Le 100 proposte di Matteo Renzi

La lista della spesa della Leopolda, dalla RAI ai partiti, dalle pensioni alle tasse, da Internet alle unioni civili

81. Distinguere tra università eccellenti nella ricerca e università che offrono una buona formazione. Non tutte le Università possono essere centri di eccellenza in tutti i settori. Alcune non lo sono in nessuno. Ma non tutte per questo vanno chiuse. Le risorse per la ricerca avanzata e per i corsi di dottorato, finalizzati a formare i ricercatori di domani, devono andare dove vengono spese meglio. In tanti altri casi le Università possono svolgere una funzione formativa ugualmente fondamentale. Anche questa però può e deve essere valutata, usando indicatori oggettivi, insieme ai giudizi degli studenti.

82. Abolizione del “valore legale” del titolo di studio. Introdurre nei concorsi della Pubblica Amministrazione criteri di valutazione dei titoli di studio legati all’effettiva qualità del percorso formativo dei candidati.

83. Restituire prestigio e reddito agli insegnanti capaci. Ossia rivedere radicalmente le modalità di reclutamento e di retribuzione degli insegnanti, sulla base di criteri legati alla competenza e al merito.

84. Eliminare la formazione che serve solo ai formatori. Esiste un’offerta molto ampia di corsi di formazione professionale che vivono solo per mantenere in vita le organizzazioni che organizzano i corsi senza nessun beneficio pubblico. Spostare le risorse da questo ambito in altri dove possono produrre benefici reali e aiutino il paese a riconquistare posizioni nell’economia della conoscenza.

85. Ebook per tutti. Moltissimi libri sono liberi dai diritti d’autore, in pratica lo sono tutti i classici della letteratura italiana. L’invenzione degli ebook ha eliminato i costi di stampa e di distribuzione di un libro e, nel caso specifico, non essendoci diritti d’autore, neppure questa voce di spesa è presente. I costi sono soltanto legati alla accessibilità su web dei titoli e l’organizzazione del loro downloading. Il Ministero della Pubblica Istruzione, con spesa molto contenuta, potrebbe offrire la disponibilità degli e-readers a titolo gratuito a tutti gli studenti e promuovere una diffusione simile, a basso costo, anche dei libri di testo.

86. Inglese sin da piccoli. Portare l’insegnamento dell’inglese ad almeno 5 ore settimanali in tutte le classi a partire dalla scuole elementari. È interesse del Paese che la padronanza dell’inglese sia diffusa, visto che la gran parte della letteratura scientifica, del commercio internazionale, dei prodotti multimediali parlano con quella lingua.

TEMA 5 PER UNA SOCIETA’ SOLIDA E SOLIDALE

87. Introdurre il quoziente famigliare. Fa parte della realtà italiana che la famiglia sia il luogo di raccolta non solo della solidarietà ma anche dei redditi. Si ricalcolino le aliquote fiscali considerando il quoziente familiare. A parità di reddito paghi meno la famiglia con più componenti.

88. Detrazione della spesa famigliare. Dare la possibilità alle famiglie di detrarre dal calcolo del reddito imponibile totalmente (o parzialmente) alcune voci di spesa legate all’educazione, alla conduzione della casa, all’assistenza per gli anziani. Dovrebbe ogni anno essere emanata una lista delle spese specifiche che possono essere detratte in occasione della dichiarazione dei redditi. In questo modo si crea un conflitto tra chi paga il servizio e chi riceve il compenso che favorirà l’emersione di pratiche d’acquisto in nero molto diffuse in questi ambiti.

89. Una regolamentazione delle unioni civili. La legge deve assicurare pieno riconoscimento alla coppia dal punto di vista contributivo e assistenziale. Ciascun convivente può beneficiare dell’assicurazione sulla malattia del compagno e l’unione conferisce gli stessi diritti del matrimonio in materia di cittadinanza.

90. Promuovere la natalità. Il declino delle nascite in Italia è stato in questi anni molto accentuato: nel 1975 nascevano 2,2 bambini per ogni donna e oggi siamo a 1,4, quasi un figlio in meno per ogni famiglia. L’Italia è oggi il posto dove nascono meno bambini al mondo. Occorre determinare un vantaggio per la famiglia che accoglie i figli dal secondo in poi. Per ogni nascita del secondo figlio va previsto un assegno annuale di quattro mila euro per i primi due anni. Abbattimento della base imponibile dei primi 10.000 euro di reddito derivanti dal lavoro delle mamme con figli sotto i 3 anni.

91. Adozioni internazionali. Più controlli sugli enti autorizzati, anche da parte della magistratura, e anche attraverso verifiche dell’operato di tali enti in rapporto ai costi sostenuti. Ciò al fine di ridurre gli attuali pesanti oneri economici degli adottanti.

92. Più Nidi e Asili d’infanzia. Collocare i Nidi e gli Asili d’infanzia sotto la competenza del Ministero dell’Educazione. Uniformare a livello nazionale la legislazione regionale sul rapporto metri quadri/bambini ed educatore/bambini.

93. Progetto DAVID per la sicurezza stradale. DAVID sta per Dati e analisi; Aderenza alle regole; Vita ed educazione; Ingegneria; Dopo la violenza. Partito da Firenze, DAVID è un modello di metodo esportabile ovunque: si mettono insieme i dati degli incidenti di un Comune (quanti incidenti, dove avvengono, le cause, quali controlli e dove vengono fatti, quanti e quali corsi vengono fatti nelle scuole per la formazione, quale assistenza viene fornita alle famiglie che hanno subito un lutto, qual è lo stato delle strade ecc), per creare un ‘profilo’ degli scontri e finalizzare un piano preciso di intervento. A livello mondiale gli incidenti incidono per l’1,5% sul Pil, mentre la spesa per la prevenzione continua ad essere irrisoria: DAVID ribalta la visione.

94. Adozione dello jus soli. E’ un fatto elementare, addirittura fondamentale negli Stati Uniti: chiunque nasca in Italia è Italiano. Questo risolve alla radice ogni valutazione di ordine discrezionale, ogni aspetto burocratico e sancisce il principio che la terra dove si nasce non è irrilevante, ma è fondante dell’identità.

95. Immigrazione intelligente. Occorre stabilire una politica attiva e molto dettagliata nei confronti dell’immigrazione legale. Si stabilisca un piano nel quale siano definite le competenze professionali che è più urgente per il Paese acquisire e si aprano le porte a queste competenze, da valutare nelle ambasciate e nei consolati italiani nel mondo.

96. Regolare? Permesso veloce. Coloro che hanno bisogno di un permesso di soggiorno perché hanno un lavoro regolare, spesso aspettano parecchi mesi prima di avere il permesso e devono usare un titolo di soggiorno provvisorio, il quale però non permette loro di acquisire un mutuo o di accedere a altre attività che ne stabilizzino la residenza nel nostro paese. Gli immigrati che hanno un lavoro regolare rappresentano una forza e non un pericolo per il paese.

97. Far diventare legge il 5 per mille. Il 5 per mille deve diventare legge, un diritto per contribuenti e volontariato, non
più un favore. La stabilizzazione eviterebbe alle organizzazioni il quadro di incertezza regolativo ed economico. Il 5 per mille è il mattone primo di sussidiarietà reale e perciò anche fiscale.

98. Un secondo 5 per mille: tassare le transazioni finanziarie per sostenere le organizzazioni no profit. La proposta è già stata presentata dalla Commissione Europea, ed è venuto il momento di approvarla: la TTF genererebbe 55 miliardi di euro all’anno a sostegno delle attività del terzo settore e avrebbe il significato di riportare la finanza al servizio dell’economia reale e del cittadino.

99. Servizio civile obbligatorio. Un tempo di servizio agli altri coincidente con la maggiore età, della durata di 3 o 6 mesi. I contenuti ed i processi adeguati a gestirlo sono una responsabilità del terzo settore che deve inventarsi anche forme per sostenerlo e finanziarlo.

100. Sequestrare più rapidamente, gestire meglio immobili, patrimoni e aziende. Durante la fase che porta un bene immobile alla confisca definitiva (da 6 a 10 anni) bisogna consentire l’affidamento temporaneo ai soggetti sociali, in attesa della definitiva confisca. L’aggressione dei patrimoni finanziari delle mafie può avere effetti analoghi alla lotta all’evasione, essendo stimato il fatturato annuo di “mafie spa” in 150 miliardi di euro. Le aziende sotto sequestro vanno sostenute nell’impatto con il mercato, formando amministratori giudiziari specializzati, incentivando la riconversione in cooperativa di dipendenti e consentendo nella fase di start up di accedere a forme di fiscalità di vantaggio e abbattimento del costo del lavoro come quelli previsti dalla legge 407. Non sarebbero minori introiti per lo Stato poiché oggi solamente un’azienda confiscata su mille riesce a sopravvivere.

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