Abbiamo un governo

La Camera vota la fiducia, solo la Lega vota contro: intanto Giuliano Ferrara attacca i berlusconiani che avrebbero "impedito" a Berlusconi di parlare

12.55 – “Se davvero volete e se davvero potete potrete riuscirci. E noi dell’IdV vi vogliamo aiutare in questo. Per questo anticipo da subito che l’IdV darà la fiducia al suo governo. Non per voi, non per noi, ma per il bene del nostro paese.”

12.54 – “A voi tocca il compito di riscattare la credibilità del nostro paese e lo sapete benissimo e lo sanno anche quelli che si arrabbiano.”

12.53 – Tenetevi pronti, inizia Di Pietro: “Benvenuti nel senso più vero e sincero del termine”. E inciucca un congiuntivo subito dopo.

12.51 – E ora Pino Pisicchio di Alleanza per l’Italia che parla di “calligrafia costituzionale” perfetta, riferendosi ai passaggi istituzionali di questi giorni. In aula in pochi badano al suo intervento. Tabacci ascolta con le mani in tasca.

12.49 – Antonione ha concluso confermando la fiducia.

12.44 – Tocca a Roberto Antonione ora del gruppo Misto – Liberali per l’Italia, ma fino a pochi giorni fa del PdL e ancora prima di Forza Italia. È uno degli otto “traditori” che si segnò Silvio Berlusconi sul suo foglietto poco prima delle dimissioni del governo.

12.42 – Di Silvio Berlusconi in aula, per ora, nessuna traccia.

12.41 – Carmelo Lo Monte di MPA – Alleati per il Sud dice che il governo Monti è un esempio di “unità e compattezza”. Too soon?

12.39 – “Esprimeremo la nostra fiducia senza riserve” dice Adolfo Urso di Fare Italia per la Costituente Popolare. In aula continua il vociare, con gente che va e gente che viene. Qualche distrazione anche per Monti.

12.36 – Francesco Nucara, Repubblicani – Azionisti, ricorda il-problema-del-mezzogiorno. Conferma poi la fiducia.

12.35 – Anche Grande Sud darà la fiducia.

12.33 – Parla Arturo Iannacone, di Grande Sud, ma in aula c’è un po’ di caos con deputati sparpagliati e gran vociare.

12.32 – Karl Zeller, Minoranze Linguistiche – Misto, dice che darà la fiducia al governo. Idem per i Liberal – Democratici, dice Daniela Melchiorre.

12.30 – Andrea Sarubbi segnala che Angelino Alfano è arrivato solo ora a prendere posto in aula, dopo l’intervento di Monti.

12.28 – L’intervento di Monti finisce con un lungo applauso e ora le dichiarazioni di voto.

12.26 – Monti annuncia che incontrerà Sarkozy e Merkel la settimana prossima, per avere “permanentemente il contributo dell’Italia nella soluzione dei problemi dell’euro”.

12.25 – “Io di poteri forti, lo dico con rispetto, in Italia non ne conosco. Magari ce ne fossero, in Italia. Ci sono alcuni poteri forti nel mondo, ho avuto il privilegio di vederne molti quando ero Commissario alla concorrenza e gli onorevoli che hanno manifestato dubbi sulla mia indipendenza di giudizio e di azione, magari alcuni di loro sono giovani, non ricordano, questi poteri forti invece se le ricordano ancora. Il giorno in cui proibii una fusione tra due grandissime società americane, benché fosse intervenuto il presidente USA, l’Economist scrisse che gli americani mi consideravano il Saddam Hussein del business.”

12.21 – “Ammetto che troppo facilmente le società civile punta il dito contro la classe politica, cosa che mi indigna” aggiunge Monti, dopo la stoccata ai politici.

12.19 – “Considero offensiva la definizione poteri forti… Questa mattina ho visto un gruppo di bambini delle scuole che osservavano i nostri lavori e pensavo: che – non certo questo Parlamento molto responsabile – cosa penseranno questi bambini se diamo la colpa agli altri e non a quello che si è fatto in quest’aula con poca attenzione ai temi della finanza pubblica?”

12.16 – “Se possibile, renderei questo concetto di profonda dipendenza dal Parlamento con termini diversi da quello di staccare la spina“. E poi aggiunge: “Non ci consideriamo un elettrodomestico. E poi, saremmo un rasoio? O un polmone artificiale?” Applausi da una parte dell’aula.

12.15 – Monti ricollega la battuta al fatto della durata del suo governo, che dipenderà dal Parlamento. Aggiungendo che il suo è un compito quasi impossibile, ma “ci riusciremo”.

12.14 – “I presidenti passano, i professori restano” dice Monti citando Spadolini. Racconta che in questi giorni alcuni si sono scusati per chiamarlo ancora professore e non presidente.

12.13 – “Sono stato anche io italiano all’estero, quando era alla Commissione europea” dice Monti, riferendosi alle critiche sulla mancata citazione degli italiani all’estero nel suo primo discorso ieri al Senato. “Io nato a Varese avevo un padre nato in Argentina.”

12.12 – Rivendica poi il ministero per la Coesione territoriale, tema che deve essere caro a tutti, aggiunge Monti.

12.12 – Ho avuto dei sussulti identitari: “Ma tu non sei settentrionale? Non sei lombardo? Non sei varesino” dice Monti, riferendosi alle critiche della Lega Nord di questi giorni.

12.11 – “Nelle mie dichiarazioni programmatiche sono state notate alcune omissioni e in parte sono volute, per evitarvi una elencazione stucchevole.”

12.10 – “Intendo questo governo come un governo di impegno nazionale” ribadisce Monti.

12.09 – Ringrazia anche Gianni Letta, che in questi giorni è stato sia al Senato che alla Camera per ascoltare i suoi interventi. Lungo applauso dell’aula.

12.08 – Ringrazia il Capo dello Stato e Silvio Berlusconi “di cui ho molto apprezzato il senso di responsabilità istituzionale e il contributo che ha dato per rendere per quanto possibile semplice la successione a palazzo Chigi”.

12.06 – Monti ringrazia Fini per il “ruolo costruttivo” e “utile” per agevolare il suo “percorso da novizio nel processo delle consultazioni e la presa di servizio”.

12.05 – Inizia la replica di Monti.

12.05 – La prima fase del dibattito in aula si è conclusa.

12.03 – Gianfranco Fini ha finito la pausa, torna a presiedere e con magnanimità si rivolge all’orante di turno: “Prego, prego, con comodo. Ha ancora trenta secondi.”

11.57 – E dopo tutta questa tirata contro Monti? Lehner conferma che voterà a favore di Monti.

11.56 – Lehner propone l’introduzione del “sistema fiscale statunitense” a Monti e propone ICI per tutti, anche al Vaticano.

11.55 – “La Repubblica parlamentare non si sente molto bene e forse è defunta” dice Giancarlo Lehner di Popolo e Territorio. “Il nobile Mario è certamente uomo d’onore, e durerà fino al 2013 giusto in tempo per scomporre e ricomporre il sistema dei partiti. In attesa, forse di un altro sole dell’avvenire”.

11.52 – La Borsa, intanto, è di poco sopra lo zero: +0,23 per cento.

11.50 – La leghista Martini poi parla di “debiti dell’Italia” e degli “sprechi del Sud”, dimenticandosi che fino a ieri era forza di governo.

11.48 – “Coloro che hanno perso le elezioni nel 2008 ora si trovano al governo del paese” dice la leghista Francesca Martini. Parla di un governo calato dall’alto e a suon di “no” e “non” prende applausi a strascico dai tre deputati che ha intorno.

11.46 – Michaela Biancofiore (PdL) interviene alla Camera e parla di autonomie locali e loro tutela, con una media di dieci parole al secondo per stare nei tempi. E ce la fa.

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