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  • martedì 8 Novembre 2011

Berlusconi non si è dimesso

Ma lo farà dopo l'approvazione della Legge di stabilità

17.55 – Franco Bechis ha raccontato dalla Camera la giornata di oggi in diretta, incontrando anche Crosetto, il suo interlocutore nella telefonata di ieri.

Fiuu… Guido Crosetto passa, mi guarda negli occhi e non mi riconosce. Sembra in bambola. Poi ha un sussulto. Ah, mi manda a quel paese. Deve avermi riconosciuto.

Se un giorno devo fare un monumento a qualcuno, questo qualcuno è Denis Verdini, un santo protettore. Si è parato fra me e Crosetto parlandogli di una cosa importantissima. Nel mentre con la mano dietro la schiena mi ha fatto segno di smammare… Non me lo sono fatto ripetere due volte

17.55 – Come aveva già ipotizzato in precedenza Ignazio La Russa, arrivano altre conferme sulla possibilità che Berlusconi salga al Quirinale per incontrare Napolitano, forse prima delle 19.

17.53 – L’apertura della BBC è stata per tutta la giornata sulla crisi di governo in Italia, ora titola: «Berlusconi perde la maggioranza in Parlamento».

17.51 – La galleria fotografica, con immagini notevoli, del Post sulla giornata di oggi alla Camera.

17.48 – Alle 18.30 Berlusconi potrebbe recarsi al Quirinale, dicono alcune fonti del governo. (La segnalazione è di Stefano Menichini su Twitter.)

17.46 – La trascrizione dell’ANSA degli appunti di Berlusconi è probabilmente errata. Sul foglietto (foto qui sotto) c’è scritto «prenda atto», e non «prendo atto», ovvero l’invito pronunciato con quelle parole da Pier Luigi Bersani mentre Berlusconi prendeva appunti.

17.34 – Repubblica ha la foto del biglietto di Berlusconi di cui parlavamo prima.

17.32 – Andrea Sarubbi, deputato PD, scrive su Twitter:

La Russa in corridoio, a un collega di governo: “Aspettiamo, ma cose belle non ne vedo”.

17.26 – Momenti come questo hanno sempre i loro particolari letterari. Quello di questo pomeriggio è il foglietto di Berlusconi, scrive l’ANSA.

«Prendo atto, rassegno le dimissioni». E’ una delle opzioni che il Silvio Berlusconi annota su un foglietto di carta – fotografato dall’Ansa – durante i lavori della Camera. Sul foglio c’è anche appuntato «ribaltone», «voto», «presidente Repubblica» e «una soluzione». Quindi, «308, meno 8 traditori».

17.25 – Stavolta i mercati non l’hanno presa benissimo: lo spread BTP/Bund è a 496, un record.

17.18 – L’opzione considerata più probabile, in questo momento, è la richiesta della fiducia delle camere da parte di Berlusconi. In questo caso sarebbe importante capire se si vota prima al Senato o alla Camera. Al Senato infatti il centrodestra sembra avere ancora una maggioranza piuttosto solida: un voto di fiducia del Senato per Berlusconi di fatto sbarrerebbe la strada a ogni eventuale governo tecnico.

17.14 – “È chiaro che se non si dimette presenteremo la mozione di sfiducia”, scrive su Twitter il deputato del PD Andrea Martella. Si confermano i due scenari di cui parliamo prima: o Berlusconi si dimette o si presenta in Parlamento a chiedere la fiducia. Promemoria: il 15 novembre è già previsto un voto di fiducia del Senato sul maxiemendamento. E fino a questo momento il centrodestra al Senato aveva una maggioranza piuttosto larga.

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