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  • martedì 8 Novembre 2011

Berlusconi non si è dimesso

Ma lo farà dopo l'approvazione della Legge di stabilità

16.25 – Berlusconi è rimasto seduto al suo posto, “a controllare i tabulati del voto”, dicono le agenzie.

16.21 – È significativo anche il fatto che per l’opposizione dopo il voto abbia parlato il solo Bersani.

16.17 – Emanuele Menietti nota come si presenta in questo momento la homepage del sito del PdL.

16.13 – Parla Bersani, e fa l’intervento che ha in tasca da mesi: il governo non c’è più, dice. «Signor Presidente del Consiglio, le chiedo con ogni forza di rassegnare le dimissioni».

16.12 – Favorevoli 308. La Camera approva il Rendiconto finanziario 2010. Ma il governo è nei guai.

16.10 – Intanto la seduta parlamentare alla Camera è oggetto anche dei liveblogging del Guardian e della BBC. Quindi datevi un contegno.

16.07 – Si segnala che Gabriella Carlucci è seduta ai banchi dell’UdC, alla destra del segretario Lorenzo Cesa.

16.06 – La voce sul rinvio del voto è da intendersi per smentita dai fatti, visto che Cicchitto non ne ha fatto cenno nel corso del suo intervento.

16.05 – Berlusconi è arrivato alla Camera.

16.00 – Cicchitto sorprendente! Ora elogia tutti i deputati, elencando anche i nomi dei partiti dell’opposizione, dicendo che sono composti da molta gente perbene che fa politica sul territorio onestamente.

15.57 – Berlusconi non è in aula. Cicchitto interviene per ricordare Franzoso, e gli trema la voce. È commosso ma dura poco: poi parte ad attaccare chi se la prende con la-casta.

15.54 – Finite le dichiarazioni di voto. Ora Fini ricorda il deputato Franzoso, morto domenica.

15.53 – Anche Franceschini e Cicchitto molto brevi. Cicchitto dice che «questo governo ha fatto di tutto per accontentare l’Europa, ma non sono i mercati a eleggere i governi» e che il governo ha il dovere di «restare al proprio posto».

15.48 – Prendetela con le molle, ma gira voce che il PdL voglia chiedere di sospendere la seduta e far slittare il voto sul rendiconto finanziario. Ha parlato la Lega, ora Franceschini per il PD.

15.45 – I ministri sono tutti presenti, tanto che ai banchi del governo non c’è posto.

15.43 – Ora Casini. Si va molto in fretta, nessuno vuole perdere tempo. I Responsabili rinunciano del tutto a intervenire.

15.42 – Informazione di servizio: sì, pare che lo streaming per ora non funzioni. I lavori si possono seguire su Rainews o sul canale della Camera dei Deputati.

15.40 – Cominciata la seduta, il Terzo Polo conferma che si asterrà.

15.35 – Due aggiornamenti su questa mattina, intanto. Primo. C’è stata grande agitazione per due parole due dette da Bossi ai giornalisti riguardo la richiesta a Berlusconi di fare “un passo di lato”, ma la notizia era già sui giornali di questa mattina e data per rifiutata dal PresdelCons. Secondo. Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, questa mattina ha incontrato Marco Pannella, Emma Bonino e alcuni deputati radicali, coi quali c’erano state delle incomprensioni, diciamo, in occasione di un recente voto alla Camera. «Un incontro positivo e come è consuetudine con i Radicali si va sempre sui contenuti, come le liberalizzazioni, la giustizia, l’Europa. Ora troveremo il modo per un coinvolgimento molto stretto con i parlamentari radicali», ha detto Bersani. «Pannella ha detto mille volte che è contro le elezioni e 50 volte i radicali hanno votato no alla fiducia a questo governo».

***

Alle 15.30 la Camera dei Deputati comincia la discussione sul rendiconto finanziario 2010, già bocciato dall’aula qualche settimana fa. Come avevamo spiegato questa mattina, l’opposizione ha deciso di essere presente in aula ma astenersi, considerando dannosa per il Paese una eventuale seconda bocciatura del rendiconto finanziario 2010. La cosa da tenere d’occhio è quindi il numero di voti che otterrà il governo. La maggioranza assoluta è fissata a quota 316, il 14 dicembre 2010 il governo ottenne la fiducia con 314. Sotto questa soglia la sopravvivenza per il governo si fa complicata. In ogni caso non si tratta di un voto di fiducia, quindi Berlusconi non sarebbe costituzionalmente obbligato a dare le dimissioni. Il Post seguirà i lavori in diretta con un liveblogging. La seduta si può seguire in streaming qui.

foto: VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images

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