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Cosa c’è nella manovra, quindi

In ordine e per punti, che cosa dice il testo che ieri è diventato legge dopo le modifiche del Parlamento

Concorrenza
L’autorità antitrust potrà impugnare i provvedimenti assunti dalle amministrazioni pubbliche considerati lesivi della concorrenza. Sono disboscati o aboliti una gran quantità di autority ed enti considerati inutili. Non è più possibile ricoprire più incarichi in banche, società finanziarie e compagnie assicurative concorrenti. Da qui in poi i manager che hanno più incarichi – moltissimi, in Italia – hanno quattro mesi per decidere quale incarico mantenere.

Costi della politica
La manovra conferma l’obiettivo di portare gli stipendi dei politici, non solo dei parlamentari, sui livelli medi europei, senza indicare però scadenze precise rispetto a quelle note in precedenza: è in carica una commissione speciale, presieduta dal presidente dell’ISTAT, che sta attendendo dati da alcuni paesi europei e indicherà poi al Parlamento una cifra ben precisa. Il governo voleva accelerare questa procedura ma è stato stoppato dal Parlamento.

Le funzioni delle province sono limitate. Finita l’attuale legislatura, le province non avranno più giunte ma solo un presidente e un consiglio di non più di 10 membri, espressione dei comuni.

Gli stipendi dei dirigenti del settore pubblico non potranno superare quello del primo presidente della Corte di Cassazione (salvo deroghe “motivate”).

IRPEF e IVA
Niente aumento dell’aliquota IRPEF, l’imposta sui redditi, ma c’è un aumento delle addizionali regionali dallo 0,9 all’1,23 per cento. È previsto un aumento automatico di due punti dell’IVA a metà del 2012, se non verranno trovati prima 16 miliardi di euro con la riforma fiscale.

Tasse sui patrimoni
Chi ha meno di 5.000 euro sul conto corrente non pagherà più di l’imposta di bollo annuale da 34 euro. I conti correnti delle società invece la pagheranno e la pagheranno di più, 100 euro all’anno. C’è poi un’imposta di bollo proporzionale ai patrimoni sugli strumenti finanziari come polizze assicurative sulla vita, fondi immobiliari, buoni postali fruttiferi sopra i 5.000 euro e fondi comuni. Nuove tasse anche sulle attività finanziarie e sugli immobili detenuti all’estero, su auto di lusso, barche oltre i 10 metri e aerei.

Tassa sui capitali scudati
I capitali portati illegalmente all’estero e tornati in Italia grazie agli scudi fiscali, più di uno, approvati dal governo Berlusconi, erano stati tassati soltanto per il 5 per cento. Il governo Monti introduce una tassazione ulteriore e straordinaria del 2 per cento nel 2012, dell’1,35 per cento nel 2013 e dello 0,4 per cento all’anno dal 2014 in poi.

Tassa sui carburanti
Le accise aumentano a 704,2 millesimi di euro per ogni litro di benzina e 593,20 per ogni litro di gasolio. Tal valori saliranno di ulteriori 0,5 millesimi dal 2013.

Enti locali
I fondi dallo Stato centrale agli enti locali vengono ulteriormente tagliati: per 920 milioni a regioni a statuto speciale e province autonome, per 1,45 miliardi ai comuni e per 415 milioni alle province.

foto: Roberto Monaldo / LaPresse

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