Generazione Bim Bum Bam

Alessandro Aresu spiega nel suo nuovo libro la funzione di Cristina D'Avena nella formazione degli italiani nati tra il 1975 e il 1990, e il loro "programma politico"

di Alessandro Aresu

Internet è la chiave per far sentire la Generazione Bim Bum Bam attesa sulla terra, una volta per tutte. Grazie a internet, possiamo riguardare all’infinito le sigle dei cartoni animati. Ogni persona in grado di collegarsi a YouTube può avere un’idea degli effetti del sodalizio di Alessandra Valeri Manera e Cristina D’Avena. Stiamo parlando di un patrimonio enorme, di cui fanno parte, tra gli altri: I Puffi, Lady Oscar, Hello Spank, Il Tulipano Nero, C’era una volta Pollon, L’incantevole Creamy, Kiss me Licia, Occhi di gatto, David gnomo amico mio, Memole dolce Memole, Mila e Shiro due cuori nella pallavolo, Holly e Benji, È quasi magia Johnny, Ti voglio bene Denver, Il mistero della pietra azzurra, Gemelli nel segno del destino, Sailor Moon, Piccoli problemi di cuore.

Domanda precisa n. 11: Questo è un elenco di cartoni animati giapponesi. Cosa diavolo c’entra la politica?
Risposta precisa n. 11: Entrambe sono avventure collettive. Come del resto il Giappone.
Domanda precisa n. 12: Quindi parlare di politica significa fare gli interessi della Generazione Bim Bum Bam?
Risposta precisa n. 12: No, perché una generazione non è un partito: è un popolo.

Il patrimonio enorme sopra citato va analizzato con attenzione, per capire la distinzione tra partito e popolo. La Generazione Bim Bum Bam è un popolo più numeroso del popolo delle primarie, dei popoli delle manifestazioni, delle libertà e di tutto il resto. We the people. Un partito sa di rappresentare una parte della nazione. In questa capacità di andare oltre, un popolo deve saper riconoscere i propri limiti, e per questa capacità inedita in Italia la Generazione Bim Bum Bam è l’unica speranza. La nostra analisi, partita dalla ferrea legge della demografia, può proseguire grazie ai numeri. Per esempio il numero di fan su Facebook di C’era una volta Pollon, Occhi di gatto, Mila e Shiro due cuori nella pallavolo, Holly e Benji: circa mezzo milione, per ognuno di questi cartoni animati. I cartoni animati, difatti, sono per loro natura popolari. Su Youtube, i membri della Generazione Bim Bum Bam si incontrano, nelle loro camerette socchiuse, e mettono in comune il loro patrimonio generazionale. Come può verificare chiunque, la stragrande maggioranza dei commenti alle sigle cantate da Cristina D’Avena e scritte da Alessandra Valeri Manera sono entusiastici. Ascoltiamo il famoso Paese reale:

Mi dispiace solo per i bambini di adesso… cosa si sono persi! (commento alla sigla di Bim Bum Bam).

Io sono dell’89 e posso dirvi che risentire queste sigle mi mette tanta nostalgia e piango… sniff sniff… sono cartoni memorabili ke hanno fatto della mia infanzia una cosa unica al mondo… e poi lady oscar con la love story di André e oscar… insomma è uno dei miei cartoni preferiti in assoluto… insieme a quelli con cui sono cresciuta… grazie x la sigla… (commento a Lady Oscar).

Ho dedicato alla mia macchina il nome di Creamy. ogni volta che aveva un guasto che non mi sapevo spiegare dicevo parin pam pù e subito dopo, la macchina riprendeva vita. allora l’ho chiamata Creamy, dopo mai più problemi (commento all’Incantevole Creamy).

Tra i primi ricordi della mia vita prima delle elementari ho presente un giorno in cui, appena finito un episodio di Robin Hood, dovevamo uscire con i miei e loro mi hanno spento la televisione prima che la sigla fosse finita… Ancora ho presente i pianti e la sofferenza provata in quel momento!!!! ne andavo letteralmente PAZZA!!! (commento a Robin Hood).

Joooooohnny è quasi magia Joooohnny io provo e riprovo Joooohnny ma non ci riesco proprio mai!! Mamma mia ho 20 anni e sono qui a cantarla come se ne avessi per 2 minuti di nuovo 8!! (commento a È quasi magia Johnny).

Guardo questo video e penso: “che merda che è stata la mia vita negli ultimi 10 anni… quanto ero felice all’epoca” (commento al Mistero della pietra azzurra).

Anche da questi commenti, è facile individuare i due rischi principali per la Generazione Bim Bum Bam e per il suo programma politico: a) la nostalgia e b) la divisione.
Il rischio della nostalgia sterile è sempre dietro l’angolo. La nostalgia, in ultima analisi, è una variante del piagnisteo. Sostenere che non esistono più i cartoni animati di una volta non basta. Sostenere che i bambini di oggi sono meno fortunati dei bambini di ieri non basta. Piangere non basta. Bisogna sempre fare qualcosa.
La divisione è un altro male incurabile, perché ritarda il momento in cui ci si sentirà, finalmente, attesi sulla terra. Se la Generazione Bim Bum Bam si perderà nelle sue divisioni, fallirà l’obiettivo fondamentale: diventerà il solito partito, magari raccontando, con disonestà, di essere un popolo. Le divisioni sterili sono il male dei popoli. Come si può rinnovare il «plebiscito di ogni giorno» con cui decidiamo di stare insieme se siamo sempre divisi? Ma le divisioni esistono. Per esempio, le divisioni tra i fan di cartoni animati giapponesi in lingua originale e i fan dei doppiatori. Per esempio, le divisioni tra gli adepti di Piolo Bonolis negli anni ottanta e quelli che rivendicano il ruolo del Piccolo Alessandro Gobbi negli anni novanta. Per esempio, le divisioni tra i bambini degli anni novanta e il Movimento italiano genitori (MoiGE). Cominciamo ad ammettere qualche verità scomoda: se qualcuno crede di poter cambiare qualcosa in Italia mettendo d’accordo i fan dei cartoni animati giapponesi in lingua originale e il MoiGE si sbaglia. Questo non accadrà mai. Il potere della divisione può essere terribile.

In un momento critico per la storia del nostro paese, Bim Bum Bam deve allargare la coalizione a cartoni animati trasmessi da altre reti (tra cui capolavori come I cavalieri dello zodiaco e Conan il ragazzo del futuro, di cui parleremo in seguito), e ad altri momenti della cultura popolare televisiva di quegli anni. Insomma, l’incontro tra Alessandra Valeri Manera e Cristina D’Avena rimane il motore della Generazione Bim Bum Bam, ma non basta. Forse c’era di mezzo qualcun altro.

Domanda precisa n. 13: Ehi, chi era il datore di lavoro di Alessandra Valeri Manera?
Risposta precisa n. 13: Silvio Berlusconi.

È uscito per Mondadori Generazione Bim Bum Bam, di Alessandro Aresu, che racconta la generazione nata tra il 1975 e il 1990.
Aresu è nato a Cagliari nel 1983. Oltre a
Generazione Bim Bum Bam ha scritto anche Filosofia della navigazione, e ha curato con Matteo Scurati il libro di Guido Rossi Perché filosofia. Scrive per La Nuova Sardegna e per Limes, ed è tra gli autori del sito Lo spazio della politica.

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