Chi era Jack Tramiel

La storia del fondatore di Commodore, sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti e morto domenica a 83 anni

Tramiel cambio il nome alla Tramel Technology trasformandola in Atari Corporation e utilizzò i fondi di magazzino per tenere in vita la società, mentre proseguiva lo sviluppo di nuovi dispositivi che avrebbero contribuito al suo rilancio negli anni seguenti. Grazie alla produzione di alcune nuove console, nel 1986 la società tornò in attivo con profitti intorno ai 25 milioni di dollari. Nel 1989, quando Tramiel aveva lasciato ormai buona parte dell’amministrazione della società al figlio Sam, Atari tentò la strada delle console portatili per videogiochi lanciando Lynx. Aveva uno schermo a colori, ma a causa di alcuni problemi nella commercializzazione iniziale del prodotto, Lynx perse la sfida nei confronti del Game Boy di Nintendo, che riuscì ad affermarsi su scala globale nonostante non fosse a colori.

La società negli anni seguenti ebbe diverse traversie con prodotti che non andarono bene sul mercato, come la console Atari Jaguar che non riuscì a sostenere la concorrenza della PlayStation di Sony, arrivata sul mercato a fine 1994. L’anno seguente Sam Tramiel ebbe un infarto, cosa che indusse Jack Tramiel a tornare a occuparsi con più costanza della società. Atari non aveva prodotti di successo da offrire e la famiglia Tramiel voleva ritirarsi dall’azienda. Ne risultò una fusione con il produttore di dischi rigidi per computer JTS e nel marzo del 1998 il nome Atari e i beni rimanenti della società furono venduti alla Hasbro Interactive per 5 milioni di dollari. Quattordici anni prima, a Tramiel l’acquisto della società venduta da Warner Communications era costato 240 milioni di dollari.

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