I 55.000 film di Salemi

La storia di una sterminata collezione di DVD e VHS donata al paese di Salemi, in Sicilia, e della lentezza con cui viene aperta al pubblico

di Massimo Di Martino

A complicare le cose sono arrivate le dimissioni di Sgarbi. Il critico d’arte rinunciò alla poltrona da primo cittadino dopo che gli ispettori del Viminale minacciarono lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose (scioglimento poi avvenuto alla fine di marzo).

Non restava che dare un’occhiata di persona, ma per un intero mese nessuno degli interpellati, Comune di Salemi, Associazione Cici, ArciDonna, Regione Siciliana, autorizza l’accesso della stampa al centro Kim, un palazzetto multifunzionale appena fuori dal centro storico di Salemi. Il 20 marzo è arrivato in città il commissario straordinario Guglielmo Serio per sostituire sindaco e giunta fino alle prossime elezioni amministrative, forse nel 2014, e finalmente si sono aperte le porte della “Kim’s video”. L’ottantaduenne magistrato non conosce bene la storia della collezione, ma dice di “capire la straordinaria potenzialità di questo sancta sanctorum cinematografico” e annuncia un’ispezione.

L’articolista Enrico Tilotta, con un contratto precario fino a dicembre, ci fa da cicerone e ci mostra la sua nuova casa, un alloggio al secondo piano del museo che occupa solo da una settimana: “È stata una settimana intensa – ci dice – il trasloco dei mobili e l’arrivo della nuova scaffalatura per i DVD, che non è sufficiente però per contenerli tutti”. Centinaia di scatoloni sono infatti ancora per terra in maniera provvisoria e sono stati sistemati alla rinfusa, mentre una sola parete ospita i film finora catalogati. Si fermano a 3582, su un totale di cinquantacinquemila titoli.

Prendiamo a caso alcuni DVD che attirano la nostra attenzione, horror coreani e manga giapponesi, ma alcuni di questi sono privi del dischetto ed altri imprigionati nella custodia antitaccheggio. Le altre sale del museo sono vuote: né un tavolo, né una sedia, nessuna traccia di computer o materiale informatico. Arriva Antonina Grillo, la responsabile del progetto, che commenta: “Il locale è finalmente fruibile, soltanto una settimana fa è arrivato il parere favorevole per il collaudo tecnico, ma rimane ancora da verificare l’impianto elettrico”.

Risulta un ammanco di diecimila titoli e chiediamo un elenco dei film che sono stati regalati da mister Yong-man Kim, ma l’elenco non si trova. “Molti erano doppioni e molte custodie erano vuote”, precisa la Grillo. Sul portale Trapaniok.it c’è una denuncia di Vittoria Napoli del febbraio scorso: “Io fino nell’autunno dell’anno scorso ho avuto a che fare con quelli della Fondazione Cici e sono stata un paio di volte al Centro. So benissimo di cosa si parla. Posso assicurarvi che l’attenzione per i DVD era minima: rimanevano ammassati nelle scatole alla mercé di umidità o di possibili atti vandalici. Ricordo benissimo come molte custodie, soprattutto quelle non munite del sistema di security antitaccheggio, erano vuote, come risultavano vuote almeno una decina di custodie VHS che mi sono trovata a maneggiare. Ho fatto presente la cosa al ragazzo che, molto pacificamente, ha accennato a come ci fossero ormai in giro almeno una ventina di copie delle chiavi dei locali. Praticamente chiunque poteva entrare e prendersi ciò che voleva. Non ho mai visto un custode, e c’era un signore, suppongo un impiegato comunale, che stava a volte fuori ma che non dormiva lì”. Antonina Grillo rilancia al mittente tutte le accuse: “Sono false, solo il Comune ha le chiavi”.

Aggiornamento: il Comune di Salemi ha diffuso queste obiezioni ad alcune informazioni contenute in questo articolo.

« Pagina precedente 1 2