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  • sabato 21 Gennaio 2012

Costa Concordia, continuano le ricerche

Le squadre sono al lavoro nelle zone sommerse ed emerse del relitto, hanno trovato il corpo di una donna (liveblog)

Una settimana di foto dall'isola del Giglio

10.05 – Da alcuni giorni circola questo video, che mette insieme le immagini dal Giglio del naufragio della Costa Concordia.

09.55 – Ieri il legale di Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia, ha annunciato ricorso al tribunale del riesame contro la decisione di mettere il suo assistito agli arresti domiciliari. Secondo il legale, Bruno Leporatti, non ci sono particolari esigenze cautelari per chiedere i domiciliari.

09.52 – Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia, è stato anche accusato di aver abbandonato prematuramente la nave quando c’erano ancora diverse centinaia di persone da soccorrere ed evacuare. Davanti al giudice per le indagini preliminari, Schettino ha respinto l’accusa spiegando che cosa fece in quelle ore:

Non ho abbandonato la nave. Sono rimasto sullo scoglio dove mi ha trovato il comandante dei vigili del Giglio. Ero perfettamente riconoscibile perchè indossavo la divisa. Quando i vigili mi hanno proposto di trasferirmi al porto mi sono rifiutato e gli ho detto che volevo restare lì finche l’emergenza non fosse finita.

09.49 – Le squadre di ricerca hanno aperto alcuni nuovi varchi sul ponte 5 della Costa Concordia: serviranno per rendere più agevole l’ingresso a bordo per continuare le ricerche dei dispersi.

09.37 – La versione raccontata dal comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, potrà essere verificata nei prossimi giorni quando i tecnici della procura di Grosseto si occuperanno dei dati contenuti nella cosiddetta “scatola nera”. Per estrarre le informazioni dalle diverse strumentazioni che rilevano posizione e movimenti della nave sarà comunque necessario del tempo: servono software particolari e le parti hanno la possibilità di nominare loro periti, cosa che potrebbe rallentare le operazioni.

09.33 – Foschi fa riferimento alle prime comunicazioni che Francesco Schettino inviò all’ufficio centrale di Costa Crociere, e in particolare al responsabile dell’unità di crisi della società. Stando alla ricostruzione fornita davanti al giudice per le indagini preliminari, Schettino comunicò di “aver fatto un guaio”:

C’è stato un contatto con il fondale. Ho fatto un guaio, sono passato troppo sotto costa.

Al gip, Schettino spiegò anche che cosa face nei minuti dopo l’impatto:

Ho messo la barra a dritta, dopo l’urto, per tenere in assetto la nave. I timoni? Quelli funzionavano. Poi però, quando ho visto che i motori non rispondevano più, ho messo la barra a sinistra: 10 gradi, 20 gradi. Ho fatto questa manovra per due motivi: per rallentare il movimento di Costa Concordia e per impedire che si allontanasse dall’isola del Giglio.

09.23 – I giornali di oggi si occupano degli ultimi sviluppi dell’inchiesta e riportano le parole di Pierluigi Foschi, amministratore delegato e presidente della Costa Crociere, sulla condotta del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, nella notte del naufragio tra il 13 e il 14 gennaio:

Schettino non ci ha detto la verità. Non l’ha detta né a noi né all’equipaggio, che non ha così potuto dare una corretta informazione ai passeggeri. Quanto detto dal comandante nella conversazione delle 22.05, purtroppo, ci è stato confermato non corrispondere verità. Lo abbiamo appreso non dal comandante Schettino, e comunque troppo tardi.

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È passata una settimana dal naufragio della Costa Concordia nei pressi dell’isola del Giglio e da allora proseguono le ricerche per trovare le persone ancora disperse. Dopo diverse ore di sospensione delle operazioni a bordo, a causa del brutto tempo e dei continui movimenti del relitto, nella notte i sommozzatori e le altre squadre di recupero hanno ripreso a lavorare intorno alla nave per provare a identificare e recuperare i 21 dispersi. I morti fino a ora accertati sono 11.

Per oggi è previsto l’intervento di un gruppo di sei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste all’isola del Giglio. Hanno il compito di effettuare rilievi al di sotto della chiglia per verificare struttura e resistenza della parte di costa sulla quale è appoggiata la nave. La Costa Concordia ha dei costanti, e minimi, spostamenti stimati intorno ai 5 – 10 millimetri all’ora. Il timore è che un moto ondoso più intenso possa far smuovere il relitto, facendolo scivolare verso una zona molto più bassa del fondale, che lo farebbe inabissare completamente.

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