• Cultura
  • giovedì 23 Febbraio 2012

Come fare gol su calcio d’angolo

Basta padroneggiare l'effetto Magnus, come spiegano Nicola Ludwig e Gianbruno Guerrerio nel loro libro La scienza nel pallone (essere Baggio o Roberto Carlos può essere d'aiuto)

di Gianbruno Guerrerio e Nicola Ludwig

Se il pallone visto dall’alto ruota in verso antiorario, come nella figura 11a, durante il volo riceverà per effetto Magnus una spinta verso destra. Se invece il pallone ruota in verso opposto, come nella figura 11b, riceverà una spinta verso sinistra. In entrambi i casi si ha dunque una forza simile alla portanza, che ora però agisce lateralmente sul pallone. Essa fa curvare la traiettoria senza influire significativamente sul tempo di volo e sulla gittata del tiro (che continuano a essere determinate dalla forza di gravità e dalla resistenza dell’aria).

L’effetto è sorprendente perché il moto non avviene più all’interno di un piano: nel caso di un calcio di punizione, per esempio, il pallone all’inizio segue una normale traiettoria rettilinea, ma poi progressivamente curva sotto la spinta laterale della portanza, consentendo di aggirare la barriera anche quando essa copre la visuale della porta. Il calcio di punizione forse più leggendario nella storia del calcio è stato tirato il 3 giugno 1997 da Roberto Carlos − l’«artista dell’effetto» autore anche del calcio d’angolo citato a inizio capitolo − in un incontro tra Brasile e Francia valevole per la Confederations Cup (figura 13). Dopo una lunga rincorsa, Roberto Carlos calciò da circa 30 metri di esterno sinistro, imprimendo così al pallone una forte rotazione in senso antiorario (se vista dall’alto).
La palla, prima di insaccarsi in rete colpendo l’interno del palo alla sinistra del portiere, deviò dalla sua ipotetica traiettoria rettilinea iniziale addirittura di quasi 6 metri! Un giocatore che usa il piede destro otterrà lo stesso tipo di effetto colpendo la palla con l’interno del piede, come nei tiri che per anni hanno costituito il «marchio di fabbrica» di Alessandro Del Piero. Se invece si calcia con l’esterno del piede destro, la palla girerà verso destra e in una punizione si potrà aggirare la barriera dal lato opposto rispetto al caso della figura 13. Nella realtà un tiro a effetto contiene sempre entrambe le componenti, di spinta verticale e laterale, non tanto perché sia difficile imprimere al pallone una rotazione perfettamente verticale od orizzontale (i grandi campioni ci riescono senza problemi), ma perché l’effetto complessivo di curvatura per aggirare la barriera deve essere reso imprevedibile.

Figura 13. La traiettoria della straordinaria punizione di Roberto Carlos in Brasile-Francia del 1997.

Ciò che fa la differenza e può portare al gol è – come sempre quando si affrontano campioni di eguale e straordinaria preparazione atletica – il fattore sorpresa: la capacità di realizzare traiettorie non intuibili dall’avversario.
È l’effetto Magnus che dà la possibilità ai più grandi campioni di inventare azioni del tutto sorprendenti, che rendono più spettacolare il gioco del calcio.

È uscito per Zanichelli La scienza nel pallone, di Nicola Ludwig e Gianbruno Guerrerio. Nicola Ludwig è ricercatore all’Università Statale di Milano e autore di spettacoli di teatro-scienza per ragazzi. Gianbruno Guerrerio, giornalista scientifico, cura il notiziario quotidiano online della rivista Le Scienze ed è autore di una biografia scientifica del logico e matematico Kurt Gödel.

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