L’inutile seduta della Camera

L'assenza dell'opposizione ha trasformato i lavori di questa mattina in un rito noioso e insensato, più del solito

11.22 – Berlusconi conclude, ha parlato 15 minuti.

11.20 – È confermato, comunque: gli unici membri dell’opposizione presenti in aula sono cinque deputati radicali.

11.18 – «Mai come in questo momento sentiamo la responsabilità di non farci da parte», dice l’uomo che presiede il Governo che, manovre finanziarie a parte, ha approvato l’ultima riforma a dicembre 2010.

11.13 – L’argomento di Berlusconi è quello sentito milioni di volte: in questo momento non può cadere il governo, e comunque l’opposizione non sarebbe pronta.

11.11 – Ci scherza su, il PresdelCons: “Le opposizioni sono proprio sparite”.

11.10 – Berlusconi definisce “impeccabile” il comportamento del presidente della Repubblica.

11.08 – Alla sinistra di Berlusconi c’è Bossi, a destra nessuno (e il deputato PD Sarubbi, su Twitter, scrive che quel posto sarebbe di Tremonti).

11.06 – Finora formule di rito: richiesta della fiducia alla Camera, descrizione dell’iter sul rendiconto finanziario. Adesso però arriva “qualche precisazione per lasciare agli atti una precisa assunzione di responsabilità”.

11.05 – Seconda frase, riferimento all'”incidente parlamentare”, e secondo applauso.

11.04 – Si comincia, parla Berlusconi e subito viene interrotto da un applauso della maggioranza. Aveva detto “Signor presidente…”

11.03 – La seduta comincia con la lettura del processo verbale.

11.01 – Il deputato Santo Versace, ex PdL oggi al gruppo misto, ha detto che voterà la sfiducia domani.

10.59 – Rosy Bindi sui Radicali, riportata da Mattia Feltri sulla Stampa: «Ci tocca sopportare pure questa. Non se ne può più».

10.58 – Intanto, qualche numero in vista del voto di domani, grazie ad Alessandro Trocino sul Corriere della Sera.

L’ultima fiducia a Montecitorio, il 28 settembre scorso, è stato in realtà un voto di sfiducia individuale nei confronti di Saverio Romano. In sua difesa la maggioranza racimolò 315 voti, contro i 294 dell’opposizione. Ora il ministro Franco Frattini assicura che ci sarà la maggioranza assoluta. Non la pensavano come lui i dirigenti pdl alla Camera, visto che a un certo punto si è pensato di rinviare il tutto a martedì: troppo grosso il pericolo di assenze dei leghisti, di ritorno nei loro collegi per il fine settimana. Nel pomeriggio, il contrordine di Marco Reguzzoni: «Si vota domani, anzi è già tardi».

10.55 – Tra pochi minuti cominceranno i lavori della Camera, che possono essere seguiti in diretta qui. La novità di questa mattina è che i sei deputati Radicali eletti nelle liste del PD – e già molto rimproverati qualche settimana fa per l’astensione sulla sfiducia del ministro Romano – hanno deciso di partecipare ai lavori (al contrario del resto dell’opposizione, che non si presenterà in aula).

***

Questa mattina alle 11 il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, rivolgerà alla Camera un discorso programmatico sul quale poi chiederà, domani, la fiducia dell’aula. Il Post seguirà i lavori con un liveblogging. Il discorso di Berlusconi alla Camera e il ricorso alla fiducia si devono all’incidente parlamentare dello scorso martedì, quando il Governo è stato battuto alla Camera sull’approvazione del Rendiconto economico e finanziario del 2010.

Lo scenario di oggi alla Camera sarà piuttosto diverso da quello delle molte altre volte che il Governo si è presentato per chiedere la fiducia: l’opposizione, infatti, ha deciso di disertare la discussione – esclusi i Radicali – in segno di protesta verso la decisione di Berlusconi di non dare le dimissioni, come era successo invece nelle uniche due volte nella storia repubblicana in cui un Governo in carica si era visto bocciare il rendiconto finanziario. Sui giornali di oggi si legge dell’intenzione dei deputati di centrodestra di sparpagliarsi per l’intero emiciclo, così da non dare l’impressione che Berlusconi parli a una stanza vuota.

La notizia principale di ieri riguardo questa quasi-crisi era stata il messaggio del capo dello Stato, secondo cui “il problema è se la maggioranza è ancora in grado di operare con coesione”, suggerendo quindi che ottenere numericamente la fiducia alla Camera – cosa su cui nessuno ha dubbi, in vista di domani – non rappresenta di per sé una soluzione soddisfacente a quanto sta accadendo. Intanto questa mattina il Consiglio dei ministri approverà una nuova versione dell’articolo 1 del Rendiconto finanziario del 2010, il primo passo per ripresentare il testo in aula.

Le cose da sapere per orientarsi nella quasi-crisi di questo quasi-governo

foto: Mauro Scrobogna/LaPresse

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