• Cultura
  • domenica 12 Febbraio 2012

Stampa meretrix

Marsilio ha pubblicato gli strali quattrocenteschi contro i primi libri stampati, utili a capire cosa succede coi cambiamenti, ogni volta

«Grazie alle stampe i giovani tralascino l’arte (dello scrivere a mano), che era a loro molto adatta, e amino le nefandezze della carne»

A prezzi tanto stracciati stampano ciò che ciascuno ammassa in abbondanza per sé e così anche gli asini si mettono a studiare. Gli stampatori ingurgitano vino, russano sepolti dal lusso, deridono. L’italico sta nelle stalle. Va in esilio la superiore arte dei copisti che non conobbero mai nessun’altra attività che lo scrivere bene. Questa gloria, o doge, ti riguarda: abbattere le stampe; cosa che prego che tu faccia perché chi è dedito al vizio non trionfi.
La scrittura è, certamente, degna di venerazione e deve essere ritenuta più nobile di tutti i beni che l’oro ammassa per noi, a patto che non abbia subito brutture nel postribolo delle stampe. Essa è pura, se praticata con la penna, è meretrice, quando viene stampata. Non devi forse definire prostituta quella che simula di amarci tanto, dedita solo al guadagno rapace? Non sarà forse degna del nome di lupa quella svergognatissima femmina che, suscitando lussuria, indebolisce i giovani? Così fanno i libri stampati: corrompono i cuori innocenti. Tuttavia gli sciocchi (diciamolo pure: “gli asinelli”) non si accorgono di questo, ma, pur essendo rozzi, si beano del falso titolo di dottori e si vantano con un canto simile (ascoltalo indulgente): «O buon cittadino, tripudia: la città è ben zeppa di libri. Con pochi denari si diventa dottori in tre anni. Si sia riconoscenti agli stampatori». E ogni persona ignorante di latino proclama queste cose. Propongo un canto di senso opposto: «Mai, come in questo tempo, la città ebbe un così ridotto numero di libri o di persone che li apprezzano a sufficienza. Le opere a stampa creano una città senza soldi e senza cuore. Se per te la luce proviene dalle tenebre, essa, allora, per te verrà dalle stampe». O doge celeberrimo, non voglio logorare le tue orecchie con tristi poesie caratterizzate da un’interminabile lamentazione, ma quanto si differenzi il vero dal falso imparalo dal presente libro sui santi, scritto mediante piume d’oca e che io ho vergato con le mie mani.

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La scrittura è, certamente, degna di venerazione e deve essere ritenuta più nobile di tutti i beni che l’oro ammassa per noi, a patto che non abbia subito brutture nel postribolo delle stampe. Essa è pura, se praticata con la
penna, è meretrice, quando viene stampata. Non devi forse definire prostituta quella che simula di amarci tanto, dedita solo al guadagno rapace? Non sarà forse degna del nome di lupa quella svergognatissima femmina che, suscitando lussuria, indebolisce i giovani? Così fanno i libri stampati: corrompono i cuori di chi legge, avendo separato i sentimenti dalla verità e dai costumi onesti. La Bibbia in volgare, ahimè, contiene tanti errori puerili quanti sono i vocaboli che stridono tra di loro. Rompe la testa alla grammatica, tormenta con la sua asprezza lingua e occhi, sbagliando deforma il testo secondo i propri gusti. Dei rimanenti libri, corrotti in ogni loro parte, io mi limiterò a riferire solo il nome, per non renderti partecipe di scrittori depravati, quali Ovidio o Tibullo, che in tempi recenti i libri stampati diffusero in gran copia per farti conoscere coloro che bramano Sodoma o Gomorra. Pertanto, o lettore, eccoti settantadue versi, e se li avrai molto a cuore, darai fuoco alle opere stampate. Infatti ogni carme si innalza fecondo contro qualsiasi grave danno generato dalle stampe. E io ne avrei composti molti di più, se nutrissi la speranza di essere utile ai cari confratelli, parlando di argomenti benefici. Ma io temo, o Terenzio, che siano troppo giuste le tue parole con le quali sostieni che noi con la verità ci procuriamo dei nemici, ma col denaro leghiamo a noi molti come amici.
Tuttavia mi infiammano l’amore per la virtù di cristo e l’illustre sangue di giovani nobili che sono sedotti dalla rozzezza, dagli inganni e dall’eccessiva avidità della gente che stampa i lussi e qualsiasi lettura criminale. […] Grazie alle stampe viene aggiunto veleno ai neri serpenti e ora per i lupi è possibile predare tutto il bestiame. Grazie alle stampe la boriosa superbia del popolo tedesco infuria del tutto, mentre divora mille fortune. Grazie alle stampe i giovani tralascino l’arte (dello scrivere a mano), che era a loro molto adatta, e amino le nefandezze della carne. Finché grazie alle stampe possiederanno con venti soldi l’Ars di Donato stampata, perché si dovrebbero impegnare a scrivere? Grazie alle stampe il cuculo ora canti “cu cu” ai caproni; con la sua vorace gola alimentata con l’inganno, trionfi.

Perché grazie alle stampe lo scrittore perde il dovuto onore? Lo stampatore si mostra avido con l’aiuto della bocca. Grazie alle stampe è stata umiliata la bella gente italica, che non ha trovato di stampare secondo il nuovo uso. Grazie alle stampe si ritiene che tutto il popolo sia stato colpito da una grave pazzia che prima aveva evitato. Grazie alle stampe una questione sufficientemente valida turba i cuori misericordiosi: perché tante persone
illustri brillarono senza di esse? Grazie alle stampe la mente vaga distratta; non assimila niente di quello che legge, come fa invece lo scrittore, quando ricorda. Grazie alle stampe sono costretto a concludere che ci fu la luce senza luce e che ora possono splendere tenebre profonde. Grazie alle stampe l’esecranda fame dell’oro costringe i petti mortali a stravolgere i costumi, la religione, la fede. Grazie alle stampe consegue che, procurandosi a prezzo maggiore gli oggetti migliori, uno non provveda adeguatamente a se stesso, che i calici e i manufatti per il culto non siano più d’oro né che le chiese vogliano le coperture di seta. Grazie alle stampe sbagliano coloro che nelle mani infilano monili di bronzo ornati con pietre preziose e adornano in modo splendido le dita. Grazie alle stampe, infatti, dovrebbero assumere la regola di cingere le dita col vimine o col ferro. Grazie alle stampe è lontano dal vero chi adorna le proprie membra con una veste preziosa che le ricopre. Grazie alle stampe sarebbe meglio per coloro che danno simili consigli rinchiudere il proprio corpo in casa che non in un luogo spazioso. Grazie alle stampe non vi siano coppe ben costruite.

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