politico. Suleiman è uno dei politici più vicini all’esercito egiziano ed è stato spesso l’uomo di fiducia delle autorità americane, europee e israeliane. Una sua eventuale elezione rappresenterebbe la maggiore continuità con il regime di Mubarak ma anche con il Consiglio Supremo delle Forze Armate oggi al potere. Da ex capo dell’intelligence, è stato accusato da diversi attivisti di aver fatto ricorso all’uso di torture sistematiche.

Ahmed Shafik
Ex comandante dell’aeronautica militare egiziana, è stato brevemente primo ministro egiziano (da gennaio 2011 a marzo 2011, quando si è dimesso) durante la rivoluzione che ha provocato la caduta di Mubarak. È molto vicino al Consiglio Supremo delle Forze Armate attualmente al potere.

*
*

Khairat El Shater
È un famoso imprenditore ed ex vice guida del movimento dei Fratelli Musulmani in Egitto. La sua candidatura ha fatto scalpore perché i Fratelli Musulmani avevano annunciato precedentemente di non voler candidare alcun candidato alle presidenziali (per questo Aboul Fotouh era uscito dal partito). Per candidarsi El Shater si è formalmente dimesso dal movimento, al quale però resta fortemente legato, a pochi giorni dalla scadenza per presentare le candidature. Incarcerato dal regime di Mubarak, è un islamista e grande difensore delle privatizzazioni e del libero mercato.

Il problema della Costituzione
Oggi un tribunale egiziano ha sospeso l’Assemblea Costituente che il parlamento egiziano aveva letto un mese fa per scrivere la nuova Costituzione (che deve essere pronta prima delle presidenziali). Il tribunale ha detto che l’Assemblea non rappresenta adeguatamente le donne e le minoranze politiche e religiose del paese. In effetti, in quanto votata da un Parlamento dominato per il 70 per cento dal partito dei Fratelli Musulmani e dai salafiti, anche l’Assemblea Costituente è a forte maggioranza islamista. Questo ha fatto preoccupare gli altri partiti e gli attivisti per la democrazia in quanto la nuova Costituzione, che dovrà comunque essere approvata da un referendum, potrebbe essere profondamente influenzata dai loro princìpi politici e religiosi. La Costituzione stabilirà ovviamente anche vari poteri del Presidente che verrà eletto e soprattutto i suoi rapporti con il Parlamento (fino all’era Mubarak, il presidente era l’Autorità suprema del paese). Fino a quando un referendum non approverà la nuova Costituzione, non potranno tenersi le elezioni presidenziali.

I sondaggi
Negli ultimi mesi Amr Moussa è stato sempre in testa ai sondaggi con percentuali di consenso che si aggirano intorno al 30 per cento al primo turno. Secondo un ultimo sondaggio del centro Al-Ahram pubblicato oggi da Haaretz, Moussa sarebbe in testa con il 30,7 per cento delle preferenze di voto. Al secondo posto ci sarebbe Hazem Salah Abu Ismail con il 28,8 per cento, al terzo Abdel Moneim Aboul Fotouh con l’8,5 per cento, seguito da Omar Suleiman (anche lui con l’8 per cento). Khairat El-Shater, il candidato di fatto dei Fratelli Musulmani, avrebbe invece solo l’1,7 per cento delle preferenze di voto. Qualora la candidatura di Abu Ismail non venisse accettata per la doppia cittadinanza della madre o si ritirasse, secondo il sondaggio di Al-Ahram il 32 per cento delle preferenze per lui si sposterebbe verso Aboul Fotouh, il 30 per cento sosterebbe Moussa e il restante 38 per cento delle preferenze andrebbe ad altri candidati.

nella foto: sostenitori salafiti di Hazem Salah Abu Ismail (MOHAMMED HOSSAM/AFP/Getty Images)

« Pagina precedente 1 2