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  • sabato 14 Gennaio 2012

Il naufragio della Costa Concordia

La nave si è incagliata venerdì sera al largo dell'Isola del Giglio: tre morti, 40 feriti e decine di persone "non rintracciate"

Le foto dell'incidente (aggiornate)

di Emanuele Menietti - @emenietti

16.50 – Quattro dispersi di nazionalità americana sono stati ritrovati sull’isola del Giglio. La quantità di persone che non ha risposto ancora all’appello dopo il naufragio della Costa Concordia, dicono le autorità locali, continua a diminuire.

16.43 – Costa Crociere ha diffuso un comunicato sul suo blog ufficiale:

L’incidente occorso questa notte a Costa Concordia è una tragedia che sconvolge la nostra azienda.
Il nostro primo pensiero va alle vittime ed esprimiamo tutto il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai loro familiari e amici.
Siamo vicini alle persone che sono rimaste ferite e seguiamo con la massima attenzione il loro decorso.
Tutto il nostro impegno è ora concentrato nell’offrire assistenza agli ospiti e all’equipaggio che erano a bordo della nave, per farli rientrare al più presto a casa.
Il servizio clienti di Costa Crociere ha già preso contatto telefonicamente con tutti gli ospiti che avrebbero dovuto imbarcarsi sulla nave oggi a Savona e da domani nei porti successivi previsti dal programma della crociera. Al momento non è prevista alcuna variazione al programma di viaggio di tutte le altre navi della flotta Costa Crociere.
Chi desiderasse informazioni può comunque, come sempre, fare riferimento al numero 848.50.50.50.
Tutti gli uomini e le donne di Costa Crociere ringraziano dal più profondo del cuore la Guardia Costiera e le forze da essa coordinate, incluse le autorità e i cittadini dell’Isola del Giglio e i cittadini e le autorità di Porto Santo Stefano, che si sono prodigati nelle operazioni di salvataggio e assistenza agli ospiti e all’equipaggio. Ringraziano anche tutto il personale medico che ha prestato e sta prestando assistenza ai feriti e a tutti coloro che hanno bisogno di sostegno.
L’azienda si è già messa a disposizione delle autorità competenti per le indagini avviate sull’accaduto.

16.42 – Si avvicina l’ora del tramonto dalle parti dell’isola del Giglio, dove ha fatto naufragio la Costa Concordia. La foto è una delle immagini fornite dalla webcam di GiglioNews.

16.03 – Smentendo alcune voci circolate in mattinata, il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato, ha assicurato che al momento dell’incidente il comandante della Costa Concordia si trovava nella cabina di comando della nave.

15.48 – TgCom24 ha raggiunto e intervistato il comandante della Costa Concordia, che ha spiegato brevemente la dinamica dell’incidente. Secondo la sua ricostruzione la nave si trovava in navigazione turistica quando ha urtato contro una sporgenza di uno scoglio, che avrebbe poi causato lo squarcio. Sulle carte nautiche usate a bordo, spiega, la sporgenza non era segnalata. La nave era a circa 200 – 300 metri dagli scogli.

15.48 – Il comandante della Costa Concordia dice che nel punto dell’impatto non erano segnalati scogli: «Mentre navigavamo ad andatura turistica abbiamo impattato uno sperone di roccia che non era segnalato. Secondo la carta nautica, doveva esserci acqua a sufficienza sotto di noi».

15.45 – Da molte ore i sommozzatori, principalmente dei Vigili del Fuoco, sono al lavoro per ispezionare le condizioni della nave: vogliono capire se l’imbarcazione possa scivolare ulteriormente su un fianco, ora che è in parte a contatto con il fondale.

15.27 – Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia ha confermato che gli uomini dell’equipaggio a bordo «sono stati gli ultimi ad abbandonare l’imbarcazione, assicurandosi prima di salvare i passeggeri». Il comandante è ancora interrogato negli uffici della Capitaneria di porto dell’isola del Giglio.

15.14 – Le agenzie diffondo altre ricostruzioni sulle cause del naufragio della Costa Concordia, da prendere con le molle. Si ipotizza che la nave abbia urtato contro uno scoglio alcune miglia prima dell’isola del Giglio. La nave avrebbe iniziato a imbarcare acqua, ma ci avrebbe messo del tempo prima di invertire la rotta puntando verso il piccolo porto dell’isola. Forse l’equipaggio pensava di poter occuparsi dell’emergenza senza cambiamenti di rotta.

15.07 – L’emittente Primocanale ha raccolto alcune testimonianze da chi era in viaggio sulla Costa Concordia.

14.51 – Federica Sanna sul Corriere Fiorentino tenta una prima ricostruzione dell’incidente che ha portato al naufragio della Costa Concordia al largo dell’isola del Giglio:

La velocità della nave era talmente elevata che al momento dell’impatto, tra le 21.20 e le 21.40, uno degli scogli del gruppo chiamato «le Scole» è stato letteralmente divelto dal fondale ed è rimasto conficcato nello squarcio apertosi lungo la poppa della Concordia. Le Scole si trovano a soli 500 metri da Giglio Porto, in direzione dell’Argentario. Secondo una prima e non completa ricostruzione dell’incidente, dopo l’urto chi si trovava al timone avrebbe fatto il possibile per avvicinare la Concordia a fondali più bassi. […] Così, dopo aver proseguito la corsa per circa 600-700 metri e aver oltrepassato Giglio Porto, sarebbero state gettate le ancore per consentire alla Concordia una rapida virata, quasi un testacoda, che la avrebbe avvicinata all’isola e alle scogliere del Lazzaretto e della Gabbianara. Qui la nave si è incagliata e lentamente è scivolata su un fianco fino ad inclinarsi con un angolo di 90 gradi.

14.51 – Diversi pescatori dell’isola del Giglio, riferisce il Tirreno, sono rimasti molto sorpresi dall’incidente: le navi di Costa Crociere sono sempre state molto attente nel passare l’isola, spiegano.

14.49 – Sullo scafo della Costa Concordia è chiaramente visibile uno squarcio lungo quasi 70 metri (vedi aggiornamento 13.44), causato forse da un grosso scoglio che vi è rimasto conficcato. Interrogato dalla Capitaneria di porto dell’isola del Giglio, il capitano della nave avrebbe confermato che l’imbarcazione si trovava su una rotta turistica consentita.

14.38 – Gli ultimi bilanci parlano di 3 morti, 40 feriti (due gravi) e 54 dispersi per il naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio.

14.24 – La Guardia di Finanza di Rieti ha sorvolato nella notte la Costa Concordia, filmando le fasi immediatamente successive al naufragio poco distante dall’isola del Giglio.

14.19 – Circolano i primi timori per il possibile sversamento in mare di parte del carburante dai serbatoi della Costa Concordia. Il sindaco dell’isola del Giglio assicura, però, che al momento non c’è alcun particolare rischio e che sono state avviate le procedure del caso per evitare danni ambientali.

14.16 – La lista delle nazionalità a bordo della Costa Concordia pubblicata sul sito web del Tirreno:

Costa Crociere ha reso noto la nazionalità e l’esatto numero passeggeri a bordo di Concordia. In tutto 3.216, così composti: 989 italiani, 569 tedeschi, 462 francesi, 177 spagnoli, 129 americani, 127 croati, 108 russi, 74 austriaci, 69 svizzeri, 46 brasiliani, 46 giapponesi, 42 olandesi, 33 ucraini, 30 coreani, 20 rumeni, 26 da Hong Kong, 25 britannici, 21 australiani, 17 argentini, 13 taiwanesi, 12 canadesi, 12 cinesi, 11 portoghesi, 10 colombiani, 10 cileni, 9 turchi. Costa Crociere ha fornito queste altre nazionalità dei passeggeri a bordo di Concordia: 8 belgia, 8 israeliani, 9 kazhakistani, 8 peruviani, 8 polacchi, 6 moldavi, 6 nepalesi, 5 svedesi, 5 venezuelani, 4 danesi, 4 dominicani, 4 serbi, 4 sudafricani, 3 delle Antille olandesi, 3 bielorussi, 3 grechi, 3 ungheresi, 3 iraniani, 3 irlandesi, 3 macedoni, 2 albanesi, 2 cubani, 2 algerini, 2 ecuadoriani, 2 messicani, 2 finlandesi, 1 di Andorra, 1 bulgaro, 1 bosniaco, 1 ceco, 1 indiano, 1 marocchino, 1 norvegese, 1 neozelandese, 1 filippino e un uruguayano. In tutto 3.216 passeggeri, ai quali vanno sommati i 1.013 membri dell’equipaggio, per un totale complessivo di 4.229 persone.

14.06 – La Costa Concordia questa mattina dopo il naufragio al largo dell’isola del Giglio (Toscana):

14.02 – Non è ancora del tutto chiaro come siano andate le cose questa notte, ma secondo diverse fonti di agenzia la Costa Concordia sarebbe passata a un solo miglio dalla costa, non rispettando il limite di sicurezza di cinque miglia. Anche la Capitaneria di porto ha aperto un’inchiesta, di tipo amministrativo, per capire quali siano state le cause del naufragio della nave da crociera.

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